La scomparsa dell’architetto Vittorio Gregotti, il cordoglio di Assoedilizia.

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Vittorio Gregotti a margine della proiezione del film documentario sulla vita di Leopoldo Pirelli presso l'hangar Bicocca di Milano, 25 gennaio 2017. ANSA/VINCE PAOLO GERACE
E’ morto questa mattina a Milano l’architetto Vittorio Gregotti. Aveva 92 anni ed era ricoverato per una polmonite.
Nato a Novara nel 1927, si e’ laureato nel 1952 al Politecnico di Milano ed e’ stato docente ordinario di composizione architettonica all’Istituto universitario di architettura di Venezia.
Per la Triennale di Milano e’ stato responsabile della sezione introduttiva nel 1964; dal 1974 al 1976 e’ stato direttore delle arti visive ed architettura della Biennale di Venezia.
Tra i suoi libri ”La citta’ visibile” (Einaudi), ”Cinque dialoghi necessari” (Electra), ”L’architettura dell’ espressionismo” (Fabbri), ”New directions in Italian Architecture” a New York. Gregoretti ha curato anche la rubrica ”Architettura” per il settimanale Panorama, collaborava al Corriere della sera e ha diretto le riviste ”Rassegna” e ”Casabella”. (ANSA).
Il presidente Achille Colombo Clerici, i vice presidenti, i componenti la Giunta e il Consiglio Direttivo, il segretario generale, consulenti e collaboratori di Assoedilizia- Associazione della Proprieta’ Edilizia, partecipano con profondo cordoglio al lutto della città di Milano e dell’Italia per la scomparsa dell’architetto Vittorio Gregotti avvenuta questa mattina nella clinica San Giuseppe di Milano.
Gregotti – saggista, critico, docente, editorialista, polemista, uomo delle istituzioni ma soprattutto architetto – è stato uno dei pilastri della nostra cultura. Nato a Novara nel 1927, dopo la laurea in architettura nel 1952 al Politecnico di Milano è entrato, come prima esperienza, nello studio BBPR. Dal 1953 al 1968 ha svolto la sua attività in collaborazione con Ludovico Meneghetti e Giotto Stoppino. Nel 1974 ha fondato la Gregotti Associati. È stato anche docente di Composizione architettonica presso l’Istituto Universitario di Architettura di Venezia, ha insegnato nelle Facoltà di Architettura di Milano e Palermo.
Per la Triennale di Milano è stato responsabile della sezione introduttiva nel 1964; dal 1974 al 1976 è stato direttore delle arti visive ed architettura della Biennale di Venezia. Tra i suoi progetti spicca quello del quartiere Bicocca a Milano, una rivoluzione urbana per la città, con l’università, le aziende e il Teatro degli Arcimboldi.
Nel corso della sua attività accademica è stato inoltre ‘visiting professor’ alle Università di Tokyo, Buenos Aires, San Paolo, Losanna, Harvard, Filadelfia, Princeton, Cambridge (U.K.) e all’M.I.T. di Cambridge (Usa). Tra i suoi numerosi interventi si contano, per citare, la riqualificazione di Potsdamer Platz a Berlino, del Gran Teatro Nazionale di Pechino. e della Chiesa di san Massimiliano Kolbe, a Bergamo.
Tra i suoi libri ”La citta’ visibile” (Einaudi), ”Cinque dialoghi necessari” (Electra), ”L’architettura dell’ espressionismo” (Fabbri), ”New directions in Italian Architecture” a New York. Gregoretti ha curato anche la rubrica ”Architettura” per il settimanale Panorama, collaborava al Corriere della Sera e ha diretto le riviste ”Rassegna” e ”Casabella”.
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