Apre Modigliani Art Experience al Mudec

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epa06341796 A Tate Modern staff walks by Amedeo Modigliani nudes, titled (L) 'Reclining Nude' from c. 1919 and (R) 'Reclining Nude on White Cushion' from c. 1917 during a preview of a retrospective of the artist's work at the Tate Modern in London, Britain, 21 November 2017. The Tate Modern has brought together 12 nudes along with other works by Italian artist Modigliani (1884-1920) as part of a major retrospective, the largest ever to be shown in the UK. The exhibition runs from 23 November 2017 to 2 April 2018. EPA/ANDY RAIN
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Più che una mostra, è un’immersione nell’universo di Modì quella che il Mudec Culture di Milano propone dal 20 giugno con la “Modigliani Art Experience”, una rappresentazione multimediale che trasporterà il visitatore nel mondo bohémien del pittore, nella sua esistenza da esule livornese nella Parigi dei primi del Novecento; gli mostrerà le sue muse, amanti e ispiratrici, ed evocherà la sua arte. L’art experience vera e propria ripercorre la vita dell’artista attraverso un racconto tematico, che, partendo da Livorno, approda subito dopo nella Parigi degli inizi del XX secolo. Attraverso questo filo cronologico la proiezione spiega con suoni, immagini e parole il rapporto di Modigliani con la scultura e il suo incontro con Brancusi, le amicizie con scrittori, artisti e letterati dell’epoca, i suoi amori (primo fra tutti quello con Jeanne Hébuterne), esplorando il tema delle figure femminili e i nudi nella sua arte. Nell'”experience-room” centinaia di opere proiettate dalle pareti al pavimento come in un unico flusso di sogno, di forme fluide e smaterializzate in motivi evocativi dell’arte di Modigliani, dagli esordi alle ultime opere. Un mondo simbolico riprodotto grazie al sistema Matrix X-Dimension, progettato in esclusiva per questa video installazione, e che si avvale di un imponente apparato di proiettori laser, in grado di trasmettere sulle superfici dell’installazione oltre 40 milioni di pixel.
“Modigliani – spiega il curatore, Francesco Poli – era un apolide e un cosmopolita, non aveva radici. Era sia italiano sia francese, ma soprattutto mirava a un empireo delle idee, in un tempo assoluto. La purezza delle sue immagini e del suo pensiero faceva da contrappeso alla dissipazione dell’esistenza”.

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