Con l’inizio dell’anno sono entrati a pieno regime i lavori di restauro delle facciate del Palazzo del Senato, edificio del XVII secolo oggi sede dell’Archivio di Stato.
L’intervento si concentra sulla facciata principale monumentale ricca di elementi decorativi – con oltre 650mq di elementi lapidei, 380mq di intonaco e dipinti murali – e sulla facciata di Via San Primo – che presenta 130 mq di elementi lapidei, 260 mq di intonaci e oltre 1.550 mq di paramenti murari. La conclusione delle operazioni è stimata ad Aprile 2027.
Il bando di sponsorship per il restauro delle facciate di Via Senato e Via San Primo è stato vinto dall’ ATI Estia srl – Urban Vision Group, con il team di tecnici che ha curato anche il restauro delle facciate di Palazzo Marino. L’individuazione del team e il coordinamento strategico è anche in questo caso gestito dall’agenzia pubblico-privato Jesurum-Leoni Comunicazione Srl. A firmare il progetto sono Andrea Borri Architetti e Dontstop Architettura, quest’ultima segue anche la Direzione Lavori, Progetto CMR è responsabile lavori e sicurezza (PSC e CSE), l’impresa Estia srl, sotto la guida del restauratore Paolo Pecorelli, è appaltatrice dei lavori.
Gli interventi di restauro si avvalgono di un’approfondita campagna di indagini, utile a definire e modulare l’intensità degli interventi. Inoltre, sulle superfici di questo monumento, che è anche simbolo della stratificazione storica e culturale della Città, saranno adottati materiali innovativi e a basso impatto ambientale per il trattamento delle superfici lapidee, laterizie e intonacate.
Il progetto prevede un trattamento specifico per i vari materiali presenti con il ricorso a procedure e tecniche innovative e già adottate con successo nei precedenti interventi. Particolare attenzione è posta infatti nel consolidamento dei materiali lapidei. Gli studi condotti dal team, capitanato da Estia, hanno rilevato i comportamenti del “ceppo lombardo” presente nella facciata principale e hanno permesso di mettere a punto delle soluzioni conservative mirate a “rigenerare” il materiale originario bisognoso di intervento. Questo risultato è possibile impiegando esclusivamente materiali inorganici, dosando i trattamenti a matrice carbonatica con quelli a matrice silicatica.
Il processo di restauro di Palazzo Senato comporta interventi sostanziali e mirati a rivitalizzare la struttura storica, garantendo la continuità delle funzioni interne dell’edifico, inclusa la sua apertura al pubblico.
Il cantiere, che rispetta i più stringenti dettami di sicurezza, è impreziosito da una cesata illustrata che racconta la storia e alcuni documenti dell’Archivio di Stato. La realizzazione è stata curata dall’Arch. Brunello di Dontstop e illustrata da Marzio Mariani e Alessandro Grande, i contenuti e le immagini sono stati curati dal personale dell’Archivio di Stato. Nelle sezioni illustrate che raccontano la storia del palazzo, originariamente affacciato sul naviglio, è raccolta una selezione di documenti che spaziano dalla Cartola de accepto mundiodel 721 – il documento originale su pergamena più antico conservato in un archivio di Stato italiano – alla documentazione processuale sugli attentati ai treni del 1969, compresa la bomba inesplosa sulla tratta Bari – Trieste – Bari, inserita come reperto d’inchiesta nel fascicolo processuale.
“Il bando di sponsorizzazione costituisce un’opportunità unica per riportare le facciate al loro antico splendore senza costi per la collettività“, dichiara Stefano Leardi, Direttore dell’Archivio di Stato di Milano, e aggiunge: “Grazie alle cesate illustrate, il cantiere diventa anche una vetrina, che incentiva ad entrare per scoprire il Palazzo e i tesori che conserviamo“.
Gianluca De Marchi, CEO di Urban Vision Group, dichiara: “Il restauro di Palazzo del Senato a Milano conferma l’impegno di Urban Vision Group nella tutela del patrimonio storico e nella restituzione alla città di luoghi simbolici, attraverso interventi di qualità, attenzione ambientale e una collaborazione pubblico-privato fondamentale per garantire continuità e futuro a questi beni.”
Tommaso Isacco Leoni, Amministratore di Jesurum-Leoni Comunicazione, dichiara: “Siamo orgogliosi di portare avanti un altro restauro di un bene così prestigiosa per Milano. L’Agenzia si conferma innovatrice nei progetti di Pubblico Privato, guidati insieme a Michela Jesurum”.
Scopri di più da GazzettadiMilano.it
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.





















































