L’Inter risponde sul campo alle voci degli ultimi giorni e lo fa nel modo più netto: cinque gol alla Roma, una prestazione di forza e qualità che ribadisce la leadership nerazzurra nella corsa Scudetto. A San Siro finisce 5-2, con la squadra di Chivu che blinda il primato e mette pressione a Milan e Napoli, attesi domani al Maradona.
Protagonista assoluto Lautaro Martinez, tornato dall’infortunio con una doppietta, insieme alle firme di Calhanoglu, Thuram e Barella. Per la Roma, inutili le reti di Mancini e Pellegrini.
L’avvio è da shock per i giallorossi: dopo appena 60 secondi, Lautaro sfrutta l’assist perfetto di Thuram e porta avanti l’Inter. La Roma però non crolla e trova il pari al 23’: Mancini svetta su cross di Rensch e batte Sommer, riportando la gara in equilibrio.
Il pareggio dura poco. Prima dell’intervallo, Calhanoglu inventa un capolavoro: destro violentissimo da 30 metri che si infila all’incrocio, un eurogol che vale il 2-1 e che cambia l’inerzia del match.
Nel secondo tempo i nerazzurri alzano ulteriormente il ritmo e la Roma non riesce più a reggere l’urto. Al 52’ arriva il tris: ancora Lautaro, ancora su assist di Thuram, firma la doppietta personale.
Passano dieci minuti e tocca proprio a Thuram trovare la gioia del gol: colpo di testa su angolo di Calhanoglu e 4-1 che di fatto chiude la partita. Al 63’ arriva anche il quinto gol, firmato Barella, che si accentra e piazza un sinistro preciso sul secondo palo.
La Roma prova a rendere meno pesante il passivo con Pellegrini, che al 70’ trova il 5-2 finale, ma la serata è ormai segnata.
L’Inter manda un segnale chiarissimo: la squadra di Chivu è viva, brillante e determinata. Il rientro di Lautaro aggiunge peso e leadership, mentre la qualità del centrocampo continua a fare la differenza. La Roma, generosa ma fragile, paga un approccio troppo morbido e una fase difensiva incapace di reggere l’urto nerazzurro.
Cristian Chivu, tecnico dell’Inter, è stato intervistato da DAZN prima del big match con la Roma vinto per 5-2: “Era quello che avevo chiesto all’intervallo, l’approccio è stato molto buono e abbiamo chiuso la partita con due gol. Questa squadra dà segni di maturità, nelle ultime partite ha speculato un po’ di più e non lo dovevamo fare, ma oggi ci siamo presentati con la voglia di essere dominanti e chiudere la partita”.
Perché vi siete abbassati così tanto dopo il primo quarto d’ora?
“Andare a prendere la Roma non è semplice, eravamo un po’ preoccupati della giocata su Malen. Forse Calhanoglu era un po’ più basso e faceva fatica ad andare su Pisilli che controllava il gioco, nel secondo tempo abbiamo avuto più coraggio contenendo meglio il loro palleggio, alzato i giri e siamo stati più aggressivi nel contendere la palla. Da questo punto di vista abbiamo fatto un ottimo secondo tempo”.
Clima sempre più pesante e tossico nel calcio italiano, come si può migliorare?
“Io non ho la bacchetta magica, quello che so è che siamo tutti colpevoli di quello che succede a partire dagli allenatori, giocatori, tifosi, social e anche giornalisti. Si esaltano le cose negative, invece il calcio dovrebbe restare sempre un gioco. Dobbiamo cambiare quello che è l’approccio a questo bellissimo gioco che fa innamorare i bambini, non come fanno quelli che gufano e sparano qualcosa che non si può dire”.
Felice di aver ritrovato Lautaro?
“Felice di aver ritrovato Lautaro, ma anche dei gol di Thuram e Barella o Dumfries. Ma vale lo stesso anche per Luis Henrique, Diouf, Frattesi e gli altri che non sono scesi in campo”.
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