La Veneranda Biblioteca Ambrosiana presenta Memoriae Cartoni Raphaelis, installazione dell’artista Sidival Fila che “restituisce” l’antica tela napoleonica del Cartone di Raffaello con un suo intervento artistico.
L’opera, in dialogo con il capolavoro dell’urbinate, entra a far parte della collezione permanente della Veneranda Biblioteca Ambrosiana, proprio nell’anno in cui si celebra l’anniversario dell’acquisizione del Cartone da parte di Federico Borromeo. Il progetto nasce da un’idea di Antonello Grimaldi, Segretario Generale della Veneranda Biblioteca Ambrosiana e la Fondazione Sidival Fila.
Al centro del lavoro vi è l’antico tessuto in lino che ha sostenuto il Cartone fin dal periodo francese, successivamente disgiunto durante il restauro terminato nel 2019; un materiale che porta impressi i segni concreti del suo viaggio: macchie, muffe, tracce di umidità e del tempo trascorso. Questi elementi diventano la matrice di una narrazione parallela, un “ritorno” che si intreccia simbolicamente con quello del capolavoro raffaellesco, trasformando la materia in memoria e il frammento in testimonianza viva.
“Con Memoriae Cartoni Raphaelis, Sidival Fila, con la sua arte, mostra la sua ispirata abilità di far parlare la materia, lasciando che siano le tracce del tempo a farsi racconto e memoria viva. Nel dialogo silenzioso con il Cartone di Raffaello, il telo che per secoli lo ha sostenuto viene oggi esposto, invitando il visitatore a misurarsi con il tempo iscritto nella materia. L’Ambrosiana è lieta di accogliere questa opera nella propria collezione permanente, come segno di una tradizione capace di rinnovarsi nel confronto con la ricerca artistica contemporanea” afferma Alberto Rocca Direttore della Pinacoteca Ambrosiana.
Sidival Fila realizza un’installazione-polittico composta da cinque pannelli, per un totale di 300 × 609,8 cm, disposti frontalmente rispetto al Cartone, dove il tessuto diventa presenza viva e narrante. La poetica dell’artista, la sua capacità di riscattare materiali dimenticati, valorizzandone le tracce storiche e la memoria intrinseca senza attribuire loro nuova funzione, riesce a far emergere la storia dei tessuti e dei loro vissuti come narrazione poetica. Piccoli interventi, come tagli, cuciture, tensioni e pieghe, evocano l’energia e la consapevolezza della materia stessa, instaurando un dialogo silenzioso con l’opera di Raffaello, dove il vuoto, l’assenza e la memoria del tessuto diventano linguaggio.
«In questo lino, segnato dal tempo e dal viaggio, ho riconosciuto una memoria viva: non un frammento da conservare, ma una presenza che continua a parlare», afferma l’artista.
“A 7 anni dall’inaugurazione del nuovo allestimento della Sala del Cartone di Raffaello, l’opera di Sidival Fila si inserisce come un colto contributo artistico alla comprensione del cartone preparatorio per la Scuola di Atene. Ricucendo e sottolineando le pieghe e i segni del tempo sui brani del tessuto utilizzato in epoca napoleonica per proteggere il Cartone, il mosaico di Sidival accompagna con sobria eleganza l’opera di Raffaello” dichiara l’architetto Stefano Boeri
La Sala del Cartone si configura così come un luogo di contemplazione, dove luce e silenzio permettono al visitatore di percepire la spiritualità delle forme nella loro essenzialità più pura. L’opera si inserisce in questo spazio come un dispositivo di ascolto e di risonanza, capace di amplificare la relazione tra passato e presente, conservazione e creazione.
“La Veneranda Biblioteca Ambrosiana è molto lieta di poter ospitare l’installazione di Sidival Fila ricavata dal telo che sosteneva il cartone di Raffaello Sanzio al suo rientro dalla Francia dopo le sottrazioni napoleoniche. L’opera permette di instaurare un dialogo tra il capolavoro e la sua storia, fatta anche di traumi e di vicende drammatiche, secondo la sensibilità di un maestro contemporaneo. Siamo certi che i visitatori saranno colpiti dalla poesia che questo accostamento è in grado di suscitare” conclude Andrea Canova Presidente della Veneranda Biblioteca Ambrosiana.
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