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Martedì 10 febbraio, il potente ciclone tropicale Gezani ha colpito la costa orientale del Madagascar, abbattendosi con particolare violenza sulla città di Toamasina. I team di Azione Contro la Fame sono operativi sul posto per assistere la popolazione colpita e contribuire al coordinamento della risposta umanitaria di fronte a bisogni in rapido aumento.
“Il ciclone ha causato distruzioni su vasta scala: case distrutte, quartieri allagati, strade inagibili e interruzioni diffuse dell’energia elettrica e delle telecomunicazioni”, ha dichiarato Robert Sebbag, presidente di Azione Contro la Fame Francia, dopo essersi recato in Madagascar per toccare con mano gli effetti del disastro.
Azione Contro la Fame ha fornito immediatamente supporto logistico, mettendo a disposizione attrezzature da lavoro, un generatore e una connessione satellitare per facilitare il coordinamento delle operazioni di emergenza. Le priorità attuali riguardano la realizzazione di alloggi temporanei, l’accesso all’acqua potabile e all’assistenza sanitaria, la distribuzione di aiuti alimentari e il ripristino dei servizi essenziali.
Nei prossimi giorni, i team presenti nella regione distribuiranno kit da cucina e kit igienici a diversi rifugi, tra cui Toamasina II, per rispondere alle esigenze più urgenti. Data la portata della crisi, Azione Contro la Fame lancia anche un appello alla solidarietà per sostenere le comunità più colpite.
Secondo gli ultimi aggiornamenti del Bureau National de Gestion des Risques et des Catastrophes (BNRGC)[1], il bilancio provvisorio è di 40 morti, 6 dispersi e oltre 400 feriti. Più di 260.000 persone sono state colpite dal ciclone e oltre 16.000 hanno dovuto lasciare le proprie case, trovando rifugio in centri di accoglienza già sotto forte pressione. I danni materiali sono ingenti: oltre 18.000 abitazioni sono state completamente distrutte e decine di migliaia risultano danneggiate o allagate.
La catastrofe colpisce un Paese già segnato da una grave crisi umanitaria, caratterizzata da insicurezza alimentare cronica, siccità ricorrenti nel sud ed elevata vulnerabilità agli shock climatici.
Nel 2025, oltre 1,2 milioni di persone nel sud del Madagascar si trovavano già in condizioni di insicurezza alimentare.
“Nel Grande Sud, la principale emergenza resta la malnutrizione acuta tra i bambini più piccoli. La stagione di carestia e il forte calo della produzione agricola in molti distretti stanno aggravando ulteriormente la situazione”, spiega Sebbag. “Azione Contro la Fame è fortemente impegnata nella fornitura di trattamenti nutrizionali e medicinali e nelle attività di sensibilizzazione rivolte alle comunità”.
Azione Contro la Fame | www.azionecontrolafame.it
Azione Contro la Fame è un’organizzazione umanitaria internazionale impegnata a garantire a ogni persona il diritto a una vita libera dalla fame. Siamo specialisti da 47 anni, prevediamo fame e malnutrizione, ne curiamo gli effetti e ne preveniamo le cause. Siamo in prima linea in 57 Paesi del mondo per salvare la vita dei bambini malnutriti e rafforzare la resilienza delle famiglie con cibo, acqua, salute e formazione. Guidiamo con determinazione la lotta globale contro la fame, introducendo innovazioni che promuovono il progresso, lavorando in collaborazione con le comunità locali e mobilitando persone e governi per realizzare un cambiamento sostenibile. Ogni anno aiutiamo 26,5 milioni di persone.
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