Champions, il Bayern dilaga sull’Atalanta anche al ritorno

Il Bayern Monaco archivia senza sorprese anche la gara di ritorno degli ottavi di finale di Champions League e supera l’Atalanta con un netto 4-1, completando un doppio confronto chiuso con un pesantissimo 10-2 complessivo. All’Allianz Arena l’atmosfera è comunque da grande notte europea: il settore ospiti è gremito e colorato di nerazzurro, con sciarpe speciali che richiamano le “Notti Magiche” delle coppe.

La gara segue fin da subito il copione più prevedibile: il Bayern impone ritmo e possesso, mentre l’Atalanta tenta di colpire in ripartenza. La prima occasione, curiosamente, è proprio dei bergamaschi con Bellanova, ma è un lampo isolato.

A metà frazione arriva l’episodio che sblocca la partita: Kane tenta una girata in area, il pallone colpisce il braccio di Scalvini e il VAR richiama l’arbitro Bastien. Dopo la revisione, è rigore. Sportiello para la prima conclusione di Kane, ma il portiere ha entrambi i piedi oltre la linea: si ripete. Alla seconda occasione l’inglese non sbaglia e firma l’1-0.

L’Atalanta avrebbe anche la chance per pareggiare con Pasalic, ma Urbig chiude lo specchio. Si va al riposo con i tedeschi avanti di un gol.

La squadra di Gasperini rientra con buon piglio e dà la sensazione di poter giocare un ritorno più equilibrato. È però un’impressione che dura poco. Il Bayern accelera e chiude definitivamente i conti.

Ancora Kane firma il 2-0 con un movimento da centravanti puro e un destro all’incrocio. Passano pochi minuti e il giovane talento Lennart Karl trova il tris, confermando la superiorità bavarese. Al 70’ arriva anche il poker: Luis Diaz si presenta davanti a Sportiello e lo supera con un elegante scavetto.

Nel mezzo, una nota lieta per i nerazzurri: entrando al posto di Ederson, Marten De Roon raggiunge le 435 presenze con la maglia dell’Atalanta, eguagliando lo storico capitano Gianpaolo Bellini. Domenica potrà superarlo.

All’85’ l’Atalanta trova almeno la soddisfazione del gol con Samardzic, che insacca sugli sviluppi di un calcio d’angolo. È però un dettaglio in una serata dominata dai tedeschi.

Il triplice fischio certifica il 4-1 e l’eliminazione dell’ultima squadra italiana rimasta in Champions League. Il Bayern vola ai quarti con pieno merito, mentre l’Atalanta esce con un passivo pesante ma con l’onore di aver provato a giocarsela in un contesto proibitivo.

Il tecnico dell’Atalanta Raffaele Palladino ha parlato a Sky Sport dopo il ko per 4-1 contro il Bayern Monaco, con un risultato totale di 10-2 sui due incontri:

L’Atalanta è uscita a testa alta?
“Volevamo fare una partita di grande orgoglio. Abbiamo cambiato il piano gara giocando un po’ più bassi, cercando di giocarcela in tutto e per tutto contro una squadra fortissima. Gli faccio davvero i complimenti, abbiamo affrontato forse la squadra più forte del campo e accettiamo il verdetto del campo con onestà e umiltà. Abbiamo cercato di dare tutto, volevamo andare sotto i nostri tifosi a fine partita e sono stati di nuovo fantastici. Li ringrazio”.

Farebbe scelte diverse potendo rigiocare l’andata?
“Con i se e con i ma è facile parlare… Probabilmente potevamo fare qualcosa di diverso ma è difficile dirlo. Oggi abbiamo fatto qualcosa di diverso ma il risultato non è cambiato: questa è una squadra forte e completa, che sa fare tutto, come l’affronti non cambia, ti metterà sempre in difficoltà. Per competere devi alzare il livello, noi ripeto accettiamo tutto con umiltà e complimenti per gli avversari”.

Come si riparte in Italia?
“Per noi la Coppa Italia è un obiettivo e ci teniamo, vogliamo portarla a Bergamo. Poi avremo degli scontri dfiretti in campionato, dovremo fare dei filotti, sappiamo di essere partiti da una posizione svantaggiata e abbiamo fatto una bella scalata. Noi ci crediamo e vogliamo dare tutto fino alla fine”.

Dov’è l’Italia rispetto alle grandi squadre d’Europa?
“Siamo indietro. Siamo indietro perché la palla viaggia a una velocità incredibile, la danno sempre sul piede giusto, hanno smarcamenti veloci, hanno motori diversi con picchi molto alti. Ci sarebbero da dire tante cose ma a livello qualitativo siamo indietro. Poi c’è anche tanto di positivo, penso per esempio al Borussia Dortmund. Col Bayern però c’è differenza, credo che si debba migliorare questa cosa a partire dai settori giovanili in cui bisogna curare più la tecnica, perché contro queste squadre sembra un altro sport. Servono riflessioni profonde sul nostro calcio, tutti dobbiamo crescere da questi punti di vista perché ne beneficerebbe il calcio italiano”.


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