L’edizione 2025/2026 del Premio Internazionale “Il Teatro Nudo” di Teresa Pomodoro prosegue mercoledì 18 e giovedì 19 marzo con Zayo, spettacolo che unisce musica, danza e tradizioni ancestrali del Ghana in un momento di teatro contemporaneo con radici antichissime.
Come ogni appuntamento dello Spazio Teatro No’hma anche Zayo sarà a ingresso gratuito, con prenotazione obbligatoria tramite Eventbrite.
Prima dello spettacolo, alle ore 20:30, si terrà un incontro tra lo Spazio Teatro No’hma e il Ghana in diretta OnLife, sistema in grado di far comunicare tra loro due platee in simultanea.
Sul palco dello Spazio Teatro No’hma interverranno il professor Antonio Bettanini, già collaboratore per il Ministero degli Esteri con il Ministro Frattini, Alberto Meomartini, presidente dell’associazione “Africa: cultura e bellezza”, lo chef Prince Asford, lo stilista ghanese Nana Kweku Osae Brenu, l’attore e regista Mattia Sebastian Giorgetti e l’attore Rufin Doh Zeyenouin, conosciuto per il suo ruolo del Papa nel film del 2025 “La Grazia” di Paolo Sorrentino.
Via videomessaggio interverranno dal Ghana il Dr Benjamin Amakye Boateng, del Dipartimento di musica dell’University of Ghana, Ettore Barion, volontario del Centro Xorladi, Sara Leone Baldi, Presidente del GIWA – Ghana Italian Women Association – e Sua Eccellenza l’Ambasciatrice d’Italia in Ghana Laura Ranalli.
Le voci dell’Italia e del Ghana si uniranno sul palco, con interventi da parte di istituzioni e personalità culturali di entrambi i Paesi, con lo scopo di presentare il legame tra la tradizione artistica e teatrale mediterranea e quella dell’Africa subsahariana.
Zayo si presenta come un vero spettacolo immersivo, dove il teatro danza diventa lo strumento per raccontare le radici del popolo ghanese e la necessità di mantenere forte e vivo il legame tra il mondo di oggi e quello degli antenati.
Questo lavoro affonda le sue radici nel Sankofa, che nella lingua Akan parlata in Ghana significa “torna indietro e prendilo”, un principio che vede nel rapporto col passato le fondamenta per costruire il futuro. Il Sankofa è nel tempo diventato un simbolo potente della diaspora africana, riassunto nel simbolo Adinkra di un cuore stilizzato o di un uccello rivolto all’indietro.
A guidare la danza di Zayo i ritmi dell’Afrobeat e dell’Afrofusion e la coreografia di Esie Mensah, artista multidisciplinare e relatrice TEDx.
Al termine dell’evento, come in ogni rappresentazione parte del Premio Internazionale il pubblico sarà chiamato a votare lo spettacolo. La somma dei voti, insieme alle preferenze della Giuria Internazionale composta da nove rappresentanti del teatro, tra cui il regista Tadashi Suzuki e l’attore Toni Servillo, completeranno la classifica finale. Gli spettacoli vincitori verranno premiati in apertura della stagione 2026/2027.
Crediti:
Creatore/Regista/Coreografo
Esie Mensah
Prima danzatrice
Timea Wharton-Suri
Produttore
Meredith Potter
Consulente afrofuturist / Artista
Quentin VerCetty
Compositore / Percussionista
Yohance Parsons
Lighting Designer
Bonnie Beecher
Scenografo/Costumista
Rachel Forbes
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