Cessione Milan, Procura chiede archiviazione

La Procura di Milano ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta sulla cessione del Milan, ma dalle carte emergono elementi nuovi e rilevanti che aggiungono complessità alla vicenda.

Le informazioni disponibili mostrano un quadro articolato che riguarda la struttura proprietaria del club, il ruolo del fondo Elliott e le contestazioni sollevate dagli ex soci di minoranza.

Per la prima volta emerge ufficialmente che il fondo americano Elliott mantiene una partecipazione del 5% nel Milan, nonostante avesse sempre dichiarato alla FIGC e ad altri interlocutori di non avere più alcun legame societario dopo la vendita del 31 agosto 2022 a RedBird. Questa informazione proviene da una nota del 31 dicembre 2025 indirizzata da Elliott ai propri clienti.

La circostanza è stata confermata anche da chat e documenti acquisiti dagli inquirenti.

Nonostante le otto anomalie già rilevate e la gestione ritenuta “opaca” delle informazioni sugli interessi di Elliott nel club, i pm Giovanni Polizzi e Giovanna Cavalleri ritengono che non vi siano elementi penali sufficienti per procedere contro: due manager stranieri espressi da Elliott e gli amministratori delegati del Milan, Giorgio Furlani e Ivan Gazidis

L’inchiesta era nata da un esposto dell’avvocato Roberto Zingari per conto degli ex soci di minoranza di Elliott, Salvatore Cerchione e Gianluca D’Avanzo (Blue Skye).

Gli ex soci lamentavano di essere stati tenuti all’oscuro delle trattative di vendita già in corso dal dicembre 2021 e la concessione di un pegno sulle azioni nel 2022, ritenuta in violazione dello statuto dell’alleanza societaria

La Procura riconosce che il socio di minoranza fu effettivamente escluso dalle informazioni e che nella vicenda del pegno esiste un illecito civile, ma non la “introversione del possesso” necessaria per configurare l’appropriazione indebita. Per questo motivo viene chiesta l’archiviazione anche dell’ipotesi di ostacolo alla vigilanza FIGC.

Un punto molto discusso riguardava l’ipotesi che Elliott o la famiglia Singer avessero mantenuto un controllo occulto del Milan tramite le entità che hanno finanziato l’acquisto da parte di RedBird.

Secondo la Procura, non è stato trovato alcun riscontro a questa ipotesi, neppure dopo la rogatoria del 13 maggio 2025 a New York sulla provenienza dei fondi utilizzati da RedBird.

L’archiviazione, se accolta dal giudice, chiuderebbe la vicenda penale, ma lascia aperti alcuni interrogativi: la trasparenza della governance nella fase di transizione,  il ruolo residuo di Elliott e la sua influenza, seppur minoritaria, i rapporti interni tra ex soci e fondo americano, eventuali strascichi in sede civile

Il dato certo è che RedBird resta il proprietario del Milan, mentre Elliott conserva una quota minoritaria del 5%, finora mai dichiarata pubblicamente.


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