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Teatro i

 

Dal 10 novembre al 4 dicembre

prima assoluta

 

NELLA SOLITUDINE DEI CAMPI DI COTONE

 

di Bernard-Marie Koltès

traduzione di Anna Barbera

 

regia

Renzo Martinelli

 

con

Cristian Giammarini, Giuseppe Sartori

 

aiuto regia

Diego Zanoni

 

dramaturg

Francesca Garolla

 

produzione

Teatro i

 

in accordo con Arcadia & Ricono Ltd

per gentile concessione di François Koltès

 

con il sostegno di Next Laboratorio delle Idee

 

spettacolo inserito in Invito a Teatro

 

Cosa succede quando l’oggetto del desiderio è il desiderio stesso?

 

Dal 10 novembre al 4 dicembre 2021, la nuova produzione di Teatro i, diretta da Renzo Martinelli: Nella solitudine dei campi di cotone, capolavoro del drammaturgo francese Bernard-Marie Koltès, di cui Teatro i aveva già realizzato Lotta di negro e cani, sempre per la regia di Martinelli, nel 2012.

Protagonisti di Nella solitudine dei campi di cotone sono due uomini – un venditore e un compratore – intenti a negoziare una merce indefinita. Una merce senza nome. Manipolazione, seduzione, gioco di potere emergono dallo scambio tra i due uomini, interpretati da Cristian Giammarini e Giuseppe Sartori, rispettivamente nei panni del compratore e del venditore.

 

Un dealer – parola intraducibile che lo stesso autore furta all’inglese – e un compratore si incontrano “nell’ora che volge al crepuscolo”, in un luogo indefinibile e isolato, dove il buio vince sulla luce e la legge di natura pare l’unica legge possibile.

Il venditore blandisce il (potenziale) cliente. Il cliente non accusa mancanze né bisogni. Entrambi sembrano cedere all’incontro per pura casualità, ritrovandosi indissolubilmente, e ferocemente, legati.

Ma chi, per primo, ha incrociato la strada dell’altro? Chi ha effettivamente deciso di fermare il suo sguardo e il suo passo? Chi, invece, è stato fermato?

E poi, quale è la merce che verrà venduta? Quale è il desiderio da soddisfare?

L’oggetto del desiderio pare essere il desiderio stesso e, al contempo, la necessità del tutto umana di sfuggire a una solitudine che divora. L’azione drammatica è il filo del discorso, la fune che lega i due in una dinamica di avanzate e retrocessioni. La parola è campo di battaglia. La violenza non è nei gesti, ma nelle immagini, nei sottili ricatti, nelle offerte d’amore, nelle minacce, nella forza che ci attira verso l’altro, come se ci fosse il rischio di smettere di esistere, quando qualcuno smette di guardarci.

 

Cristian Giammarini è laureato in Storia del Teatro e diplomato come attore alla Scuola del Teatro Stabile di Torino diretta da Luca Ronconi. Ha lavorato in numerose produzioni teatrali interpretando ruoli di rilievo con alcuni dei più grandi maestri della scena nazionale e internazionale, come lo stesso Ronconi che lo ha diretto in Pilade di Pasolini, Itaca di Botho Strauss e Atti di Guerra di Edward Bond; Eimuntas Nekrosius  con cui ha lavorato per lo spettacolo Il Gabbiano di Cechov; Klaus Michael Grüber che lo ha diretto in Splendid’s di Genet. Tra gli altri, ha collaborato con Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani del Teatro dell’Elfo nell’acclamato Angels in America di Tony Kushner.

 

Giuseppe Sartori si diploma alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano nel 2008. Dal 2009 al 2018 collabora con la compagnia ricci/forte con cui conta più di 20 spettacoli all’attivo. Prende parte alle serie americane Mozart in the Jungle e Allegiance, e con Ivan Cotroneo a Una mamma Imperfetta e La compagnia del cigno. Incontra il drammaturgo Roberto Scarpetti che lo vuole interprete del monologo 28 battiti prodotto dal Teatro di Roma. Per questo suo lavoro e per lo spettacolo PPP Ultimo Inventario prima di liquidazione riceve nel 2018 il premio Mariangela Melato. Nel 2017 incontra lo stilista Antonio Marras, con cui comincia a lavorare in qualità di performer. Del 2019 la prima rappresentazione in Italia di Furiosa Scandinavia di A. Rojano, con la regia di Javier Sahouquillo, Macbeth regia di O. Nedjari, Giuditta, una separazione dal corpo regia Massimo di Michele, lo spettacolo Cinzia tratto dall’omonima graphic novel di Leo Ortolani. Nel 2020 porta in scena due testi del drammaturgo norvegese Arne Lygre: a Torino con la regia di J. Gassmann e per il Teatro di Roma con la regia di G.Bisordi. Nel 2021 debutta a Siracusa nel ruolo di Oreste in Coefore Eumenidi di Eschilo con la regia di Davide Livermore e nello spettacolo Peng con la regia di Bisordi prodotto dal Teatro Vascello.

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