MILANO — Un capolavoro del Quattrocento torna al centro della scena culturale milanese. Il Paliotto di Sant’Ambrogio, prezioso tessuto in seta e fili metallici un tempo utilizzato per coprire l’Altare d’Oro, è oggi oggetto di un importante intervento di restauro che coinvolge studenti e istituzioni in un progetto dal forte valore educativo.
L’opera, definita da molti un simbolo della “bellezza del mondo”, è affidata alle mani di sette studenti della Scuola di Restauro di Botticino, delle classi seconda e quarta, guidati dalla professoressa Elisabetta Boanini, coordinatrice del Restauro Tessile. “Ogni opera ha una sua storia. Come nella tradizione, s’ interviene con ago e filo anche nel 2026”, spiega la docente. “La sfida principale è la cura del filato metallico: sono interventi lunghi, ma la missione del restauratore è valorizzare il manufatto”.
Il progetto ,sotto la sorveglianza della Soprintendenza ,riguarda uno dei pezzi più significativi del patrimonio liturgico della Basilica di Sant’Ambrogio e rappresenta per gli studenti un’occasione unica di apprendimento diretto. “Per i nostri studenti e le nostre studentesse è un’opportunità straordinaria, a contatto con un capolavoro del patrimonio italiano nel magnifico contesto della Basilica”, sottolinea Martino Troncatti, Presidente di Valore Italia, il centro di formazione culturale che collabora con la Scuola.
Determinante il sostegno di Banca Ifis, impegnata da anni nella valorizzazione della cultura. Con Ifis Art — iniziativa nata nel 2024 su impulso del Presidente Ernesto Fürstenberg Fassio — l’istituto punta a rafforzare il dialogo tra pubblico e privato per la tutela del patrimonio artistico italiano, interpretando la cultura come leva di sviluppo sostenibile e investimento per le nuove generazioni.
Durante la presentazione del progetto, l’Abate della Basilica, Mons. Carlo Faccendini, ha ricordato il legame profondo tra la città e il suo Santo Patrono: “I pellegrini arrivano qui per ammirare ma i fedeli milanesi sono vicini alla vita dei Santi”.
A offrire un inquadramento storico è stata la studiosa Maria Luisa Rizzini, che ha illustrato la poetica del lusso nella Milano sforzesca, evidenziando come orafi, pittori e decoratori fossero parte di un unico tessuto sociale e familiare.
Il Conservatore della Basilica, Carlo Capponi, ha infine ribadito la valenza educativa del restauro, che coinvolge i giovani come dei professionisti altamente specializzati e contribuisce alla trasmissione delle competenze.
Il completamento dell’intervento è previsto entro la fine dell’anno, poco prima della festa di Sant’Ambrogio a dicembre. Un lavoro paziente, reso possibile dalla generosità dei sostenitori e dal legame profondo tra Milano e uno dei suoi simboli più antichi.
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