L’ex Boga punisce l’Atalanta

Successo pesante per la Juventus di Luciano Spalletti, capace di soffrire a lungo, non crollare nei momenti più difficili e colpire alla prima vera occasione contro l’Atalanta. A decidere è ancora Jeremie Boga, diventato un fattore imprescindibile da quando è arrivato nel mercato invernale. Tre punti che permettono ai bianconeri di superare il Como — impegnato domani contro l’Inter — e di riportarsi a +3 sulla Roma.

L’avvio è tutto nerazzurro. La squadra di Palladino costringe la Juventus nella propria metà campo e crea subito pericoli. Al 7’ Scalvini recupera palla su Yildiz e lancia Zalewski, che sfiora il palo in diagonale. Due minuti dopo è lo stesso Scalvini a colpire il palo pieno di testa su punizione battuta da Zalewski.

L’Atalanta non lascia respiro agli ospiti, che faticano enormemente a uscire palla al piede.

Il primo tentativo bianconero arriva solo al 30’, con un destro alto di Thuram. Poi si accende Yildiz: cross perfetto per Kelly, che manda fuori di poco. De Ketelaere sovrasta Cambiaso ma non trova la porta, mentre Carnesecchi è provvidenziale nell’uscita su Kalulu nel finale di tempo. All’ultimo secondo Krstovic sfiora il palo in rovesciata. Si va al riposo sullo 0-0, dopo un primo tempo intenso e ricco di ribaltamenti.

L’inerzia cambia subito. Da un cross di Holm nasce un’incomprensione tra Carnesecchi e Djimsiti: il portiere manca l’intervento, la palla sbatte su Scalvini e finisce sui piedi di Boga, che da due passi non sbaglia. È l’episodio che decide la partita.

L’Atalanta reagisce con un altro colpo di testa di Scalvini, sul quale Di Gregorio si supera. Spalletti inserisce Raspadori, che sfiora la traversa con un destro dai 25 metri. Clamorosa poi la chance per Thuram, servito da Holm: un vero e proprio “rigore in movimento”, che l’attaccante manda incredibilmente fuori.

Palladino getta nella mischia tutte le sue armi offensive, ma la Juventus regge con ordine e concede pochissimo nel finale.

La Juventus porta a casa una vittoria di enorme peso specifico: sofferta, sporca, ma fondamentale per la corsa europea e per la classifica. L’Atalanta, brillante nel primo tempo, paga caro gli errori sotto porta e l’episodio che ha sbloccato il match.
Il tecnico dell’Atalanta Raffaele Palladino ha parlato ai microfoni di DAZN, dopo il match casalingo contro la Juventus valido per la 32^ giornata di Serie A e chiuso con un ko per 0-1.

Lo stadio alla fine ha applaudito: difficile da digerire la sconfitta?
“Difficile da accettare, ma questo è il calcio. Sono quelle partite che capitano poche volte in una stagione: purtroppo è successo stasera, ma ci tengo a dire che sono orgoglioso dei miei ragazzi. Di solito sono lì che analizzo, stasera dico solo grazie a loro: è stata forse la miglior partita da quando sono il loro allenatore. Abbiamo fatto 20 e passa tiri in porta, più possesso palla della Juve e concesso poco. Purtroppo non abbiamo concretizzato, i dettagli fanno la differenza. Loro sono stati bravi a sbloccare su una mezza occasione e poi si sono messi in blocco basso a difendere. Non siamo riusciti ad agguantare il pareggio, che secondo me era meritatissimo”.

Champions ancora possibile?
“Ovvio che i punti sono tanti, ma noi non cambieremo la nostra mentalità che è di giocarcele tutte da qui alla fine. Adesso ne abbiamo un’altra sabato contro la Roma: ce la giocheremo fino alla fine e daremo tutto come abbiamo fatto stasera. Partiamo con l’handicap di un inizio in cui abbiamo perso dei punti e non possiamo sbagliare, stiamo facendo una grande rincorsa che dura da 5 mesi e da qua alla fine continueremo a dare tutto”.

Serate così vanno solo accettate o va capito il perché?
“Nella nostra carriera capitano queste serate, in cui ci provi in tutte le maniere. Primo tempo secondo me perfetto, non avevo mai visto la Juve negli ultimi mesi non calciare mai in porta. Devi essere bravo a portare gli episodi dalla tua parte, l’inerzia della gara era a favore nostro. Nel secondo tempo trovano un gol dopo tanti rimpalli, poi si mettono in blocco basso e vanno di ripartenza. Davvero faccio fatica a trovare qualcosa da rimproverare ai miei ragazzi. Forse negli ultimi 20 minuti siamo stati un po’ disordinati, ma perché volevano andare oltre l’ostacolo”.


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