Condividerà con noi la sua filosofia di leadership e ci offrirà uno sguardo sulle collaborazioni che stanno plasmando il futuro dell’istituto. Preparatevi a un dialogo stimolante e ricco di ispirazione.
Potrebbe raccontarci della sua carriera e di come è arrivata a ricoprire il ruolo di Direttrice alla British?
L’INGLESE È UNA LINGUA VIVA, CHE SERVE PER GIOCARE, PER COMUNICARE E PER ENTRARE IN RELAZIONE CON GLI ALTRI IN MODO NATURALE.
Il mio percorso nasce da una passione molto chiara: l’educazione come strumento di apertura mentale e di crescita personale. Ho sempre creduto che imparare una lingua significhi soprattutto imparare a guardare il mondo da più prospettive.
Da questa convinzione, nel 1970, è nato The British College, inizialmente come un progetto piccolo ma molto ambizioso: portare un’educazione realmente internazionale sul territorio, fondata sulla qualità, sull’innovazione e sul benessere del bambino.
Quali sono le principali sfide che ha affrontato e come le ha superate?
La sfida più grande è stata crescere senza snaturarsi. Quando un progetto educativo funziona, il rischio è quello di espandersi troppo velocemente o di standardizzarsi.
Ho sempre scelto una crescita consapevole, investendo nella formazione delle persone, nella qualità dei programmi e nella coerenza del metodo.
Un’altra sfida importante è stata il cambiamento continuo del contesto educativo e sociale. L’ho affrontata mantenendo uno sguardo aperto, ascoltando molto – famiglie, docenti, studenti – e accettando che innovare significhi anche rimettersi in discussione.
Quali sono i valori fondamentali che ritiene importanti per la cultura aziendale della British?
Il primo valore è il rispetto: per i bambini, per le famiglie e per le persone che lavorano con noi. Poi c’è la responsabilità educativa: sappiamo di avere un ruolo importante nella formazione di cittadini consapevoli, curiosi e aperti al mondo.
Infine, l’eccellenza, intesa non come competizione, ma come impegno quotidiano a fare sempre meglio, con serietà, passione e attenzione alla persona.
Come riesce a mantenere un equilibrio tra innovazione e tradizione all’interno della sua organizzazione?
Credo che innovazione e tradizione non siano in contrasto, ma debbano dialogare. La tradizione ci dà solide basi pedagogiche e valoriali; l’innovazione ci permette di rispondere ai bisogni dei bambini e degli adulti di oggi.
Introduciamo nuove metodologie, tecnologie e percorsi internazionali solo se hanno un reale valore educativo. L’obiettivo non è “fare qualcosa di nuovo”, ma fare qualcosa di giusto per l’apprendimento e il benessere degli studenti.
Qual è il suo approccio alla leadership e come ispira il suo team a raggiungere obiettivi comuni?
La mia leadership è partecipativa. Credo molto nella fiducia, nella responsabilizzazione e nell’ascolto. Un team funziona quando le persone sentono di far parte di un progetto più grande e quando vedono riconosciuto il proprio contributo.

Cerco di ispirare dando l’esempio, mantenendo una visione chiara e creando un ambiente in cui la formazione continua e il confronto siano parte integrante del lavoro quotidiano.
Ci sono delle collaborazioni o partnership internazionali che ritiene particolarmente significative per la crescita dell’azienda?
Sì, sicuramente. Le collaborazioni internazionali, in particolare con il mondo Cambridge e con enti educativi di respiro globale, sono fondamentali.
Non si tratta solo di programmi o certificazioni, ma di un confronto continuo con modelli educativi diversi, che ci aiuta a mantenere standard elevati e una prospettiva realmente internazionale.
Come vede il futuro della British nei prossimi cinque anni? Ci sono progetti o iniziative particolari a cui sta lavorando?
Vedo un futuro di consolidamento e sviluppo qualitativo. Continueremo a rafforzare il nostro percorso internazionale, investendo nella formazione dei docenti e in ambienti di apprendimento sempre più innovativi e inclusivi.
Stiamo lavorando su progetti che valorizzano le competenze del futuro: pensiero critico, cittadinanza globale, sostenibilità.
Il mio obiettivo è che The British College resti un punto di riferimento educativo, capace di crescere insieme ai suoi studenti, senza mai perdere la propria identità.
Ringraziamo la Direttrice Paola Diana per aver condiviso con noi la sua visione e le sue esperienze. È stato un privilegio ascoltare la sua storia e comprendere come la sua leadership stia contribuendo al successo e all’innovazione del British College.
Concludiamo con l’augurio che i progetti futuri dell’istituto continuino a portare avanti la tradizione di eccellenza e a ispirare nuove generazioni di studenti. Grazie per averci seguito in questo viaggio di scoperta e riflessione.
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