Nel cuore elegante di Milano, in via Vincenzo Monti, Rubinia ha celebrato i suoi primi 40 anni con tre giorni di festa dedicati all’amore. Non solo quello romantico, ma l’amore come principio creativo, come gesto quotidiano, come filo invisibile che tiene insieme le persone, le storie, i sogni.
Tutto è cominciato nel 1985, quando Roberto Ricci, ispirato dalle parole della sua nonna piemontese — contadina, forte e saggia — ha deciso di fondare una gioielleria diversa da tutte le altre. Lei gli diceva sempre: “In tutte le cose bisogna metterci un filo d’amore.” E lui ha preso quel filo e lo ha trasformato in oro, in pietre, in simboli da portare al collo, al dito, sul cuore.
Rubinia non è solo un luogo dove si acquistano gioielli. È una sartoria dell’anima, dove ogni creazione nasce da un’emozione, da un ricordo, da un desiderio. “Filodellavita” è il concetto che ha guidato l’intero percorso: un artigianato che non si limita alla bellezza, ma che si intreccia con la vita vera, con le relazioni, con la solidarietà.
Simboli da portare con sé .Ogni visitatore ha ricevuto un piccolo dono: un bracciale con cordino in cotone cerato e un ciondolo inciso, simbolo del legame tra Rubinia e chi sceglie di indossarne i valori. Con ogni acquisto, lettere dell’alfabeto in oro etico o con diamanti, da comporre come parole d’amore. E poi i sigilli: Cuore, Lucchetto, Barca, Fiore, Luna — ciascuno rappresenta un modo diverso di amare.
Un amore che continua .Quarant’anni sono solo l’inizio. Rubinia continuerà a intrecciare bellezza e umanità, a raccontare storie attraverso l’oro e le pietre, a sostenere chi ha bisogno di un filo d’amore per ricucire la propria vita. Perché — come diceva la nonna di Roberto — “in tutte le cose bisogna metterci un filo d’amore.” E Rubinia lo fa, da sempre.
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