in memoria di
Maria Giuseppina Caccia Dominioni Panza
Il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS e la Josef & Anni Albers Foundation presentano a Villa e Collezione Panza, a Varese, dal 9 aprile 2026 al 10 gennaio 2027, la mostra Josef Albers: Meditations, una selezione di ventinove opere dell’artista tedesco, tra cui diversi capolavori finora quasi mai esposti al pubblico, appartenenti alle serie Variant/Adobe e Homage to the Square, provenienti da importanti collezioni pubbliche e private in Europa e negli Stati Uniti.
Il progetto nasce dall’invito di Gabriella Belli, Curatrice della Programmazione Scientifica di Villa e Collezione Panza, a Nicholas Fox Weber, Executive Director della Josef & Anni Albers Foundation e curatore della mostra. Nonostante Josef Albers non sia tra gli artisti collezionati da Giuseppe Panza di Biumo, ma di certo tra quelli da lui osservati e studiati – due suoi cataloghi nella biblioteca personale del collezionista – il progetto espositivo è strettamente legato all’identità del luogo e alla storia della Collezione Panza: l’opera di Albers, infatti, appare oggi uno degli antecedenti più alti di molte ricerche – sulla luce, sul colore o sulla percezione – che Giuseppe Panza avrebbe poi perseguito attraverso l’opera di artisti che caratterizzano la sua raccolta storica. La mostra propone, inoltre, un dialogo tra le opere e gli spazi di Villa Panza dando corpo a quell’idea, dello stesso Albers, per cui opere d’arte e oggetti frutto di una ricerca originale e di un’eccellente qualità tecnica, indipendentemente dal tempo o dal luogo in cui sono stati realizzati, possono arricchirsi nel loro confronto. Ne risulta un allestimento originale e suggestivo, capace di restituire una prospettiva rinnovata sulla ricerca di Josef Albers, ed essenziale, rarefatto e meditativo, come lo spirito che ha sempre animato la ricerca di Giuseppe Panza di Biumo, e che tuttora caratterizza l’esperienza di visita a Villa e Collezione Panza.
Pioniere della pittura astratta, designer e docente, Josef Albers (1888–1976) ha creduto nel potere dell’arte di “aprire gli occhi” e ha dedicato una parte essenziale della propria pratica artistica e pedagogica allo studio del colore e delle sue interazioni. La serie Variant/Adobe (1946–1966) e Homage to the Square (1950–1976) costituiscono l’esito più compiuto di questa ricerca e testimoniano la sua straordinaria capacità di indagare gli effetti delle interazioni del colore nell’esperienza percettiva. Avviata nel 1946, l’ispirazione per la serie Variant/Adobe nasce dall’arte, dall’architettura e dai paesaggi che Albers ha osservato in Messico e nel corso dei suoi numerosi viaggi in America Latina. Questo corpus di lavori segna una fase fondamentale della sua ricerca, che gli permise, adottando una struttura semplice e replicabile, di sperimentare accostamenti cromatici e i relativi effetti ottici. Quattro anni più tardi, nel 1950, Albers sviluppa ulteriormente questa indagine, dando avvio a quello che sarebbe divenuto il suo progetto più ambizioso, Homage to the Square, al quale lavora fino alla morte, nel 1976, realizzando oltre duemila dipinti e stampe. Adottando il quadrato come unità primaria, Albers mostra come la percezione di un colore cambi in rapporto a quello che gli sta accanto. Il lieve spostamento verso il basso del centro di ciascun quadrato introduce inoltre una tensione che porta l’occhio ad avvertire un senso di movimento.
Questa riflessione influenzò profondamente gli artisti minimalisti e ambientali americani, come Dan Flavin, James Turrell e Robert Irwin, ma anche le ricerche monocromatiche, sempre americane degli anni ‘80, rappresentate a Villa Panza da artisti quali David Sims, Phil Sims e Anne Ruth Freedenthal. Non sorprende, dunque, che Panza abbia guardato con particolare attenzione al lavoro di Albers, riconoscendo nella sua sistematica esplorazione del colore – tra forme minimali ed effetti percettivi – una sensibilità pienamente affine alla propria.
