Elezioni Ungheria 2026: finisce l’era Orban. Magyar: “Grazie Ungheria”
Si chiude dopo 16 anni l’era di Viktor Orban in Ungheria. Le elezioni parlamentari del 12 aprile 2026 segnano una svolta storica per il Paese e per l’intera Europa: il partito di opposizione Tisza, guidato da Peter Magyar, conquista la maggioranza dei due terzi dei seggi del Parlamento ungherese, sufficiente persino a modificare la Costituzione.
Orban chiama Magyar: “Si è congratulato per la nostra vittoria”
La conferma della sconfitta è arrivata dallo stesso Magyar, che su Facebook ha rivelato di aver ricevuto una telefonata dal premier uscente: Orban ha chiamato per congratularsi della vittoria dell’opposizione. “Grazie Ungheria”, ha scritto il leader di Tisza, 45 anni, ex membro dello stesso Fidesz e oggi guida del principale partito di centrodestra alternativo al governo.
I risultati: Tisza oltre i due terzi, Fidesz crolla
Con il 45,71% dei voti scrutinati, le proiezioni assegnano a Tisza 135 seggi, due in più del minimo necessario per la supermaggioranza, mentre Fidesz si ferma a 57 seggi. Adnkronos Un risultato che va ben oltre le previsioni della vigilia e che ridisegna completamente il panorama politico magiaro. All’estrema destra di Mi Hazank andrebbero 7 seggi.
Affluenza record: mai così alta dalla caduta del Muro
L’affluenza ha raggiunto il 77,8% alle 18:30, trenta minuti prima della chiusura dei seggi, con 5,6 milioni di cittadini aventi diritto che hanno già votato. Tgcom24 Il dato supera anche il precedente storico del 1990, quando alle prime elezioni libere e multipartitiche dopo la caduta del Muro di Berlino si recò alle urne il 65,1% degli ungheresi. ANSA
Chi è Peter Magyar
Magyar è un ex alleato di Orban che negli ultimi due anni ha saputo capitalizzare il malcontento dell’opinione pubblica, conquistando in particolare i giovani e gli elettori urbani. Tgcom24 Con Tisza ha costruito in tempi record una forza politica capace di sfidare e battere il sistema consolidato del Fidesz.
Le conseguenze per l’Europa
La vittoria di Magyar apre scenari nuovi anche per i rapporti tra Budapest e Bruxelles. L’Ungheria, a lungo considerata il principale ostacolo alla coesione europea su temi come lo stato di diritto e le politiche migratorie, potrebbe avviarsi verso una fase di riavvicinamento all’Unione Europea. Le elezioni si sono tenute esattamente 23 anni dopo il referendum con cui gli ungheresi votarono a favore dell’ingresso nell’UE.
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