Intesa Sanpaolo, utile di 9,3 miliardi nel 2025

Il Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo in data odierna ha approvato i risultati d’esercizio e consolidati al 31 dicembre 2025 (*).

I risultati del 2025 sono pienamente in linea con le indicazioni per l’anno rese note al mercato e superiori agli obiettivi del Piano di Impresa 2022-2025. Intesa Sanpaolo è la Banca più resiliente in Europa (come dimostrato dallo stress test EBA), pienamente in grado di operare con successo in ogni scenario e di realizzare una significativa e sostenibile creazione e distribuzione di valore.

Intesa Sanpaolo nel 2025 ha confermato la capacità di generare una solida redditività sostenibile, con un utile netto pari a 9,3 miliardi di euro a fronte di oltre un miliardo allocato a valere sull’utile ante imposte dell’anno per l’ulteriore rafforzamento della sostenibilità futura dei risultati del Gruppo e costituito da:
– circa 650 milioni di euro di rettifiche di valore su crediti addizionali per favorire il de-risking e rafforzare lo stato patrimoniale;
– circa 285 milioni di accantonamenti, altre rettifiche di valore e altri oneri per favorire il de-risking e rafforzare lo stato patrimoniale;
– circa 85 milioni di oneri di integrazione per anticipare uscite volontarie già concordate e circa 10 milioni di altri oneri di integrazione.

Il solido andamento economico e patrimoniale dell’anno si è tradotto in una significativa creazione di valore per tutti gli stakeholder, fondata anche sul forte impegno ESG del Gruppo. In particolare:
– significativo ritorno cash per gli azionisti: proposta all’Assemblea di dividendi complessivi pari a 6,5 miliardi di euro (3,2 miliardi di acconto dividendi 2025 pagato a novembre 2025 e proposta di 3,3 miliardi di saldo dividendi 2025 da pagare a maggio 2026) e di buyback pari a 2,3 miliardi di euro da avviare a luglio 2026 (autorizzato dalla BCE);
– 4,9 miliardi di euro di imposte (°) generate, 5,5 miliardi considerando 0,6 miliardi di euro di contributo straordinario sulla “riserva extraprofitti” a carico del capitale;
– espansione del programma cibo e riparo per le persone in difficoltà (abilitati 68,2 milioni di interventi tra il 2022 e il 2025);
– rafforzamento delle iniziative per contrastare le disuguaglianze e favorire l’inclusione finanziaria, sociale, educativa e culturale (26,7 miliardi di euro di social lending e urban regeneration tra il 2022 e il 2025);
– un miliardo di euro già investito nel 2023-2025 per contrastare la povertà e ridurre le disuguaglianze.
Intesa Sanpaolo è pienamente in grado di operare con successo in ogni scenario grazie ai punti di forza che contraddistinguono il Gruppo, tra cui:
▪ la redditività resiliente, dovuta anche alla gestione integrata dei ricavi per creare valore, evidenziata in particolare nello stress test EBA;

▪ la solida patrimonializzazione, con un Common Equity Tier1 ratio in crescita di circa 110 centesimi di punto nell’anno (°) al 13,9% ante impatto del buyback da avviare a luglio 2026, e lo status di banca a “zero NPL”;
▪ l’elevata flessibilità nella gestione dei costi operativi anche grazie all’accelerazione nella trasformazione tecnologica (64% degli applicativi già cloud-based);
▪ la leadership nell’attività di Wealth Management, Protection & Advisory, con 883 miliardi di euro di raccolta diretta e risparmio amministrato della clientela per alimentare la crescita del risparmio gestito.

Tra i fattori di successo:
■ per quanto riguarda la tecnologia:

nuova piattaforma tecnologica nativa cloud (isytech), già disponibile per la clientela retail mass market con la nuova banca digitale Isybank e in progressiva estensione al resto del Gruppo: 5,6 miliardi di investimenti IT già effettuati e circa 2.430 specialisti IT già assunti;

nuovi canali digitali:
– Isybank, la banca digitale del Gruppo con circa 900.000 conti già aperti da nuovi clienti;
– Fideuram Direct, la piattaforma di Wealth Management digitale per il Private Banking, con circa 81.000 clienti e 3,5 miliardi di euro di attività finanziarie della clientela al 31 dicembre 2025; collaborazione con BlackRock per l’estensione della piattaforma ai clienti europei Private e Affluent iniziando con Belgio e Lussemburgo;

