Giuseppe Tango è il nuovo presidente dell’Anm. Tango è stato eletto oggi sabato 28 marzo per acclamazione dal Comitato direttivo centrale dell’Associazione dove oggi l’ormai ex presidente Cesare Parodi aveva formalizzato le sue dimissioni.
Dopo l’elezione per acclamazione si è proceduto anche con quella formale come previsto da statuto e Tango è stato eletto con 31 voti e un astenuto. Prima dell’applauso che lo ha ‘incoronato’ alla guida dell’Anm Tango, era stato Parodi a indicarlo a nome del gruppo di Magistratura Indipendente: “Non è mistero che sono legato a una salda amicizia con Antonio D’Amato, persona che avremmo voluto presentare: ho cercato in tutti i modi di convincerlo, ma non ritiene doversi presentare. Mi è un gruppo fortemente democratico e non possiamo che fare nostra l’indicazione degli elettori, dei colleghi che a livello nazionale hanno espresso 700 preferenze per Giuseppe Tango”.
“L’Anm non è e non sarà mai un partito”, ha affermato Tango. “Anm entra nel dibattito pubblico soltanto per dare il suo contributo di carattere tecnico per cercare di migliorare il sistema giustizia – ha chiarito – Questo è il compito dell’Anm che ci siamo assegnati e questo è lo scopo statutario. A questo noi ci atterremo”.
“Questo è il tempo di gioire per un traguardo a tratti sperato” ma “ da domani tutti al lavoro, insieme ad altri attori della giurisdizione, per proporre soluzioni che possano davvero migliorare la giustizia e quei problemi di cui tutti noi siamo ben consapevoli: la nostra azione sara’ rivolta sempre a beneficio dei cittadini”, ha detto subito dopo la sua elezione. “Credo di essere il primo palermitano a essere presidente di Anm e questo mi inorgoglisce oltremodo – ha continuato – ma sento ancora di più la responsabilità di rappresentare quella magistratura che da sempre ha saputo costruire un rapporto di forte fiducia con la società civile finanche nei momenti più drammatici della nostra storia: di questa fiducia, ora più che mai, tutti, dobbiamo dimostrare di essere all’altezza”.
“Non posso che ringraziare tutti voi per aver scelto di riporre la vostra fiducia in me, io mi impegnerò fino in fondo per non deluderla in nessun modo”, ha detto ancora Tango ringraziando anche l’ex presidente Parodi “per la sua instancabile opera, per il modo e il tatto umano con cui ha condotto la Anm in una fase di acque assai tempestose”.
“Durante la campagna referendale ci sono stati tanti episodi disdicevoli. È il momento però di voltare pagina”, ha affermato il neopresidente rispondendo alle domande dei cronisti sulle accuse rivolte ai magistrati durante la campagna referendaria e su alcune frasi come quella pronunciata dall’ex capo di gabinetto del ministero Giusi Bartolozzi. E ha aggiunto: “È il momento di ricostruire insieme agli altri attori della giurisdizione, prima fra tutti l’avvocatura, proposte che veramente mirano a risolvere i reali problemi dei cittadini”.
“Si tratta di un rinnovamento e non intendo soltanto generazionale; veramente, ora più che mai, si avverte l’esigenza di portare la magistratura a guardarsi al suo interno e a capire tutto ciò che negli ultimi anni non è andato per il verso giusto – c’è già un’iniziativa di assemblea generale – per capire quali possono essere le reali soluzioni per il futuro affinché tutto ciò che è stato non si possa più ripetere”, ha affermato quindi il neopresidente dell’Anm. “In questi anni si è fatto tanto, c’è stata la legge Cartabia anche se durante il dibattito referendario molti lo omettevano” e già c’era stata già la volontà della magistratura associativa di avviare questo percorso: “tocca a tutti noi portarlo a termine per rendere ancora più credibile all’esterno, agli occhi dei cittadini, la magistratura”, ha concluso.
Quarantatre anni, palermitano, giudice del lavoro al Tribunale di Palermo, ex presidente della Ges dello stesso capoluogo siciliano, Giuseppe Tango è come Parodi espressione del gruppo di Magistratura Indipendente ed era stato il candidato più votato alle elezioni del Comitato direttivo centrale dell’associazione che oggi lo ha scelto al vertice.
Tango, che molto si è speso nella campagna referendaria, fin dall’ingresso in magistratura si è interessato all’associazionismo giudiziario. E’ stato componente dell’Ufficio sindacale Anm di Palermo, componente delle Commissioni di studio permanenti Anm ‘Carichi esigibili’ e ‘Diritto del lavoro’. E’ stato anche componente della Ges Palermo, di cui ha assunto poi la presidenza. Eletto in seguito nel Cdc dell’Anm ha ricoperto fino a oggi la carica di coordinatore dell’Ufficio sindacale della stessa associazione.
Prima dell’applauso che ha ‘incoronato’ Tango alla guida dell’Anm, era stato Parodi a indicarlo a nome del gruppo di Magistratura Indipendente: “Non è mistero che sono legato a una salda amicizia con Antonio D’Amato, persona che avremmo voluto presentare: ho cercato in tutti i modi di convincerlo, ma non ritiene doversi presentare. Mi è un gruppo fortemente democratico e non possiamo che fare nostra l’indicazione degli elettori, dei colleghi che a livello nazionale hanno espresso 700 preferenze per Giuseppe Tango”.
“Oggi lascio, sento il bisogno di tornare alla mia famiglia. Anm ha bisogno di un presidente a tempo pieno”, sono state le parole di Parodi, intervenendo alla riunione del Comitato direttivo centrale, la prima seduta dopo la vittoria del No al referendum e dopo che ha annunciato le sue dimissioni da presidente, prima dell’elezione del suo successore.
Parodi – che ha lasciato “per gravi ragioni familiari”- ha confermato che resterà nel Cdc, ha spiegato che “quest’anno e’ stata un’esperienza straordinaria” ma ha ricordato il problema familiare per il quale ha deciso di fare un passo indietro parlando di una scelta che e’ “un passaggio obbligato”. Alle parole di Parodi i colleghi del Cdc si sono alzati in piedi e gli hanno tributato un lungo applauso.
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