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Oltre 270 persone, esponenti del Rotary e dell’associazione MI’mpegno, si sono ritrovate per una serata che ha saputo unire convivialità e impegno concreto, mettendo al centro due temi essenziali: l’accesso all’acqua in Africa e l’inclusione attraverso il lavoro.
L’incontro, ospitato nello spazio di PizzAut, ha offerto ai partecipanti non solo l’occasione di sostenere i progetti di AQUAPLUS, ma anche di vivere direttamente l’esperienza di un modello di inclusione diventato realtà. PizzAut rappresenta infatti un esempio riuscito di come il lavoro possa trasformarsi in strumento di dignità e autonomia, senza retorica né pietismo, ma con professionalità, qualità, allegria e chiarezza di visione.
Al centro della serata, lo sguardo rivolto all’Africa. I progetti di AQUAPLUS richiamano una verità tanto semplice quanto decisiva: senza accesso all’acqua potabile e ai servizi igienici di base non esistono salute, istruzione né sviluppo. In molte aree del continente africano, la mancanza d’acqua colpisce in modo particolare bambini, donne e giovani, condizionando ogni aspetto della vita quotidiana. Intervenire su questo fronte significa prevenire malattie, ridurre la mortalità infantile e creare le condizioni minime per un futuro possibile.
Nel suo intervento Carmelo Ferraro ha ribadito il senso profondo dell’iniziativa: una solidarietà che non si esaurisce in un gesto simbolico, ma diventa responsabilità condivisa e alleanza stabile tra soggetti diversi. Territorio e mondo, vicino e lontano, trovano qui un punto di incontro concreto. La pizza servita con orgoglio e simpatia e l’acqua portata dove oggi manca parlano la stessa lingua: restituire alle persone dignità, opportunità e autonomia.
Il valore della serata è stato proprio nella capacità di mettere insieme Rotary, AQUAPLUS, PizzAut e MI’mpegno intorno a un obiettivo chiaro e misurabile: costruire futuro dove oggi esiste fragilità. Un esempio virtuoso di come la collaborazione tra realtà diverse possa generare impatto reale.
L’auspicio condiviso è che questa esperienza non resti un bel momento isolato, ma si traduca in un impegno che continua. Perché l’Africa non ha bisogno solo di attenzione, ma di progetti seri, ben fatti e condivisi. E perché la solidarietà, quando è concreta, diventa davvero motore di cambiamento e i ragazzi autistici non possono aspettare.
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