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È ormai frase consueta sentir dire dalle giovanissime ragazze che, il loro sogno nel cassetto, è quello di lavorare nel mondo dello spettacolo. Da parte della giovanissima Alessandra Ioana DUNCA traspare una consapevolezza nel considerare, questo mondo di luci e paillettes, difficile e pieno di illusioni tanto da aver preparato anche il suo piano “B”. Tutto questo viene, da noi adulti, appreso con stupore in quanto la nostra giovane sognatrice ha solo 14 anni e una vita ancora da scrivere.

D – Hai solo 14 anni e parli perfettamente, oltre alla lingua italiana anche quella rumena e inglese. Cosa si deve questa tua padronanza linguistica?

R – Il rumeno mi è stato insegnato da piccola dai miei genitori essendo di quelle origini. Da quel momento è iniziato il mio interesse verso le altre culture, la curiosità di conoscere le diverse tradizioni e storie che ogni paese ha. Mi affascina in particolar modo l’idea di saper parlare altre lingue anche per quella sensazione d’indipendenza che si ha; pensare di essere capace in futuro di cavarmela da sola in un paese straniero è molto gratificante. L’inglese, invece, l’ho imparato a scuola e sto continuando a migliorarlo. Nel futuro vorrei imparare anche il francese e lo spagnolo; recentemente mi ha incuriosito la LIS (Lingua dei Segni Italiana) in cui spero di riuscire ad acquisire sempre più dimestichezza.
D – Chi ti ha trasmesso la passione per le sfilate di moda e i concorsi di bellezza?
R – Ho sempre avuto questa passione, non me l’ha trasmessa nessuno in particolare. È iniziata da un semplice gioco, mi piaceva imitare le modelle che vedevo nelle sfilate, sognavo di essere sul red carpet, mi immaginavo di conoscere e parlare con i miei idoli. Mentre crescevo anche il mio interesse verso la moda aumentava con me, mi sono iniziata ad interessare ai vari brand, stilisti e modelle che più mi piacevano e a cercare le storie più famose di questo mondo finché un giorno mi sono decisa di provare a mettermi in gioco, di non essere più semplicemente una spettatrice e di rendere reale quel sogno nel cassetto.

D – Cosa ti piace e cosa non, del mondo dello spettacolo?

R – Nel mondo dello spettacolo mi piace che ci sia una possibilità di entrare a farne parte a qualsiasi età; che sia molto vario, ogni persona che ne fa parte ha diversi modi di comportarsi nelle varie situazioni quindi si ha anche la possibilità di osservare diverse reazioni in modo da prenderne spunto e migliorare. L’aspetto che, al contrario, preferisco di meno è come questo mondo possa essere tanto affascinante quanto “pericoloso” allo stesso tempo: ci sono molte persone che vogliono solamente illudere gli altri, che promettono un futuro brillante a molti ragazzi e ragazze che cercano semplicemente di raggiungere i propri obiettivi per poi accorgersi, troppo tardi, di essere stati truffati. Per ora ho fortunatamente i miei genitori che mi seguono ma quando sarò maggiorenne so che dovrò stare molto più attenta a chi mi circonda.

D – Hai 14 anni e sei alta più di 1,80. La tua altezza molto rara alla tua giovanissima età come la vivi?

R – Le classiche domande “giochi a basket?” o “ti annaffiano per farti essere così alta?” ma anche diverse critiche, nomignoli e battute sono ormai all’ordine del giorno. L’ho sempre presa sul ridere, non è mai stato un grande problema anzi, con il tempo l’ho fatta diventare un punto di forza in fondo si dice “altezza mezza bellezza, no?”. È diventata una mia caratteristica infatti anche tra i miei amici vengo un po’ considerata la mamma del gruppo.

D – Se ti chiedessero, per girare uno spot nazionale, di tagliare i tuoi bellissimi capelli… accetteresti?

R – Scelta difficile, dovrei sicuramente pensarci un po’ su ma non credo che lo farei. Ormai vengo identificata così, per esempio per i miei amici sono la “Rapunzel rumena”. Spesso inizio a parlare con gli sconosciuti perché in molti mi si avvicinano e mi fanno complimenti sui capelli. Sono una mia particolarità che mi contraddistingue e molto difficilmente la cambierei.

D – Ci vuoi parlare del tuo piano “B” qualora, le porte del mondo dello spettacolo, non si aprissero?

R – Nel caso in cui non dovessi riuscire a convincere nessuno e non riuscissi ad entrare a far parte di questo mondo, vorrei diventare un medico. Curare le persone che ne hanno bisogno, aiutarli in qualsiasi modo possibile, seguirli nei momenti più difficili della loro vita donando loro un barlume di speranza sarebbe una sensazione indescrivibile. Non so ancora precisamente che specializzazione vorrei avere, ma qualunque essa sia voglio riuscire a dare il maggior contributo possibile.

D – Sei una giovanissima studentessa iscritta al primo anno delle superiori, in questo periodo di Pandemia cosa ti è mancato nell’ambito scolastico e, cosa rimproveri al Ministro della Pubblica Istruzione?

R – Paradossalmente le cose più piccole e apparentemente insignificanti sono quelle che mi mancano di più: il compagno di banco, l’entrata affollata con tutti gli studenti, l’intervallo con le corse per essere il/la primo/a arrivato/a alle macchinette, l’assenza delle mascherine con il contatto fisico e visivo ancora presente, banalmente l’intera classe in presenza senza essere divisi in gruppi dato che ciò non ci ha permesso di conoscerci bene né tanto meno legare. Questa situazione ha sicuramente preso alla sprovvista tutti e doversi trovare a cercare delle soluzioni nel minor tempo possibile per una nazione intera non è sicuramente semplice quindi non voglio permettermi di criticare niente, al momento la cosa più importante è la salute comune. Questo periodo è difficile per tutti e parlando della scuola nonostante noi avessimo desiderato di tornare in presenza il prima possibile ovviamente non è stato possibile perché sarebbe stato troppo pericoloso ed è comprensibile. Penso che si sia cercato di fare il possibile per aiutarci e che lo faranno ancora.

D – Come vedi il tuo futuro e quello dei tuoi coetanei?

R – Sicuramente non ci lasciamo scoraggiare così facilmente, penso che appena finirà questa situazione si cercherà di recuperare tutto “il tempo perso”. Non dimenticheremo mai questo evento e una cosa è certa: ci ha fatto capire l’importanza delle piccole cose. Torneremo più forti di prima con il sorriso sulle labbra, sempre più determinati apprezzando ogni singolo istante insieme agli altri. Il tempo è prezioso e penso che torneremo a divertirci per goderci gli anni restanti dell’adolescenza, tornando spensierati e senza più preoccupazioni.

Viviana Bazzani

N.B. le foto sono state pubblicate con il consenso scritto dei genitori della ragazza

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