L’arte della gestione patrimoniale: Marco Crepaldi e l’eccellenza di una Banca Private

L’arte della gestione patrimoniale: Marco Crepaldi e l’eccellenza di una Banca Private
Nel dinamico mondo della finanza, dove l’esperienza e l’innovazione si intrecciano, incontriamo Marco Crepaldi un esperto private banker.

Con una carriera iniziata tra i campi sportivi e le aule scolastiche, Crepaldi ha saputo trasformare la sua passione per l’insegnamento in una preziosa risorsa per accompagnare i suoi clienti verso un futuro finanziario sicuro e personalizzato.

In questa intervista, esploriamo il suo percorso professionale, le sfide quotidiane e le strategie che rendono il suo lavoro unico nel panorama bancario italiano.

1. Potrebbe raccontarci il suo percorso professionale e come è arrivata a ricoprire il ruolo di private banker?

Vengo dal mondo dello sport e dell’insegnamento. Trent’anni fa ho deciso di cambiare strada: ho studiato, superato l’esame di Stato e iniziato a lavorare come consulente finanziario.

È un mestiere da libero professionista, quindi i clienti ho dovuto cercarli, conquistarli e convincerli del valore del servizio. Poi, naturalmente, bisogna mantenere nel tempo la qualità dell’assistenza.

Col passare degli anni i clienti sono aumentati, così come il patrimonio da gestire. Parallelamente anche la banca per cui lavoro è cresciuta molto, soprattutto nella qualità e completezza degli strumenti e dei servizi offerti.

Oggi l’esperienza accumulata è tanta e il lavoro si svolge sempre più in team con i colleghi. Ho seguito diversi giovani all’inizio del loro percorso e, in alcuni periodi, mi sono occupato anche della loro selezione.

2. Quali sono le sfide più frequenti che affronta nel suo lavoro quotidiano e come riesce a superarle?

La mia quotidianità è fatta di programmazione e aggiornamento continuo: sui mercati, sui nuovi prodotti e servizi, sulle novità normative, sulla assistenza ai clienti.

Poi arriva la parte più impegnativa: riuscire a conciliare ciò che si è programmato con gli imprevisti della giornata. Telefonate, richieste urgenti, necessità improvvise dei clienti…è sempre una piccola battaglia tra teoria e pratica.

A questo si aggiungono gli imprevisti dei mercati: giornate burrascose, eventi politici o economici che creano volatilità e preoccupazione. In questi momenti bisogna mantenere lucidità, rassicurare i clienti e ricalibrare le strategie quando serve.

3. In che modo la sua banca si distingue nel fornire servizi personalizzati ai suoi clienti?

Fin dall’inizio la banca ha puntato non solo sui propri servizi, ma anche sulla possibilità di offrire ai clienti il meglio disponibile sul mercato.

Parliamo di investimenti, certo, ma anche di servizi di welfare, tutela della privacy, arte, immobiliare, pianificazione successoria, gestione del patrimonio personale e aziendale.

Negli anni questa offerta si è ampliata e perfezionata grazie alla collaborazione con società e professionisti specializzati. Il mio ruolo, con i clienti, è selezionare i servizi più adatti, mantenere il focus sulla persona e verificare che tutto venga svolto con qualità.

La banca ha la libertà di migliorare continuamente la propria rete di collaboratori, scegliendo quelli più competenti per ogni esigenza.

4. Può parlarci delle attuali tendenze nel settore della gestione patrimoniale e di come influenzano il suo lavoro?

Gli strumenti per gestire il patrimonio dei clienti sono aumentati enormemente. Anche i clienti oggi sono più informati, più attenti e più inclini a verificare ciò che viene proposto. Non è ancora così diffuso come potrebbe essere, ma la tendenza è chiara.

Gli strumenti moderni offrono grande trasparenza su costi e rendimenti. Per questo la vera differenza non la fanno i prodotti – che ormai tutte le banche hanno a disposizione – ma la qualità della consulenza. La banca per cui lavoro si distingue proprio per questo: un rapporto costruito bene fin dall’inizio, un legame solido e una presenza costante nel tempo.

Oggi utilizziamo ancora le gestioni patrimoniali e le SICAV dei principali gestori mondiali sempre più supportate dall’intelligenza artificiale, e iniziamo a consigliare strumenti come ETF, ETN ed ETC che sono soluzioni, se scelte con competenza, possono offrire risultati molto interessanti.

5. Quale strategia adotta per mantenere e sviluppare relazioni di fiducia con i suoi clienti?

La fiducia è fondamentale. Per mantenerla serve disponibilità: quando un cliente chiama o scrive, bisogna rispondere rapidamente, anche solo per dire che ci si informerà e si darà un riscontro a breve. Il cliente deve percepire attenzione e presenza.

È importante anche essere propositivi, soprattutto nei momenti di mercato più complessi: far sentire che siamo vigili, che seguiamo la situazione e che possono stare tranquilli. Infine, l’assistenza continua sugli investimenti e sulle loro esigenze personali permette di adattare le strategie ai cambiamenti del mondo o della loro vita.

6. Come prevede l’evoluzione del settore bancario nei prossimi anni e quale ruolo avrà la tecnologia?

Il settore bancario ha già vissuto una grande trasformazione. La direzione è chiara: le banche tradizionali

stanno cercando di adeguarsi, offrendo servizi più personalizzati e insegnando ai clienti a gestire in autonomia molte operazioni semplici, che prima richiedevano tempo e personale.

La mia fortuna è essere entrato fin da subito nel mondo delle banche private, dove il rapporto personale con il cliente è centrale. Qui il cliente trova un servizio più attento, più personalizzato e anche meno costoso.

La tecnologia, e in particolare l’intelligenza artificiale, ci sta aiutando molto: nella ricerca degli strumenti migliori, nell’analisi dei dati, nel confronto tra soluzioni diverse. È un supporto prezioso, ma non potrà sostituire il fattore umano.

La relazione, la comprensione psicologica del cliente, la capacità di interpretare le sue esigenze: tutto questo non può essere delegato a un algoritmo.

L’intervista con Marco Crepaldi ci offre uno sguardo affascinante su come l’unione di competenza, umanità e tecnologia possa trasformare la gestione patrimoniale in un’esperienza su misura per ogni cliente.

In un settore in continua evoluzione, Crepaldi ci ricorda l’importanza della fiducia e della relazione personale, elementi insostituibili che rendono le Banche delle realtà di eccellenza.

Guardando al futuro, possiamo essere certi che la passione e la dedizione di professionisti come lui continueranno a guidare i clienti verso un domani finanziario più consapevole e prospero.

Raffaella Manetta


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