intelligenza artificiale, con 153 App e circa 300 specialisti nel 2025;
■ per quanto riguarda la leadership nell’attività di Wealth Management, Protection & Advisory, Intesa Sanpaolo può avvalersi di un’unicità di fattori abilitanti per la crescita dei ricavi derivante da questa attività:
• gli strumenti digitali d’eccellenza;
• le distintive reti di consulenza, con circa 18.550 persone dedicate (°°);
• le fabbriche di prodotto assicurative e dell’asset management interamente controllate;
• i circa 1.500 miliardi di euro di attività finanziarie della clientela presso il Gruppo.

Il Piano di Impresa 2022-2025 è stato completato con successo. In particolare:
• forte riduzione del profilo di rischio, con un conseguente taglio del costo del rischio:
– forte deleveraging, con una diminuzione di 7,7 miliardi di euro dello stock di crediti deteriorati, al lordo delle rettifiche, tra il 2022 e il 2025, riducendo l’incidenza dei crediti deteriorati al netto delle rettifiche sui crediti complessivi allo 0,8% (°) e conseguendo un risultato migliore dell’obiettivo del Piano;
– l’unità Balance Sheet Optimisation ha continuato a estendere gli schemi di protezione dal rischio di credito per ottimizzare l’assorbimento di capitale. Nel quarto trimestre 2025 perfezionate tre nuove operazioni di cartolarizzazione sintetica: la prima strutturata come Simple Transparent Standardised (STS) su un portafoglio di circa 4,1 miliardi di euro di finanziamenti a clientela Corporate e Large Corporate, la seconda su un portafoglio di circa 3 miliardi di euro di revolving credit facilities a clientela Large Corporate e la terza su un portafoglio di circa 1,3 miliardi di dollari di revolving credit facilities a fondi di investimento gestiti da assets managers di primario standing. A fine 2025, l’ammontare cartolarizzato in essere nell’ambito di operazioni di cartolarizzazione sintetica, incluse nel Programma GARC (Active Credit Risk Management), era pari a circa 35 miliardi di euro;
– ulteriormente rafforzate le iniziative di efficientamento del capitale ed esteso l’ambito di applicazione delle strategie creditizie a criteri ESG, indirizzando nuove erogazioni per circa 31 miliardi di euro nel 2025 (oltre 18 miliardi di euro nel 2023 e circa 21 miliardi nel 2024) verso settori economici più sostenibili con il miglior rapporto rischio/rendimento;
• riduzione strutturale dei costi, resa possibile dalla tecnologia:
– isytech operativa con circa 470 specialisti dedicati;
– internalizzazione delle competenze core IT con circa 2.430 persone assunte;
– chiuse 1.502 filiali dal quarto trimestre 2021 alla luce del lancio di Isybank;
– pienamente funzionante la piattaforma digitale per la gestione analitica dei costi, con 50 iniziative di efficientamento già identificate;
– in corso la razionalizzazione del patrimonio immobiliare in Italia, con una riduzione di circa 866 mila metri quadri dal quarto trimestre 2021;
– circa 8.750 uscite volontarie dal 2022;
– lanciati progetti di digitalizzazione in Eurizon riguardanti Intelligenza Artificiale e Distributed Ledger Technology;
• crescita delle commissioni, trainata dalle attività di Wealth Management, Protection & Advisory:
– rafforzamento dell’offerta (nuovi prodotti di asset management e assicurativi) e ulteriore crescita del servizio di consulenza evoluta Valore Insieme per la clientela Affluent e Exclusive: circa 79.000 nuovi contratti e 23,8 miliardi di euro di afflussi di attività finanziarie della clientela nel 2025, in aggiunta ai circa 125.000 nuovi contratti e 36,9 miliardi di euro di afflussi di attività finanziarie della clientela nel 2023-2024, con masse gestite a fine 2025 pari a oltre 102 miliardi di euro rispetto all’obiettivo di Piano di 100 miliardi;
– Intesa Sanpaolo è stata la prima banca in Italia a offrire nel corso del 2023 il SoftPOS di Nexi, soluzione che permette l’accettazione di pagamenti digitali contact-less da smartphone/tablet senza necessità di un terminale POS;
– nel quarto trimestre 2024, quotati su Borsa Italiana (Euronext) i primi sette ETF replica fisica della piattaforma D-X istituiti da Fideuram Asset Management Ireland tramite la Sicav AILIS (patrimonio gestito pari a circa 5,6 miliardi di euro a fine 2025);
– arricchita l’offerta commerciale Soluzione Domani dedicata alla clientela Senior (oltre 65 anni e caregiver) con il lancio dell’iniziativa Senior Hub (“SpazioxNoi”), che prevede, in una prima fase, l’apertura di due centri multiservizi (a Milano e Novara) dedicati all’invecchiamento attivo, al benessere e all’aggregazione sociale;

