Regione Lombardia punta ancora una volta sulla prevenzione in ambito sanitario, che passa innanzitutto per un efficace sistema di vaccinazione. La possibilità di essere vaccinati in farmacia è ormai una prassi consolidata che aiuta la popolazione over 65 a limitare i rischi di contrarre patologie che vanno dalla semplice influenza alla meningite. Regione Lombardia vuole però rafforzare la presenza territoriale perché la platea di potenziali utenti è destinata ad allargarsi: oggi il 23,4% della popolazione lombarda ha un’età superiore ai 65 anni, ma in meno di tre decenni la percentuale salirà al 32,4%. Da qui nasce l’esigenza di riflettere su quale piano attuare per non farsi trovare impreparati.
Per questo, la rivista di politica sanitaria regionale Rh+ Regional health, con il contributo non condizionante di GSK e MSD, ha organizzato una giornata di lavori dal titolo La prevenzione vaccinale come pilastro della sanità pubblica regionale”. Il focus ha riguardato in particolare l’herpes zoster e il papilloma virus (HPV), responsabili rispettivamente dell’insorgere del Fuoco di Sant’Antonio e del tumore dell’utero, del pene e del cavo orale. La vaccinazione contro questi due virus è una forma di prevenzione che fa bene non soltanto alla salute dei pazienti, ma anche alle casse del Servizio Sanitario La Lombardia vuole essere un motore di innovazione rispetto a modelli di una sanità che deve essere sempre più vicina ai bisogni dei cittadini. La farmacia è centrale in questo: vaccinarsi è un investimento strategico per la salute pubblica, ma anche per la sostenibilità del sistema sanitario regionale, che guarda con responsabilità alle sfide poste dall’invecchiamento della popolazione”, ha affermato nel suo intervento Marco Alparone, Vicepresidente e Assessore al Bilancio e Finanze di Regione Lombardia. “Inoltre, aprire a vaccinazioni nuove, come stiamo facendo, vuol dire non solo aumentare la platea, ma anche destagionalizzare e riuscire a ingaggiare il paziente in un percorso culturale di consapevolezza, che mette al centro la salute collettiva e del singolo”.
Arrivare a quante più persone possibili è un obiettivo che passa proprio per le farmacie, che, come ha ricordato il Presidente della Federazione Ordini Farmacisti Italiani, Andrea Mandelli, hanno dimostrato “di essere un presidio sanitario di prossimità fondamentale, una realtà capace di contribuire in modo concreto all’aumento delle coperture vaccinali e alla semplificazione dell’accesso alle cure. Il farmacista è un professionista in grado di interfacciarsi meglio con il cittadino, occupandosi anche di prevenzione”. La scelta di concentrarsi sul contrasto dell’herpes zoster e del papilloma virus non è casuale. Il primo è causato dalla riattivazione del virus della varicella e colpisce prevalentemente la popolazione adulta e anziana: una persona su tre rischia di svilupparlo nel corso della vita, con un’incidenza che cresce sensibilmente dopo i 50 anni.
Per quanto riguarda la prevenzione dell’HPV, essa è concepita come una leva fondamentale nella lotta ai tumori ginecologici. Secondo il professor Massimo Origoni, Responsabile del Centro diagnostico oncologico ginecologico dell’UO di Ginecologia e Ostetricia dell’Irccs San Raffaele di Milano, la vaccinazione contro questo virus “rappresenta oggi uno degli strumenti più potenti di prevenzione oncologica primaria. Vaccinarsi contro l’HPV vuol dire vaccinarsi contro il cancro: è un messaggio forte che deve passare alla popolazione lombarda. Incrementare le coperture vaccinali significa ridurre in modo concreto l’incidenza di tumori evitabili e proteggere le future generazioni. Si tratta di un vaccino estremamente efficace e sicuro; nei soggetti molto giovani sono previste due somministrazioni, mentre per chi ha più di 15 anni le dosi sono tre, da ricevere tutte entro 12 mesi dalla prima iniezione. Non esistono limiti d’età assoluti per poter avere il vantaggio vaccinale”.
Ecco perché semplificare l’accesso alla vaccinazioni anche attraverso il ruolo svolto dalle farmacie diventa fondamentale: dà a tutte e tutti la possibilità di tutelare la propria salute con modalità più immediate, facendo leva sull’importanza della medicina di prossimità.
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