Cremona, Improta (Viminale): tifoso ricoverato non è autore lancio

Cremonese's Emil Audero during the Serie A soccer match between Cremonese and Inter at the Giovanni Zini Stadium in Cremona Italy - 1 February 2026. Sport - Soccer . (Photo by Alberto Mariani/Lapresse)

Emergono nuovi dettagli sul grave episodio avvenuto allo stadio Zini di Cremona, dove durante Cremonese–Inter un petardo lanciato dal settore ospiti ha colpito il portiere grigiorosso Emil Audero, provocandogli uno stordimento e interrompendo la gara per alcuni minuti. Tra i responsabili individuati figura un socio dell’Inter Club San Marino, come confermato dallo stesso club in un comunicato diffuso sui social.

La presa di posizione dell’Inter Club San Marino

Il club ha riconosciuto che uno dei tifosi coinvolti appartiene alla propria associazione, prendendo però nettamente le distanze dal gesto:

“Come Inter Club San Marino ci assumiamo la responsabilità che un nostro socio fosse presente a Cremona. Ci dissociamo totalmente dal suo gesto. Durante la trasferta era autonomo, senza che potessimo conoscere le sue intenzioni. Abbiamo già chiesto l’espulsione dal club e collaborato con la Digos per identificare ogni responsabilità”.

Una dichiarazione che punta a tutelare l’immagine dell’associazione, ma che conferma la gravità dell’accaduto e la necessità di un’azione immediata.

Improta (Osservatorio Nazionale): “Non era uno solo a lanciare ordigni”

A chiarire ulteriormente il quadro è Maurizio Improta, presidente dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, che ha confermato come il lancio di ordigni non sia stato un gesto isolato:

“Non era uno solo a lanciare bombe carta, ma più di un soggetto. È stato identificato e denunciato quello che ha perso tre dita per detenzione di materiale esplodente, mentre quello che ha lanciato il bengala ad Audero è in fase di identificazione attraverso le analisi delle immagini”.

Le parole di Improta confermano che l’episodio non è riconducibile a un singolo individuo, ma a un comportamento collettivo che alza ulteriormente il livello di allarme.

Il tifoso ferito: falangi amputate e posizione al vaglio

Il tifoso già identificato e piantonato all’ospedale Maggiore di Cremona avrebbe riportato gravi lesioni alle falangi di due dita, non per il petardo esploso vicino ad Audero, ma per un secondo ordigno che stava tentando di lanciare in campo e che gli sarebbe detonata in mano.

La sua posizione è al vaglio della Questura. Secondo quanto trapela:

  • l’arresto appare improbabile in questa fase,
  • è invece certa la denuncia e l’applicazione di un Daspo di lunga durata,
  • nelle prossime ore potrebbe essere trasferito in un centro specializzato per le cure.

La linea dell’Inter: “Mai più a San Siro”

Il presidente nerazzurro Giuseppe Marotta ha espresso una posizione durissima, sottolineando la piena collaborazione con le autorità:

“Siamo in stretto contatto con le Autorità competenti per le indagini sull’increscioso incidente di ieri sera a Cremona. Nel momento in cui saranno identificati tutti i responsabili, l’Inter provvederà a esercitare la clausola di gradimento per impedire il loro ingresso a San Siro. Inoltre procederà nei loro confronti davanti all’autorità giudiziaria”.

Una dichiarazione che ribadisce la volontà della società di isolare i responsabili e tutelare l’immagine del club.


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