Il deragliamento del tram della linea 9, avvenuto a Milano nei pressi di Porta Venezia, ha provocato la morte di due uomini, colpiti in circostanze diverse ma ugualmente tragiche. Il quadro che emerge dalle ricostruzioni è quello di un impatto violentissimo, capace di travolgere chi si trovava a bordo e chi, semplicemente, stava camminando lungo la strada.
“Mi sono sentito male, ho avuto un malore“. E’ la versione che il conducente del tram ha fornito a chi è intervenuto subito sul luogo dell’incidente. L’uomo, portato in ospedale, è stato sottoposto agli accertamenti di rito. Le sue parole dovranno ora essere confermate dagli accertamenti disposti dalla pm che ha anche sequestrato il cellulare del conducente.
L’uomo ha una lunghissima esperienza da tranviere. Sessant’anni, ne ha trascorsi 34 da dipendente di Atm. Conduce in particolare i tram della linea 31 e 9, proprio quella su cui è avvenuto l’incidente. Un tratto di strada quello tra piazza della Repubblica e Porta Venezia, con lo scambio a metà per consentire ai tram della linea 33 di girare a sinistra in via Lazzaretto, che il sessantenne conosce alla perfezione. Poco prima dell’incrocio in cui è avvenuto l’incidente, però, il tranviere ha saltato la fermata di viale Vittorio Veneto. Così il tram non ha perso velocità e, infilandosi nello scambio per Lazzaretto, è deragliato. “Ho avuto un malore”, ha spiegato il sessantenne, che dopo l’incidente è stato portato in codice giallo all’ospedale di Niguarda.
L’incidente è avvenuto all’angolo tra viale Vittorio Veneto e via Lazzaretto. Il mezzo proveniva da piazza della Repubblica ed era diretto verso Porta Venezia. Sul posto 118 con diverse ambulanze, vigili del fuoco e forze dell’ordine. Secondo le prime informazioni, il convoglio, dopo essersi sganciato dalla linea ferrata per cause ancora in corso di accertamento, è andato a schiantarsi contro un ristorante all’angolo tra viale Vittorio Veneto e via Lazzaretto.
E’ terminato intanto l’intervento di soccorso sanitario sul luogo. Sono in tutto 50 le persone coinvolte, secondo l’ultimo aggiornamento dell’Agenzia regionale emergenza urgenza (Areu). Oltre alle due vittime (1 decesso constatato sul posto e 1 al Niguarda), si contano 48 feriti portati in diversi ospedali della città: Policlinico, Niguarda, Fatebenefratelli, San Carlo, San Raffaele, Istituto clinico Città Studi, Sacco, Irccs Multimedica. Trasportati dall’Areu risultano: 8 pazienti al Policlinico, 9 al Fatebenefratelli, 8 al Niguarda (fra cui uno dei morti), 8 al San Carlo, 5 al Sacco, 2 al San Raffaele, 6 a Città Studi e 3 a Multimedica. Di questi 27 sono stati valutati in codice verde.
A quanto si apprende, fra i ricoverati del Policlinico due sono in rianimazione. Mentre al Fatebenefratelli, l’ospedale più vicino al luogo dello schianto, avvenuto in viale Vittorio Veneto, è stato trasportato anche un minore.
Le vittime: Ferdinando Favia, 59 anni
Era un pedone. Si trovava a pochi passi da Porta Venezia quando il tram, fuori controllo, è piombato su di lui. L’impatto è stato immediatamente fatale. Favia, nato nel 1966, viveva a Vigevano ed era titolare di un’impresa individuale attiva nel marketing e nelle campagne pubblicitarie. Avrebbe compiuto sessant’anni a novembre. Non è chiaro se sia stato investito dal tram o se fosse già morto sui binari, questo avrebbe provocato la brusca frenata e il deragliamento
Abdou Karim Tourè, 58 anni
Era un passeggero del convoglio. Di origine senegalese, senza una residenza stabile, si trovava a bordo al momento del deragliamento. Quando il tram ha colpito l’edificio a grande velocità, Tourè è stato sbalzato fuori dal mezzo. È stato ritrovato quasi sotto il tram, in condizioni gravissime. Trasportato al Niguarda in arresto cardiaco, è morto poco dopo nonostante i tentativi dei medici.
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