“I veri capitani possono anche morire o anche scegliere di morire, ma dimenticarli è impossibile”. La frase di Gianni Mura è più di una citazione: è la chiave d’ingresso della prima Biblioteca dello Sport di Milano a lui dedicata, inaugurata stamattina in via Confalonieri 3, nel cuore dell’Isola. Un progetto promosso da Altropallone che parte con 2.173 libri già catalogati e disponibili, nati dalle donazioni di autori, case editrici e cittadini, e che invita la città a continuare a donare volumi e idee.
Lo spazio entra nel sistema bibliotecario milanese e sarà aperto il martedì e il giovedì dalle 14 alle 18 e il sabato dalle 9 alle 13. Si può sostenere con una tessera annuale da 10 euro. Ma l’ambizione è più ampia: raccontare lo sport come linguaggio culturale, sociale e civile, non solo come risultato o cronaca. “Questa biblioteca è un regalo per Milano”, spiega Paolo Maggioni, conduttore Rai della ‘Domenica sportiva’ e ideatore del progetto di memoria e cultura dedicato alla firma sportiva di ‘Repubblica’, compagno e allievo di Gianni Brera, scomparso nel 2020.
“Volevamo uno spazio semplice e vivo, dove lo sport non fosse solo risultato ma racconto, memoria, confronto”, ha detto ancora Maggioni stamane.” Tenere viva la memoria di Gianni significa custodirne gli insegnamenti, il suo sguardo curioso, l’attenzione alle persone prima che ai campioni. Il modo migliore per ricordarlo è continuare a fare quello che lui faceva: usare lo sport per capire il mondo“. E a margine aggiunge: “Speriamo diventi la vera casa dello sport raccontato in città, un ponte tra le tante Milano che stanno in una sola Milano. E vogliamo far conoscere Gianni alle nuove generazioni, anche nel suo sguardo sugli ultimi”.
Nel cortile di una casa di ringhiera, che già al primo giorno sembra familiare, interviene anche Gianfelice Facchetti, attore e figlio della bandiera dell’Inter Giacinto, nerazzurro per 18 stagioni dal 1960 al 1978: “Non c’è modo migliore di ricordare un campione della penna come Gianni che creare uno spazio nel cuore della città per parlare di sport, di tutti gli sport, di letteratura, per fare memoria e soprattutto cittadinanza”. E avverte: “In Italia c’è molto tifo, ma una cultura dello sport autentica ancora non c’è. Bisogna lavorare soprattutto sui più piccoli, non per inseguire medaglie ma per diventare sportivi”. La nascita della biblioteca si inserisce nel percorso quasi trentennale di Altropallone, che attraverso il Premio omonimo promuove sport e gioco come strumenti di inclusione e contrasto alle discriminazioni. Lo spazio è uno di quelli assegnati dal Comune attraverso il programma di bandi ‘Sefemm‘, attivo dal 2022 per realtà del terzo settore. “È un progetto di alto valore culturale che utilizza lo sport come strumento di integrazione sociale”, sottolinea Raffaele Cattaneo, sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia con delega alle Relazioni internazionali ed europee, ricordando come iniziative di questo tipo favoriscano coesione e sviluppo condiviso, anche in vista di Milano-Cortina 2026.
Per l’assessore alla Cultura di Milano Tommaso Sacchi si tratta di “un momento importante per la vita culturale della città”, capace di unire le persone e promuovere inclusione e rispetto. Emmanuel Conte, assessore al Bilancio e Demanio, parla di un esempio concreto del programma Sefemm: “Partire dal basso, dai piani terra delle case popolari, per generare cultura e relazioni nei quartieri”. E annuncia nuovi bandi con lo stesso obiettivo di creare presidi culturali di prossimità. Accanto al progetto anche il Salone Internazionale del Libro di Torino: “Essere oggi accanto alla nascita della Biblioteca Gianni Mura è motivo di orgoglio e responsabilità“, afferma Silvio Viale, presidente dell’associazione Torino città del libro, ricordando il Premio di letteratura sportiva dedicato a Mura.
Nei prossimi giorni sono in programma incontri su inclusione, racconto sportivo ed eredità olimpica, dal confronto ‘Football Vs Homophobia’ fino agli appuntamenti dedicati a Olimpiadi e Paralimpiadi, con ospiti come Serse Cosmi e un racconto su Alberto Tomba a cura di Giuseppe Pastore. Un presidio culturale di quartiere, gratuito e partecipato, che prova a trasformare il tifo in racconto e la passione in cittadinanza attiva. Perché, se i capitani non si dimenticano, il modo più coerente per onorarli è continuare a far vivere le loro storie
(Dire)
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