– dal 1° gennaio 2024, InSalute Servizi è diventata TPA (Third Party Administrator) del fondo sanitario integrativo del Gruppo Intesa Sanpaolo e – gestendo anche tutti i clienti della Divisione Banca dei Territori che hanno polizze sanitarie di Intesa Sanpaolo Protezione – è quarta come TPA in Italia con oltre 1,5 milioni di pratiche all’anno;
– lanciata un’iniziativa di value proposition ESG per i segmenti di clientela corporate e piccole e medie imprese delle banche del Gruppo in Slovacchia, Ungheria, Croazia, Serbia e Egitto. Lanciato un prodotto di finanziamento (multi-country) dedicato al raggiungimento di obiettivi green, nell’ambito dell’offerta S-Loan, in Slovacchia, Ungheria, Serbia e Croazia. Avviato un progetto per estendere l’offerta S-Loan a Bosnia-Erzegovina e Slovenia;
– a ottobre 2023 firmato il contratto per l’acquisizione del 99,98% di First Bank, banca commerciale rumena focalizzata sulla clientela retail e PMI; l’acquisizione, perfezionata a fine maggio 2024, ha rafforzato la presenza del Gruppo Intesa Sanpaolo in Romania e offre nuove opportunità alle aziende italiane;
• forte impegno ESG, con un posizionamento ai vertici mondiali per l’impatto sociale e grande focus sul clima:
□ supporto senza eguali per far fronte ai bisogni sociali:

espansione del programma cibo e riparo per le persone in difficoltà per contrastare la povertà, mediante aiuti concreti sul territorio in Italia e sostegno all’estero, abilitando la realizzazione di 68,2 milioni di interventi tra il 2022 e il 2025, con 56,5 milioni di pasti, 4,6 milioni di posti letto, 6,4 milioni di medicinali e 730.000 capi di abbigliamento;
– occupabilità: programma “Giovani e Lavoro” finalizzato alla formazione e all’accesso al mercato del lavoro italiano di circa 3.000 giovani nell’orizzonte del Piano di Impresa 2022-2025: nel 2025 richieste di iscrizione da parte di circa 2.800 studenti tra i 18 e i 29 anni, circa 1.450 studenti intervistati e oltre 700 formati e in formazione con 28 corsi (circa 5.600 formati e in formazione dal 2019) e circa 2.500 aziende coinvolte dal lancio dell’iniziativa nel 2019;
– disuguaglianze e inclusione educativa: rafforzamento delle partnership con le principali università e scuole italiane, nel quadro del programma di inclusione educativa che nel 2025 ha coinvolto oltre 4.000 scuole e oltre 28.000 studenti, supportando il merito e la mobilità sociale (circa 8.000 scuole coinvolte tra il 2022 e il 2025);
– social housing: il rafforzamento delle iniziative del Gruppo in corso e l’identificazione di nuove partnership con primari operatori nel settore hanno permesso di promuovere nel 2022-2025 circa 7.000 unità abitative tra alloggi sociali e posti letto per studenti;
– un miliardo di euro già investito nel 2023-2025 per contrastare la povertà e ridurre le disuguaglianze (°);
□ forte focus sull’inclusione finanziaria:
– erogati 6,3 miliardi di euro di social lending e urban regeneration nel 2025 (erogati 26,7 miliardi tra il 2022 e il 2025);
□ continuo impegno per la cultura:
– Gallerie d’Italia, le quattro sedi del museo di Intesa Sanpaolo a Milano, Napoli, Torino e Vicenza, su una superficie complessiva di 30.000 metri quadrati, hanno avuto circa 750.000 visitatori nel 2025, per un totale di circa 2.644.000 dal 2022 (ingresso gratuito per gli under 18);

