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L’Olimpia gioca un primo tempo di alto livello ad Atene, in cui domina la partita, e genera anche venti punti di vantaggio. Ma poi la luce si spegne, il secondo tempo è molto diverso, in termini di energia, percentuali di tiro e poi a cascata rimbalzi e difesa. Il Panathinaikos ha il merito di restare mentalmente in partita, usando prima i suoi lunghi Bentil e Papagiannis poi anche gli esterni capeggiati da Hezonja per rientrare, avvicinarsi e poi approfittando di diversi momenti favorevoli a pareggiare sempre con Hezonja. Nel supplementare, senza  più Michael Roll, infortunatosi all’inizio della ripresa, l’Olimpia non ha trovato la difesa per provarci davvero, anche se alla fine di orgoglio e disperazione da meno nove è tornato a meno tre con il pallone per impattare. Non è andata: 86-83 Panathinaikos. L’Olimpia chiude la sua regular season esterna con 10 vittorie e sette sconfitte. La posizione nella griglia dei playoff sarà decisa nell’ultimo turno,

IL PRIMO QUARTO – Nei primi cinque minuti di partita tutto quello che incassa l’Olimpia arriva da Papagiannis, che è 2.20 ma tira da fuori, colpisce con un runner su una gamba e poi con un jumper dalla media. L’Olimpia però distribuisce i tiri e difende. Con una tripla di LeDay e una di Punter scappa sul 12-4. Coach Katash cambia tre quinti del line-up, mettendo due attaccanti come Hezonja e Nedovic. L’Olimpia però è in ritmo al tiro. Una tripla dall’angolo di Shields e poi la seconda di Punter firmano il 20-6. Hezonja e Nedovic segnano 11 punti consecutivi ricucendo a meno 11, 26-15, alla fine del periodo.

IL SECONDO QUARTO – Il vantaggio di Milano raggiunge i 16 punti quando Shields ferma Hezonja e Micov dall’angolo segna da tre, poi a 17 quando Tarczewski converte un rimbalzo d’attacco. La seconda tripla di LeDay apre addirittura venti punti a favore dell’Olimpia, nel momento in cui il Panathinaikos trova risorse offensive in Ben Bentil che segna anche da tre riportando la sua squadra a meno 15. Ma gli ultimi guizzi arrivano da Rodriguez che prima converte un lay-up evitando la stoppata di Papagiannis e poi colpendo con il jumper del 46-29.

IL TERZO QUARTO – Dopo un minuto e mezzo l’Olimpia perde Michael Roll per un problema fisico, in più le percentuali scendono e in attacco il Panathinaikos trova ritmo con i lunghi, Bentil che usa tutta la sua forza fisica, e poi anche Mitoglou. Dopo quattro minuti, il vantaggio scende a 10 punti. L’Olimpia risponde con una tripla di Micov e poi un’altra penetrazione nel cuore della difesa avversaria di Rodriguez. Il Panathinaikos però resta in partita, con un altro piglio, torna a meno nove prima che Rodriguez e Tarczewski si scambino due assist consecutivi per ripristinare 13 punti a favore di Milano. Alla fine del terzo è 59-49 con due tiri liberi allo scadere di White.

IL QUARTO QUARTO – L’Olimpia prova a scappare di nuovo con quattro punti consecutivi di Shavon Shields, ma non dura, perché soffre a rimbalzo e da uno catturato in attacco arriva la bomba di Mitoglou che dall’arco riporta il Panathinaikos a meno otto, poi anche a meno sei su un rimbalzo di rapina di Bentil. Rodriguez ancora in entrata in una serata in cui non trova ritmo al tiro ferma l’emorragia. Milano tiene con la difesa, perché da fuori nella ripresa non segna e in più non riesce a procurarsi viaggi in lunetta. Ma il Panathinaikos finisce forte, trova un alley-oop schiacciato da Papagiannis e una  tripla di White. Milano è stanca e un po’ nervosa, non trova i canestri che la rassicurino. A 1:33 dopo una tripla beffarda di Punter respinta dal ferro, a rimbalzo Papagiannis ricuce a meno uno. Shields dalla lunetta allunga a più tre. Papagiannis schiaccia un alley-oop. Shields tenta il gol partita dall’angolo ma non entra. La difesa esegue bene. Punter però fa 1/2 dalla linea e così Hezonja in entrata centra il canestro della parità, 70-70.

IL SUPPLEMENTARE – In fiducia dopo la rimonta, il Panathinaikos parte con una tripladi Hezonja e poi una di Mack scavando cinque punti di vantaggio. L’Olimpia risponde con due tiri liberi di LeDay. Ma in difesa non tiene più contro il gioco dentro-fuori del Panathinaikos. Segnano White in entrata e Papapetrou da tre. Il break è quello decisivo, perché apre nove punti di margine. L’Olimpia ci prova lo stesso, rientrando anche a meno tre (tripla di Micov e 3/3 di Datome). Poi addirittura Datome avrebbe sulla sirena il pallone del pareggio ma non va. 86-83.

Così Coach Ettore Messina nella conferenza stampa successiva alla gara di Atene: “Mi complimento con il Panathinaikos: non ha smesso di crederci e nel secondo tempo ha giocato molto più duramente guidato dalla leadership di Shelvin Mack. Noi semplicemente abbiamo girato l’interruttore, quando, preso un vantaggio rilevante, abbiamo creduto che fosse finita. Eravamo alla quarta partita in trasferta in sette giorni. Ma resta nel basket un peccato capitale.Nel secondo tempo l’energia è scomparsa e siamo stati distrutti a rimbalzo. I rimbalzi offensivi concessi nel secondo tempo sono stati la storia della partita”.

Sui playoff: “Credo che forma e accoppiamenti saranno determinanti. Essere in salute è la cosa più importante, poi ci sono squadre che per match-up individuali o stile di gioco si esprimono meglio contro certe formazioni che contro altre. Questo sarà decisivo”.

Sull’odierna ammissione nella FIBA Hall if Fame: “È una cosa che mi onora, ringrazio chi ha deciso di ammettermi, la FIBA e il comitato selezionatore. È un riconoscimento per il quale devo ringraziare le tante persone che mi hanno aiutato. Mia moglie, la famiglia, tutti gli allenatori che mi hanno sostenuto, i giocatori, le persone che hanno accettato il mio carattere che non è facile. Sono onorato”.

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