Presentate negli spazi del primo piano, nelle otto stanze affacciate sul parco della Villa, le opere sono state selezionate da Weber per stimolare proprio quegli effetti lenti, gentili, ‘meditativi’ che Albers indicava come necessari alla comprensione dell’opera d’arte e che Giuseppe Panza ha ricercato nell’allestimento della sua casa-museo. La mostra non si costruisce come una retrospettiva cronologica, ma come un itinerario percettivo, concepito come un “esercizio del vedere”, in cui le opere diventano strumenti di indagine. Il visitatore è invitato a muoversi tra ambienti costruiti su assonanze e dissonanze cromatiche: dalle consonanze della prima stanza, con i bianchi e i gialli aciduli di Lone Whites (1963), Dimly Reflected (1963), Ascending (1962) e Polar (1963), in cui le tonalità di uno stesso colore si rivelano progressivamente, si passa ad ambienti di più forte tensione cromatica, dove gli aranci e i rosa agiscono da contrappunto ai toni freddi e scuri. Il percorso conduce infine alle gradazioni più dense dei grigi, dei bruni e dei neri di Night Sound (1968), Dark (1947) e Profundo (1965). Tra i prestiti d’eccezione, Orange Front dal Guggenheim di Venezia, Homage to the Square dal Musée d’Art Moderne di Parigi, insieme a lavori raramente esposti al pubblico, come Dark, proveniente dalla Josef & Anni Albers Foundation e scelto da Weber proprio per la sua intensità. Un’ultima sezione con contributi video restituisce inoltre il metodo di un artista che ha profondamente trasformato la pittura del Novecento.
Marco Magnifico, Presidente del FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS: “Ogni grande artista sperimenta e approfondisce il proprio linguaggio con una serie di opere che sono assai spesso plurime “variazioni sul tema “. Ogni variazione è una riflessione unica e originale che – se unita ad altre come in questa mostra – consente di approfondire, col tempo e la calma necessarie, la comprensione e l’apprezzamento di una poetica complessa e a volte non immediata ad un primo impatto come è quella di Albers. Aver radunato qui nella casa di Giuseppe Panza di Biumo ben 29 opere di un artista di questo calibro è stata un’operazione ardita fortemente voluta dal FAI e realizzata solo grazie alla tenacia di Gabriella Belli e alla straordinaria disponibilità della Fondazione Albers. È la prima inaugurazione senza Maria Giuseppina Panza di Biumo alla cui carissima memoria questa mostra è dedicata nel grato ricordo del suo generoso impegno a favore di Villa Panza. Assieme al marito Gabriele Caccia Dominioni e ai loro tre figli donò il Cone of Water di Meg Webster, fulcro del cortile monumentale di Villa Panza.”
Nicholas Fox Weber, Executive Director della Josef & Anni Albers Foundation e curatore di Josef Albers: Meditations: “Sono coinvolto nel lavoro di Josef da cinquantacinque anni e ho curato mostre importanti, tra cui la retrospettiva per il centenario al Guggenheim di New York nel 1988. Per Meditations, ho voluto presentare una selezione di dipinti, unica per intimità, che ai miei occhi realizza pienamente la visione di Josef sull’interazione del colore, al punto da rendere ciascuna opera indicibilmente sublime, con una luminosità che il suo lavoro esprime nei momenti migliori. Lavorare con Villa e Collezione Panza ha offerto la rara opportunità di far ‘cantare’ l’opera di Josef grazie all’aria che la circonda. Le sale, meravigliosamente proporzionate, l’ampiezza delle pareti e lo straordinario contesto naturale della villa contribuiscono a creare per i visitatori un’esperienza profondamente toccante, destinata a lasciare un segno duraturo.”
