Controlli sul pesce, Guardia Costiera chiude un ristorante ed eleva multe per 6.000€ nel mantovano.

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Nel fine settimana appena trascorso, nelle intere giornate di venerdì 13 e sabato 14, gli uomini del nucleo Ispettori pesca della Capitaneria di Porto di Chioggia, hanno condotto dei controlli a sorpresa presso esercizi commerciali della grande e piccola distribuzione (grossisti, dettaglianti tra pescherie e supermercati) e della ristorazione nella città di Mantova e nel hinterland.

Otto i controlli complessivamente effettuati insieme ai veterinari: un grossista, tre pescherie al dettaglio (una al minuto e due all’interno di supermercati), e quattro ristoranti. Ben quattro le contestazioni di violazioni amministrative rilevate (due verbali ad un grossista e due alla pescheria di un supermercato), afferenti la tracciabilità del prodotto (che consente di risalire alla sua provenienza) oppure la sua etichettatura (cioè la corretta indicazione di tutte le informazioni obbligatorie a favore dei consumatori). Le sanzioni accertate ammontano a €6.000 (nel caso di ammissione di colpevolezza da parte del trasgressore, e pagamento in misura ridotta). Sequestrati due tonni da Kg.12 della specie “Alalunga” ad un grossista per la mancanza di tracciabilità, subito inviati a smaltimento dai veterinari, perché ritenuti palesemente inidonei al consumo umano. Un ristorante cinese, a seguito delle pessime condizioni igieniche rilevate dai veterinari del Distretto dell’A.T.S. di Mantova e Cremona, è stato contestualmente chiuso a tempo indeterminato, fino al ripristino dei requisiti minimi sanciti dalla legge.

I controlli si collocano nell’ambito di un “Piano Integrato Regionale” concordato negli ultimi quattro anni tra il Centro di Controllo Area Pesca (C.C.A.P.) della Capitaneria di Venezia e il Distretto veterinario dell’Azienda sanitaria lombarda di Mantova, e coinvolgono periodicamente la Capitaneria di Porto di Chioggia nelle verifiche espletate sul territorio mantovano. L’operazione segue l’importante sequestro di tonno rosso (quasi cinque quintali) già effettuata il 3 luglio scorso presso un deposito logistico di Porto Viro, nel Polesine, che ha scongiurato la distribuzione nel nord-est di una grossa partita di pescato dalla dubbia provenienza, ed ha mantenuto alta l’attenzione sulla rintracciabilità dei prodotti ittici, garanzia della qualità dell’alimento a tutela della salute dei consumatori.

Il Comandante della Capitaneria di Chioggia si è dichiarato soddisfatto dell’operazione condotta dai propri uomini, affermando:
“I controlli che la Capitaneria svolge sono il frutto di un costante lavoro di monitoraggio espletato lungo tutta la filiera della pesca. Grazie al coordinamento regionale del Centro di Controllo Area Pesca (C.C.A.P.) della Capitaneria di Porto di Venezia, raggiungiamo anche zone geografiche apparentemente “lontane” da quelle costiere, per mantenere comunque elevati gli standard qualitativi del pescato anche nell’entroterra, garantire la salute dei consumatori finali, ma anche tutelare i commercianti onesti e scrupolosi che rispettano le vigenti normative di settore, premiando una corretta e leale concorrenza di mercato, altrimenti penalizzata dai furbi che mettono a repentaglio la salute dei cittadini”

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