Atalanta, occasione sprecata in Champions, ora i playoff

La sconfitta di Bruxelles pesa come un macigno sulle ambizioni europee dell’Atalanta. Non tanto per l’1-0 in sé, quanto per ciò che comporta: la qualificazione diretta agli ottavi di Champions League sfuma sul più bello, lasciando spazio a un playoff che allunga il cammino e complica una stagione già fittissima di impegni. Contro un Union Saint-Gilloise tutt’altro che irresistibile, la Dea ha mancato un obiettivo che sembrava ampiamente alla portata.

La partita è stata lo specchio fedele di una prestazione opaca. L’Atalanta ha sbagliato troppo, soprattutto nella gestione difensiva e nella qualità delle giocate. Errori banali, manovra lenta, poca lucidità nelle scelte: un mix che ha dato fiducia a un’Union ordinata, aggressiva e capace di colpire nel momento decisivo.

Il gol di Khalaili al 70’ è arrivato quasi come una sentenza: una punizione per una squadra che, nel momento in cui serviva alzare il livello, è rimasta imbrigliata nelle proprie difficoltà.

Eppure, nonostante tutto, l’Atalanta avrebbe potuto evitare la sconfitta. Nel recupero, Sulemana ha avuto sul piede la palla dell’1-1, ma il suo errore sotto porta ha completato la fotografia della serata: occasioni create con fatica e sprecate nel momento chiave.

Un episodio che pesa, perché avrebbe cambiato il destino del girone e l’umore di una squadra che ora deve fare i conti con un percorso più tortuoso.

Il verdetto è chiaro: la Dea dovrà passare dai playoff. Un ostacolo in più, certo, ma anche un banco di prova per misurare ambizioni e maturità europea. Servirà una reazione immediata, soprattutto sul piano mentale. Gasperini dovrà ritrovare solidità, intensità e quella ferocia agonistica che da anni caratterizzano il suo gruppo.

La sconfitta di Bruxelles è una battuta d’arresto pesante, ma non definitiva. La Champions offre sempre una seconda possibilità: l’Atalanta dovrà dimostrare di meritarla.

Il sorteggio in programma domani a Nyon determinerà l’avversario dell’Atalanta ai playoff, sarà uno tra i tedeschi del Borussia Dortmund e i greci dell’Olympiakos Pireo, ma eventualmente si staglia un ottavo di finale proibitivo contro Arsenal (fase campionato a punteggio pieno) o Bayern Monaco (secondo in classifica)

Al termine del match, Raffaele Palladino ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Sky Sport, analizzando la prestazione della sua squadra e il cammino europeo.

Quanto sei deluso e amareggiato per questa sconfitta? Anche vincendo stasera non avreste potuto evitare il playoff. Ti aspettavi di più da chi ha giocato meno e hai schierato questa sera?
“No, non sono preoccupato, non sono deluso. Sono dispiaciuto perché volevamo dare continuità ai risultati dopo la bella vittoria contro il Parma. Volevamo continuare proprio a livello di prestazione. Oggi è stata fatta una partita a livello tecnico forse la peggiore. Proprio su cose semplici, controllo e passaggio. La squadra ha sbagliato delle cose banali che non sbagliamo mai. È stata giocata male tecnicamente. Il campo può essere solo una scusante, un alibi, ma ci sono stati proprio errori tecnici sciocchi. La partita si è messa in modo che gli avversari hanno preso entusiasmo. La cosa che mi dispiace è che non riusciamo a capire che quando le partite si mettono sporche dobbiamo calarci nella partita sporca. Gli avversari ti vengono a prendere forte, ti sporcano le giocate, ti costringono a giocare male tecnicamente. Tu devi capire che è quel tipo di partita. Noi questa cosa ancora non siamo riusciti a svoltarla, a capire come dobbiamo stare dentro a queste partite. Mi sembrava di rivivere le partite di campionato con Verona e Pisa, molto simili. Dobbiamo crescere. Mi porto a casa delle risposte anche da questa gara, anche se vincendo non saremmo riusciti ad andare nelle prime otto.”

Siete caduti sul più bello. Le ultime due partite perse, quella con il Bilbao a Bergamo e questa sera, sono arrivate nel momento in cui eravamo tutti certi che l’Atalanta fosse tornata. Quanto questo clima troppo trionfalistico ha pesato sulla prestazione?
“Non sono tanto d’accordo con l’analisi. Io credo che con il Bilbao abbiamo fatto 60 minuti secondo me perfetti. Ci è mancato il secondo gol e poi ci sono stati quei 15 minuti di blackout che ci hanno costato cara la partita. Sul discorso della qualificazione, l’obiettivo era quello di qualificarci, non di entrare nelle prime otto. Ho guardato le squadre che non si sono qualificate nelle prime otto e fa impressione vedere il Real Madrid, il Paris Saint Germain, il Bayern, l’Inter. Noi siamo una realtà che vuole continuare a crescere, ma era un sogno entrare nelle prime otto. Dobbiamo continuare a crescere, a lavorare. Secondo me stiamo facendo un grande lavoro, ma non bisogna fare drammi. Oggi mi porto a casa tante risposte su tanti giocatori, sul discorso mentale della squadra, sul discorso caratteriale. Su quello vado a lavorare.”


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