Woolrich, lavoratori in stato di agitazione

Stato di mobilitazione e blocco totale di ogni forma di lavoro straordinario per i lavoratori della Woolrich.

Lo ha definito oggi l’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori dopo aver preso atto che, nonostante la sospensione temporanea dei trasferimenti, al momento non si sono ancora registrati concreti passi in avanti nella composizione positiva della vertenza aperta dopo la comunicazione aziendale di voler procedere con il trasferimento dei lavoratori da Bologna e Milano a Torino.

Davanti a questa ferma decisione da parte dell’azienda i lavoratori esprimono all’unanimità la propria netta e ferma contrarietà alle scelte e agli orientamenti manifestati sino a oggi dalla Direzione aziendale, ritenuti lesivi dei diritti, della dignità e delle condizioni di lavoro di tutti i dipendenti evidenziando che non sussistono ad oggi le condizioni per la prosecuzione ordinaria dell’attività lavorativa.

Con la conferma dello stato di agitazione di tutte le lavoratrici e lavoratori dell’azienda Woolrich Europe Spa viene anche deciso il blocco totale e immediato di ogni forma di lavoro straordinario e supplementare, ma anche un secondo pacchetto di 40 ore di sciopero, da articolarsi e proclamarsi nelle forme, nei tempi e con le modalità che verranno definite dalla O.S. Territoriale e dalla Rappresentanza Sindacale Aziendale, anche in maniera progressiva e articolata, in relazione all’andamento della vertenza.

«È inaccettabile che l’azienda continui a evitare un confronto reale e a insistere su scelte che smantellano le sedi di Milano e Bologna – dichiara la UILTuCS Lombardia, rappresentata da Cosimo Zumbo e Valentina Ardò – Le lavoratrici e i lavoratori non pagheranno il prezzo di decisioni unilaterali che mettono a rischio diritti, dignità e occupazione. Sono in programma tre nuovi incontri il 26 gennaio e il 29 e 30 gennaio a Bologna, nei quali la UILTuCS Lombardia e i lavoratori faranno valere con determinazione i propri diritti, chiedendo il ritiro delle posizioni aziendali e garanzie concrete sul mantenimento delle sedi di Milano e Bologna. Chiediamo l’immediata revoca delle posizioni sostenute sino ad oggi pur nella consapevolezza della temporanea sospensione e l’adozione di soluzioni concrete e verificabili tese a garantire il presidio delle sedi operative bolognese e milanese».


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