Previdenza: la Lombardia è il motore del Nord Ovest

Il tema della pensione continua a preoccupare gli italiani, ma nel Nord Ovest – in particolare Lombardia, Piemonte, Liguria e Valle D’Aosta – si riscontra un approccio più pragmatico e concreto rispetto alla media nazionale. È quanto emerge dalla ricerca sulla Previdenza Sostenibile di Sella SGR, società di gestione del risparmio del gruppo Sella, realizzata in collaborazione con Research Dogma su un campione di 2.000 persone tra i 25 e i 65 anni per promuovere una cultura della pianificazione finanziaria di lungo periodo.

 

Preoccupazione alta, ma maggiore maturità contributiva

Oltre l’80% dei cittadini del Nord Ovest si dichiara preoccupato per il proprio futuro previdenziale, in linea con il dato nazionale (83%). Tuttavia, la quota di chi ha una storia contributiva lunga è più elevata: oltre il 50% degli intervistati ha alle spalle almeno 20 anni di versamenti, contro il 41% della media italiana. Questa maggiore anzianità contributiva rende il tema pensionistico meno astratto e favorisce un approccio più consapevole e orientato alla pianificazione.

 

Ottimismo e progettualità

Nel Nord Ovest emerge un livello di ottimismo leggermente superiore alla media nazionale: il 65% degli intervistati si dichiara molto o abbastanza fiducioso di riuscire a realizzare i propri progetti di vita, contro il 61% in Italia. Questo atteggiamento più fiducioso verso il futuro favorisce una maggiore propensione ad agire: chi si sente sicuro delle proprie possibilità tende più facilmente a pianificare e a prendere decisioni concrete per il proprio percorso previdenziale.

 

Più autonomia economica e scelte previdenziali concrete

Nel Nord Ovest, una maggiore autonomia economica si accompagna a livelli più elevati di consapevolezza e attivismo previdenziale. Il 71% degli intervistati si definisce economicamente indipendente (66% Italia), mentre solo il 9% dichiara una dipendenza significativa dal sostegno familiare (11% nazionale), una condizione che favorisce un approccio più responsabile e concreto alla pianificazione di lungo periodo. In questo contesto, cresce anche la conoscenza delle forme di previdenza integrativa: il 32% degli intervistati dichiara di conoscerle bene o abbastanza bene (28% Italia) e l’84% si mostra interessato a soluzioni di integrazione previdenziale (81% nazionale). Il dialogo sul tema è più diffuso rispetto alla media italiana: il 39% ha parlato di previdenza con qualcuno, in particolare con banche o consulenti finanziari (35% Italia), e il 29% ha già aderito a forme di previdenza integrativa, contro il 25% della media nazionale.

 

Il ruolo della consulenza

Il Nord Ovest si caratterizza anche per un livello di dialogo sulla previdenza integrativa superiore alla media italiana. Se a livello nazionale il 65% degli italiani dichiara di non aver mai parlato con nessuno di questi temi, nel Nord Ovest la quota scende al 61%. Anche la percentuale di chi ha ricevuto informazioni attraverso canali istituzionali è più elevata, soprattutto grazie al ruolo della banca e della consulenza finanziaria.

La banca emerge con maggiore forza rispetto al dato nazionale come l’interlocutore privilegiato con cui le persone vorrebbero approfondire il tema della previdenza. In Lombardia, inoltre, si osserva un’aspettativa più elevata verso il ruolo dell’azienda, chiamata a una maggiore proattività sui temi previdenziali rispetto alla media italiana.

Nonostante questi segnali positivi, anche nel Nord Ovest lo spazio per una consulenza più strutturata e continuativa resta molto ampio.

 

La Lombardia: il motore previdenziale del Nord Ovest

All’interno del Nord Ovest, la Lombardia emerge come il territorio più avanzato sul fronte della pianificazione previdenziale. Qui la maggior parte dei cittadini gode di elevata autonomia economica: il 72% si definisce indipendente (66% Italia) e il 50% ha alle spalle almeno 20 anni di contributi previdenziali, valori superiori sia alla media nazionale sia al resto dell’area. Questo dato riflette una popolazione più matura e vicina alle soglie di sicurezza del sistema previdenziale.

 

Questa solidità si traduce in un atteggiamento più attivo: il 43% dei cittadini lombardi dichiara di essersi già attivato con soluzioni concrete per integrare la pensione pubblica (40% Italia), mentre il 29% ha aderito a forme di previdenza integrativa, rispetto al 25% nazionale. Accanto agli strumenti previdenziali tradizionali, resta rilevante anche il ricorso a forme alternative di accumulo e investimento (circa 19%), spesso utilizzate come ulteriore leva di sicurezza per il futuro.

 

La Lombardia si distingue inoltre per livelli più elevati di conoscenza e interesse verso le soluzioni di previdenza integrativa: il 33% dichiara di conoscerle bene o abbastanza bene (28% Italia) e l’84% si dice molto o abbastanza interessato, rispetto all’81% nazionale. Anche il dialogo sul tema è più frequente: il 38% ha già parlato di previdenza integrativa con qualcuno, soprattutto banche o consulenti (Italia 35%). La banca emerge come interlocutore privilegiato (39% Lombardia vs 32% Italia), e cresce l’aspettativa verso il ruolo dell’azienda, chiamata a un maggiore supporto e proattività (17% Lombardia vs 14% Italia).

 

Nel complesso, la Lombardia conferma il suo ruolo di motore previdenziale del Nord Ovest: una popolazione più matura, consapevole e pronta ad attivarsi concretamente, capace di fungere da esempio per le altre regioni dell’area, a condizione di essere supportata da strumenti chiari, consulenza qualificata e un dialogo continuativo.

 

Un territorio pronto ad agire

“Il Nord Ovest risulta essere una delle aree più mature sul fronte della previdenza. – afferma Giuseppe Crespi, Responsabile Previdenza di Sella SGR – La sfida è trasformare questa sensibilità in una partecipazione sempre più attiva, continuando a rafforzare la consapevolezza dei cittadini e favorendo l’accesso a strumenti di pianificazione previdenziale capaci di offrire stabilità e serenità nel lungo periodo.

In questo contesto, il nostro ruolo è mettere a disposizione soluzioni chiare e sostenibili, affiancate da una consulenza dedicata, per supportare le persone nelle scelte previdenziali senza rinviare a domani decisioni che richiedono oggi attenzione e consapevolezza”.

 

Il campione

La ricerca ha coinvolto 2.000 italiani tra i 25 e i 65 anni, equamente distribuiti per genere, area geografica e condizione lavorativa. L’età media è di 47 anni, il 54% ha un livello d’istruzione medio, metà lavora come dipendente, il 12% è autonomo e circa un quarto non è attualmente occupato. Il reddito medio mensile individuale è di circa 2.000 euro, con un risparmio annuo medio di 3.700 euro. Il 65% è economicamente autosufficiente, il 35% dipende in qualche misura da familiari, fra questi circa 1 su 3 dipende completamente dal sostegno familiare. Il campione include anche una quota di popolazione d’origine straniera (7%), a conferma di un approccio inclusivo e rappresentativo della società italiana.


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