□ promozione dell’innovazione:
– progetti di innovazione: 258 progetti di innovazione avviati da Intesa Sanpaolo Innovation Center nel 2025, per un totale di 904 dal 2022;
– Neva SGR: oltre 80 milioni di euro di investimenti in start-up nel 2025, per un totale di 199 milioni dal 2022;
□ accelerazione dell’impegno a zero emissioni nette (*):
– dal 2022 al 2024 fissati gli obiettivi al 2030 per i 10 settori con più elevate emissioni nel portafoglio crediti del Gruppo (°), completando a novembre 2024 la copertura dei settori a maggiori emissioni;
– complessivamente, per i predetti settori, le emissioni finanziate assolute si sono ridotte del 32,9% nel 2024 rispetto al 2022;
– le emissioni proprie del Gruppo si sono ridotte del 35% a fine 2024 (rispetto alla data di riferimento del 2019), a fronte di un obiettivo del 53% al 2030;
– il 27 gennaio 2025 è stata ottenuta la convalida da parte di SBTi degli obiettivi sulle proprie emissioni e sulle emissioni finanziate del Gruppo;
– 95% dell’energia acquistata derivante da fonti rinnovabili, al 30 settembre 2025;
□ supporto alla clientela nella transizione ESG/climate:
– erogati 89,4 miliardi di euro tra il 2021 e il 2025 dei 76 miliardi di nuovo credito disponibile a supporto di green economy, economia circolare e transizione ecologica (°°);
– circa 6,3 miliardi di euro di Mutui Green nel 2025 (15,2 miliardi tra il 2022 e il 2025), dei 12 miliardi di nuovo credito Green agli individui nell’arco del Piano di Impresa 2022-2025;
– 8 miliardi di euro di linee di credito per l’economia circolare annunciati nel Piano di Impresa 2022-2025: erogati circa 3,3 miliardi di euro nel 2025 (circa 15,9 miliardi tra il 2022 e il 2025);
– attivati 16 Laboratori ESG (a Venezia, Padova, Brescia, Bergamo, Cuneo, Bari-Taranto, Roma, Napoli-Palermo, Milano, Torino, Firenze, Macerata, Chieti e Genova), punti di incontro fisico e virtuale per supportare le piccole e medie imprese nell’approccio alla sostenibilità, ed evoluzione dei servizi di consulenza offerti dai partner (es. Circularity, Nativa, CE Lab e altri);
– nel 2024 la gamma dei prodotti S-Loan, dedicati alle piccole e medie imprese per finanziare progetti finalizzati a migliorare il proprio profilo di sostenibilità, è stata rivista da sei a tre linee (S-Loan ESG, S-Loan CER e S-Loan Diversity): 4,3 miliardi di euro erogati nel 2025 (11,1 miliardi dal lancio nel 2020); erogati circa 2,3 miliardi di euro per il nuovo prodotto S-Loan Progetti Green dal lancio nel 2024;
– rafforzamento dell’offerta di prodotti di investimento ESG di asset management, con un’incidenza sul totale del risparmio gestito di Eurizon al 76%; opzioni di investimento (art. 8 e 9 della SFDR) per i prodotti assicurativi disponibili alla clientela pari all’ 81% al 31 dicembre 2025;
– forte impegno in attività di Stewardship: nel 2025 Eurizon Capital SGR ha partecipato a 1.641 assemblee degli azionisti (di cui il 90% costituito da società quotate all’estero) e a 763 engagement (di cui il 35% su tematiche ESG), Eurizon Capital SA e Epsilon SGR (°°°) hanno partecipato rispettivamente a 3.628 e 21 assemblee degli azionisti (di cui rispettivamente il 97% e il 90% costituito da società quotate all’estero) e Fideuram ha partecipato a 61 assemblee degli azionisti e a 123 engagement (di cui l’ 89% su tematiche ESG);

Intesa Sanpaolo è l’unica banca italiana inclusa nei Dow Jones Best-in-Class Indices e nella CDP Climate A List e prima tra le banche del peer group per Sustainalytics.

