Il Bologna di Italiano passa allo Zini con un primo tempo di qualità e intensità, sufficiente per incanalare una partita che la Cremonese prova a riaprire soltanto nel finale. Finisce 1-2: decidono Joao Mario e Rowe, mentre il rigore di Bonazzoli nel recupero serve solo a rendere meno amaro il passivo per i grigiorossi. Con questo successo i rossoblù salgono a 45 punti, superano Sassuolo e Lazio e si presentano con fiducia al quarto di finale europeo contro l’Aston Villa. La Cremonese resta invece a quota 27, raggiunta dal Lecce e con il Cagliari che incombe a -3.
La gara si indirizza immediatamente. Dopo appena tre minuti Joao Mario firma il suo primo gol in Serie A con una conclusione splendida: destro al volo sul cross di Miranda e Audero battuto. La Cremonese appare contratta, lenta, quasi rimasta negli spogliatoi, e il Bologna ne approfitta.
Al 15’ arriva il raddoppio: ancora Miranda sfonda sulla sinistra, approfittando delle ampie praterie concesse dalla catena destra grigiorossa, entra in area e serve un pallone semplice per Rowe, che da pochi passi appoggia in rete il 2-0. La squadra di Italiano continua a spingere: Castro spreca il tris al 32’, mentre al 42’ una punizione di Moro si stampa sulla traversa, a Ravaglia battuto.
Giampaolo prova a cambiare volto alla squadra all’intervallo inserendo Bondo, Okereke e Thorsby. Ma la sfortuna si accanisce: il norvegese resta in campo appena sette minuti, costretto al cambio per un problema muscolare al polpaccio.
Il primo vero squillo dei lombardi arriva al 59’: Bonazzoli calcia da distanza ravvicinata dopo una sponda di Djuric, ma Ravaglia risponde con un intervento decisivo. Il portiere rossoblù si ripete al 71’ su Payero, mantenendo intatto il doppio vantaggio.
Al 91’ un’incomprensione tra Ravaglia e Miranda favorisce Floriani Mussolini, che anticipa il portiere e viene travolto: rigore inevitabile. Dal dischetto Bonazzoli spiazza l’estremo difensore e riapre virtualmente la gara, ma il tempo è ormai scaduto. Nel finale concitato arrivano anche i rossi a Maleh e Ferguson, ma non cambiano l’esito del match.
Il Bologna conferma solidità, idee e brillantezza offensiva, mostrando una condizione che fa ben sperare in vista dell’Europa. La Cremonese, invece, paga un approccio troppo morbido e una reazione tardiva: servirà molto di più per uscire dalla zona calda.
Queste le parole dell’allenatore: “Il Bologna era in palla, con idee precise, bravissimo a sottrarsi dalle marcature e a trovare sempre l’uomo libero. Questo ci ha fatto perdere fiducia ed energie, complice anche il primo gol subito prima ancora che l’arbitro fischiasse l’inizio della gara. Poi la squadra si è rimessa un po’ a posto e la squadra ha cullato anche l’idea di riaprire la partita. Ci siamo andati vicino ma grande merito al Bologna. Abbiamo commesso alcuni errori di troppo”.
Le assenze in attacco hanno pesato?
“Sì, ma non serve a nulla parlare di questo. Abbiamo fatto con quelli che avevamo, nessuno si è tirato indietro. Fa parte del calcio avere delle assenze”.
La prossima gara con il Cagliari, guardando anche la classifica, assume un peso specifico enorme?
“Lo era anche quindici giorni fa. Sappiamo qual è il nostro calendario, ogni passo falso ti butta nel baratro. Avessimo perso due settimane fa saremmo morti, ora siamo vivi anche dopo questa sconfitta. È lunga e sarà una guerra di nervi fino in fondo, poi tireremo le somme”.
La difesa a tre può essere una soluzione?
“Le soluzioni dobbiamo contestualizzarle a seconda della partita. Oggi l’avevamo preparata così ma le partite sono sempre diverse. Abbiamo lavorato con idee diverse, sia oggi che a Parma abbiamo chiuso in modo diverso rispetto all’inizio. I sistemi lasciano il tempo che trovano”.
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