
Dopo i concerti di Lampedusa e Ravenna nel 2024, Riccardo Muti e l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini tornano a esibirsi con gli “strumenti del mare”, realizzati dai detenuti utilizzando i legni delle barche dei migranti.
Il nuovo appuntamento è fissato per sabato 10 gennaio nel carcere di Milano-Opera, dove questi strumenti sono nati nei laboratori di liuteria grazie al progetto Metamorfosi della Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti, sostenuto da Intesa Sanpaolo e Confcommercio.
«Anche in coloro che hanno commesso delitti efferati o hanno percorso strade sbagliate ho colto la disponibilità ad aprirsi alla bellezza», afferma Muti, che negli anni ha più volte portato la musica nelle carceri, definendo queste esperienze «profonde e straordinarie dal punto di vista umano». Gli “strumenti del mare”, aggiunge, «mi hanno emozionato da subito: legni di morte trasformati in messaggeri di speranza». Il concerto, sottolinea, racchiuderà «un altissimo messaggio morale, spirituale e sociale».
«Sono grato al Maestro Muti – dichiara Arnoldo Mosca Mondadori, presidente della Fondazione – per dare voce, attraverso l’Orchestra Cherubini, a ogni persona migrante e detenuta, affinché cresca una cultura che si opponga allo scarto e all’indifferenza».
Per Rosalia Marino, direttrice del carcere di Opera, l’iniziativa «si fa ponte tra comunità penitenziaria e società civile», dimostrando come la cultura possa migliorare la qualità della vita anche in un contesto difficile, quando le viene riconosciuto un ruolo centrale. «È un’occasione preziosa – aggiunge – per ribadire la funzione del carcere nell’educare e riabilitare, senza perdere di vista l’identità delle persone». Personale e detenuti hanno partecipato con entusiasmo alla preparazione dell’evento, confermando quanto arte e bellezza possano essere strumenti reali di cambiamento.
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