Semplicemente Donna, conosciamo Ileana Garufi, chef.

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di Viviana Bazzani
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La passione dell’arte culinaria è qualcosa d’innato che migliora con il tempo, con lo studio e con la passione.

Negli ultimi decenni le reti televisive dedicano spazi al buon mangiare sempre più alla ricerca di nuovi sapori e nuovi sodalizi di aromi.

In questa settimana conosciamo una giovane “chef”, Ileana Garufi, che ci racconta come la passione diventa professione.

D – Ricordi la tua prima creazione in cucina?

R – Non ricordo con esattezza la prima volta che mi sono messa ai fornelli. I miei genitori lavoravano entrambi quando io e mio fratello tornavamo da scuola e, a 11-12 anni, ho iniziato a voler preparare io il pranzo per entrambi.

La cosa più elaborata in assoluto credo fossero le uova strapazzate!

D – Chi ti ha trasmesso questa passione?

R – Sicuramente i miei genitori! Sono entrambi bravi ai fornelli e spesso da piccolina restavo in cucina con loro per guardarli e imparare a riconoscere e a trattare le materie prime.

D – Pur non avendo fatto scuole specifiche per l’alta ristorazione, in pochi anni, hai ricevuto molte proposte da parte di chef stellati. Cosa pensi che abbia incuriosito e affascinato del tuo modo di cucinare?

R – Credo che per chiunque faccia il mio mestiere sia necessaria la curiosità, oltre ad una buona dose di creatività e tecnica. Studiare da autodidatta é stato molto difficile e spesso ci sono stati momenti in cui ho creduto di non essere all’altezza per raggiungere gli obbiettivi che mi ero prefissata. La mia cucina rispecchia me stessa, cerco sempre di rispettare le tradizioni ma di mettere un po’ di Ileana in ogni piatto. Non bisogna mai perdere di vista il proprio obbiettivo e lavorare duramente per raggiungerlo! In questo modo ogni sacrificio sarà premiato.

D – Chi è il tuo chef preferito e perché ami la sua cucina?

R – Nadia Santini, la prima Chef donna ad essere premiata con 3 stelle Michelin in Italia. Mi ispira ogni giorno, la sua cucina é profondamente legata alle tradizioni del territorio e non segue “mode culinarie”.

D – Ami la preparazione dei primi o dei secondi? Quale é la tua specialità?

R – Amo la preparazione dei primi piatti, avere le mani in pasta da grandi soddisfazioni! Ho avuto la fortuna di lavorare accanto ad uno chef che mi ha insegnato molto sulla pasta fresca e, se dovessi scegliere una specialità, direi senza dubbio i ravioli del plin.

D – Gli italiani adorano la cucina italiana e snobbano, quasi sempre, quella di altri paesi. Com’è il tuo approccio con le culture gastronomiche di altre tradizioni?

R – Negli ultimi anni, grazie anche a programmi televisivi, le vedute si sono ampliate anche su questo punto di vista. Sono una grande appassionata della cultura asiatica e, per questo motivo, anche della loro cucina. Da qualche tempo sto studiando la cucina coreana e riproducendo alcuni piatti tipici (per il momento solo a casa!).

D – I programmi televisivi che insegnano a cucinare hanno invaso i vari palinsesti. Questi format sono, a tuo parere, validi per imparare a diventare bravi in cucina?

Quale di questi, tempo permettendo, guardi con interesse e quale consideri non valido?

R – Sono a conoscenza di molti programmi di cucina ma, ahimè, col mio lavoro mi é quasi impossibile guardare la televisione e per questo motivo non ne seguo. Credo che i vari format possano comunque essere motivo di interesse. Non penso siano troppo utili per diventare bravi in cucina, ma sicuramente possono far scattare qualcosa nelle persone e spronarle nel voler cucinare qualcosa di più sfizioso per chi si ama o cimentarsi in nuove ricette!

D – Il tuo futuro come lo vedi e dove ti porterà?

R – Ho diversi obbiettivi ma causa Covid purtroppo credo siano ancora lontani. Quel che é certo é che voglio continuare a migliorarmi e a lavorare su me stessa come ho fatto e sto ancora facendo.

Nel mio lavoro non si smette mai di imparare!

D – il tuo menù ideale per il giorno di Natale.

R – A casa mia, da tradizione, non possono mancare le tartine al salmone affumicato (a me piace molto abbinato al mango e alla feta piuttosto che ad un primosale di capra) e i ravioli del plin burro e salvia!
Il secondo piatto che preferisco per questo giorno di festa é l’arista ripiena di prugne e castagne.
Concludiamo sempre con una bella fetta del panettone o del pandoro preferito!
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