Direttore MiTo, musica ha ruolo sociale

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Nicola Campogrande Direttore Artistico MiTo durante la conferenza stampa di presentazione di "MiTo Settembre Musica 2016" in Corso Casale 56 a Torino, 1 settembre 2016. ANSA/ALESSANDRO DI MARCO
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La musica ha una “funzione sociale”, che può aiutare anche quando si deve “comporre il governo”, come ora: a rivendicarlo è Nicola Campogrande, direttore del Festival MiTo, che dal 3 al 20 settembre metterà in scena a Torino e Milano 128 concerti, di cui un terzo in periferia, molto gratuiti o a prezzo stracciato.
“Aprirsi ad una esecuzione dal vivo è diverso che star seduto davanti all’ipad a vedere una serie di Netflix. Serve non solo a comporre il governo ma a riabituarci a pensare ascoltando e a vivere insieme”. Non a caso il tema scelto (prima che l’arrivo di migranti infiammasse le polemiche) per quest’anno è ‘Geografie’, un modo per esplorare la capacità della musica di accogliere, di trovare il buono nel diverso. Apertura “scintillante” con Martha Argerisch, con Zubin Mehta per una delle ultime volte sul podio della Israel Philharmonic Orchestra. In programma la prima europea di un brano per percussioni di Glass, mentre a McMillan verrà consegnato il sigillo della città di Milano.

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