Semplicemente Donna, conosciamo Ivana Sorrentino, la donna che vive nel paese dei balocchi.

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di Viviana Bazzani

È il sogno di ogni bambino avere una stanza piena di giochi poi si cresce e tutto rimane un dolce ricordo…. c’è chi, oggi, ha la fortuna di non aver rotto l’incantesimo gioioso di convivere con i balocchi… anzi… lavora per regalare momenti di gioia. Oggi scopriamo il mondo di Ivana Sorrentino commessa in un grande negozio di giocattoli.

D – Hai 40 ma hai l’aspetto di una trentenne sarà il contesto del mondo giocoso in cui lavori?
R – Voglio anch’io pensare a questo anche se in realtà siamo di famiglia a non dimostrare gli anni che passano. Sicuramente lavorare in un grande negozio di giocattoli ti porta a stare a contatto con bambini incantati e rapiti dai colori e dai suoni, nonni orgogliosi e generosi nei loro regali e genitori insicuri nelle loro scelte.
D – I bambini sono cambiati nello loro scelte di gioco?
R – Purtroppo i bambini dai 6 anni non giocano più, sono ipnotizzati dal telefonino e vogliono solo quello…. si sentono grandi e, purtroppo, anche i genitori li considerano grandi.
Il gioco, ad ogni età è didattico, ti porta per mano alla scoperta di un mondo che è fatto di condivisioni, di regole e di vittorie e sconfitte. Il gioco fa comprendere le capacità e le difficoltà di un bambino nella sua crescita cosa che il cellulare non fa.
D – Quindi mi fai capire che, fino a cinque anni del bambino, siete ancora il paese dei balocchi. Quali i giochi che sono richiesti?
R – C’è un grande ritorno al giocattolo di legno, alle costruzioni e sopratutto alle tanto amate macchinine per i maschietti e gli accessori per la casa come aspirapolvere, asse e ferro da stiro per le bambine. Ti sembrerà strano le bambole sono sempre meno amate…. sono lontani i tempi di quando vedevi gruppi di bambine nelle vie con passeggini e bambolotto intente a giocare alla mamma. Amano di più quelle bambole, tipo barbie, che sono da vestire con il loro assortimento di vestitini.
Le bambine sembrano sognare un futuro da stiliste o modelle e non quello di futura mamma.
D – I genitori hanno le idee chiare nella scelta dei regali?
R – Non sempre, anzi, più delle volte  convinti che un gioco per ragazzi possa essere adatto al loro bimbo di 7 anni perché il loro figliolo è intelligentissimo e, quindi, non insisto più di tanto pur avendo spiegato l’inadeguatezza del gioco perché il “cliente ha sempre ragione” pur sapendo con certezza che il ragalo sarà un flop.
D- il mondo dei giochi da tavolo è sempre amato?
R – Fortunatamente sì, ci sono gruppi di adulti che si riuniscono una volta alla settimana, va alla grande un nuovo gioco “Dixit” che aiuta e stimola la fantasia e poi i soliti Risiko, battaglia navale, Monopoli versione moderna e tanti altri.
D – Come vedi il futuro dei punti vendita di giocattoli?
R – Fortunatamente i bambini continuano a nascere, il problema è la società che gli impedisce di crescere nei tempi previsti. Oggi si fa gara a chi ha il figlio che, a soli due anni, riesce a fare un bambino di sei. Se andiamo avanti così assisteremo ad avere bambini che si sentono uomini e uomini adulti che saranno sempre bambini nascosti.
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