Inoltre, Intesa Sanpaolo:
– è l’unica banca in Italia tra le 100 aziende più inclusive e attente alla diversità nel 2025 FTSE Diversity & Inclusion Index;
– è inclusa nell’ Equileap Top Ranking 2025 tra le migliori 100 aziende al mondo per la parità di genere;
– è stata la prima tra i maggiori gruppi bancari italiani a ottenere la certificazione “Prassi di Riferimento (PDR) 125:2022” per la parità di genere, certificazione rinnovata nel 2025;
• le persone del Gruppo sono la risorsa più importante:
– assunti circa 5.900 professional dal 2021;
– riqualificate circa 9.325 persone ed erogate circa 56 milioni di ore di formazione dal 2022;
– circa 325 talenti hanno già completato il percorso di sviluppo nell’ambito dell’International Talent Program, tuttora in corso per altre circa 200 persone;
– individuate circa 465 key people soprattutto nell’ambito del middle management per iniziative dedicate di sviluppo e formazione;
– Intesa Sanpaolo è stata confermata Top Employer Europe 2026 e Top Employer Italy rispettivamente per il secondo e il quinto anno consecutivo da Top Employers Institute ed è risultata prima, tra le aziende del settore bancario e finanziario, nella classifica LinkedIn Top Companies 2025 per sviluppo della carriera e crescita professionale.

Nel 2025, per il Gruppo si registra:
● utile netto in crescita del 7,6% a 9.321 milioni di euro, da 8.666 milioni del 2024;
● risultato della gestione operativa in aumento dell’ 1,5% rispetto al 2024;
● proventi operativi netti in crescita dello 0,6% rispetto al 2024, con un +6,3% per le commissioni nette, un +4,6% per il risultato dell’attività assicurativa e un forte aumento per il risultato netto delle attività e passività finanziarie al fair value a fronte della diminuzione registrata dagli interessi netti, che peraltro si sono dimostrati resilienti collocandosi su livelli superiori a quelli del 2023 nonostante il forte calo dell’Euribor;
● costi operativi in diminuzione dello 0,6% rispetto al 2024;
● elevata efficienza, con un cost/income al 42,2%, tra i migliori nell’ambito delle maggiori banche europee;
● costo del rischio a 41 centesimi di punto, a 26 escludendo le rettifiche di valore addizionali per favorire il de-risking e rafforzare lo stato patrimoniale, con un ammontare di overlay pari a 0,9 miliardi di euro;
● qualità del credito (°):
– le azioni manageriali attuate per l’ulteriore rafforzamento della sostenibilità futura dei risultati del Gruppo si sono tradotte nel quarto trimestre 2025 in una riduzione dei crediti deteriorati di 2,3 miliardi di euro al lordo delle rettifiche di valore e di 0,9 miliardi al netto e il quasi azzeramento delle sofferenze (scese a 0,8 miliardi da 1,3 miliardi al netto delle rettifiche di valore, a 2,4 miliardi da 4,1 miliardi al lordo);
– a fine dicembre 2025, l’incidenza dei crediti deteriorati (°°) sui crediti complessivi è pari allo 0,9% al netto delle rettifiche di valore e all’1,8% al lordo. Considerando la metodologia adottata dall’EBA, l’incidenza dei crediti deteriorati è pari allo 0,8% al netto delle rettifiche di valore e all’ 1,5% al lordo;
– l’esposizione verso la Russia (^) è in ulteriore riduzione, diminuita di oltre il 94% (oltre 3,4 miliardi di euro) rispetto a fine giugno 2022 e scesa allo 0,05% dei crediti a clientela complessivi del Gruppo: crediti a clientela della controllata russa vicini allo zero, crediti a clientela cross-border verso la Russia in larga parte in bonis e classificati a Stage 2;
● elevati livelli di copertura dei crediti deteriorati:
– copertura specifica dei crediti deteriorati al 48,6% a fine dicembre 2025, con una copertura specifica della componente costituita dalle sofferenze al 67,3%;
– robusto buffer di riserva sui crediti in bonis, pari allo 0,5% a fine dicembre 2025;