Gabriella Belli, Curatrice della Programmazione Scientifica di Villa e Collezione Panza: “Ho pensato questa mostra per Villa Panza come un omaggio a Giuseppina Panza, che ci ha sempre ricordato quanto Giuseppe amasse l’arte di Josef Albers. Portare qui le sue opere significa confrontarsi con un’arte che ha segnato le ricerche sulla luce e sul colore: un orizzonte centrale nel collezionismo di Panza e una traccia che attraversa molte opere della collezione.”
Daniela Bruno, Direttrice Culturale del FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS: “Questa mostra amplifica la vocazione di Villa Panza come laboratorio, in cui si sente e si sperimenta il potere trasformativo dell’arte. Le opere di Albers, come la collezione di Giuseppe Panza di Biumo, in dialogo con gli spazi, la luce e la natura, colpiscono e coinvolgono il visitatore, lo inducono naturalmente a rallentare, a osservare con attenzione, ad acuire sensi e percezioni, e quasi a meditare. Albers insegna, attraverso le sue opere, come fossero strumenti didattici, che guardare è un processo attivo e profondo, che può cambiare la nostra visione della realtà, ed è quello che anche il FAI, a suo modo, invita a fare a Villa Panza: non una visita, ma un esercizio di osservazione, per un’esperienza dell’arte che insegna e ispira.”
In occasione della mostra è pubblicato un catalogo bilingue (inglese-italiano) edito da Magonza Editore con saggi di Gabriella Belli, Marta Spanevello e Nicholas Fox Weber.
Nell’ambito della mostra, il FAI nella Scuderia Grande di Villa Panza, allestisce gli Stable Paintings di Phil Sims – ciclo di cinque grandi tele monocrome ispirate ai colori della Madonna del Parto di Piero della Francesca – con Cesarino’s Bone (Maria’s Mirror) di Richard Nonas – intervento minimalista, mai esposto prima d’ora al pubblico, che rimodula e definisce percettivamente lo spazio. Questi due lavori entrambi site-specific voluti da Giuseppe Panza di Biumo svelano come la ricerca di Josef Albers abbia influenzato il panorama del secondo Novecento seguendo tre direttrici fondamentali: colore, percezione e spazio. Nella luce naturale di questo spazio monumentale, i dipinti di Sims rivelano impercettibili modulazioni cromatiche, mentre l’opera di Nonas introduce un ritmo misurato e meditativo che intensifica la relazione tra le opere e l’ambiente.
Josef Albers: Meditations è organizzata dal FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS e dalla Josef & Anni Albers Foundation.
La mostra si svolge con il Patrocinio di Regione Lombardia. Il FAI ringrazia il Comune di Varese per la collaborazione. Ringraziamo Bancomat per aver sostenuto il FAI per il secondo anno consecutivo nella cura e nella manutenzione di Villa e Collezione Panza e per aver scelto di rafforzare il proprio impegno come sponsor della mostra nel 2026.
Ringraziamo inoltre Seda International Packaging Group, leader internazionale nella produzione di imballaggi alimentari in carta, che consolida il proprio sostegno attraverso la sponsorizzazione della mostra. Villa e Collezione Panza è un museo riconosciuto dalla Regione Lombardia.
JOSEF ALBERS: MEDITATIONS
a cura di Nicholas Fox Weber
9 aprile 2026 – 10 gennaio 2027
Villa e Collezione Panza – Piazza Litta 1, Varese, Italia
Orari di apertura: da martedì a domenica – dalle 10:00 alle 18:00 (ultimo ingresso/chiusura biglietteria alle 17:15).
Biglietti: Intero: € 15,00; Soci FAI: € 5,00; Studenti (fino a 25 anni): € 10,00; Ridotto (6-18 anni): € 10,00; Famiglia (2 adulti + 2 bambini): € 40,00; Bambini (fino a 5 anni): ingresso gratuito
Prenotazioni: www.villapanza.it
Soci INTO – The International Trusts Organisation, Soci Cercle des Mécènes e Soci Bienfaiteurs della Société des Amis du Louvre: € 5; per l’elenco completo delle organizzazioni partner, visitare il sito www.into.org/places/
Per ulteriori informazioni: www.fondoambiente.it Tel: +39 0332 283960
Email: faibiumo@fondoambiente.it
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