● patrimonializzazione molto solida, con coefficienti patrimoniali su livelli largamente superiori ai requisiti normativi. Al 31 dicembre 2025, includendo l’impatto negativo di circa 40 centesimi di punto di Basilea 4 e di circa 20 centesimi di punto del contributo straordinario sulla “riserva extraprofitti” (°) e deducendo dal capitale (°°) 3,2 miliardi di euro di acconto dividendi 2025 pagato a novembre 2025 e 3,3 miliardi di euro di saldo dividendi 2025 proposto, il Common Equity Tier 1 ratio è risultato pari al 13,9%(°°°), in crescita nell’anno di circa 110 centesimi di punto (°°°°), al 13,2% deducendo anche 2,3 miliardi di euro di buyback da avviare a luglio 2026 (°°°°°), senza considerare circa 100 centesimi di punto di beneficio derivante dall’assorbimento delle imposte differite attive (DTA). Il requisito SREP – comprensivo di Capital Conservation Buffer, O-SII Buffer, Countercyclical Capital Buffer (*) e Systemic Risk Buffer (**) – è pari al 9,88% (***) per il 2025 e al 9,97% (***) per il 2026;
● elevata liquidità e forte capacità di funding: a fine dicembre 2025, attività liquide per 295 miliardi di euro ed elevata liquidità prontamente disponibile per 214 miliardi; ampiamente rispettati i requisiti normativi di liquidità Liquidity Coverage Ratio (pari a 140% (^)) e Net Stable Funding Ratio (pari a 122% (#));
● ampiamente rispettato il requisito normativo Minimum Requirement for own funds and Eligible Liabilities (MREL): ratio, calcolato sui Risk Weighted Assets, a fine 2025 (#) pari a 38,1% per il totale e a 22,5% per la componente subordinata escludendo l’impatto del buyback da avviare a luglio 2026, a 37,3% e a 21,7% includendolo, rispetto a requisiti pari rispettivamente a 25,5% e a 18% comprensivi di un Combined Buffer Requirement pari a 4,5%;
● supporto all’economia reale: circa 86 miliardi di euro di nuovo credito a medio-lungo termine nel 2025 (+23% rispetto al 2024), con circa 56 miliardi in Italia (+30% rispetto al 2024), di cui circa 48 miliardi erogati a famiglie e piccole e medie imprese (+27% rispetto al 2024); circa 2.850 aziende italiane riportate in bonis da posizioni di credito deteriorato nel 2025 e circa 146.800 dal 2014, preservando rispettivamente circa 14.250 e 734.000 posti di lavoro;

significativo ritorno cash per gli azionisti: proposta all’Assemblea di dividendi complessivi pari a 6,5 miliardi di euro (3,2 miliardi di acconto dividendi 2025 pagato a novembre 2025 e proposta di 3,3 miliardi di saldo dividendi 2025 da pagare a maggio 2026) e di un buyback pari a 2,3 miliardi di euro (autorizzato dalla BCE), da avviare a luglio 2026 a seguito dell’approvazione assembleare: il Consiglio di Amministrazione riunitosi oggi ha deliberato di proporre alla prossima Assemblea ordinaria la distribuzione di 19 centesimi di euro per azione, al lordo delle ritenute di legge, come saldo dividendi (che si aggiunge a 18,6 centesimi di acconto pagato a novembre 2025) e l’esecuzione di un acquisto di azioni proprie pari a 2,3 miliardi di euro – da avviare a luglio 2026 – per loro successivo annullamento, con dettagli che verranno resi noti nei termini previsti dalla normativa. Più precisamente, per quanto riguarda i dividendi, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di proporre alla prossima Assemblea ordinaria la distribuzione di 6.542.388.883,09 euro complessivamente a valere sul 2025, corrispondente a un payout ratio pari al 70% dell’utile netto consolidato, che, tenendo conto dell’acconto dividendi pagato lo scorso novembre pari a 3.233.844.856,62 euro (*), porta alla proposta di distribuzione di 3.308.544.026,47 euro (**) a saldo, corrispondente a un importo unitario di 19 centesimi di euro per ciascuna delle n. 17.413.389.613 azioni ordinarie; non verrà peraltro effettuata alcuna distribuzione alle azioni proprie di cui la Banca si trovasse eventualmente in possesso alla record date. Tale distribuzione, se approvata dall’Assemblea, avrà luogo a partire dal giorno 20 maggio 2026 (con stacco cedole il 18 maggio e record date il 19 maggio). Il dividendo per azione complessivo proposto per il 2025 è pari a 37,6 centesimi di euro (18,6 centesimi come acconto pagato a novembre 2025 e 19 centesimi come saldo proposto). Rapportando l’importo unitario complessivo proposto di 37,6 centesimi di euro al prezzo di riferimento dell’azione registrato mediamente nel 2025, risulta un rendimento (dividend yield) pari a 7,5%.


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