Europee, a Milano una tribuna elettorale per portare la politica dentro i campi rom

Tra le minoranze più discriminate del continente, rom e sinti lottano per invertire la rotta e vedere riconosciuti i loro diritti umani, civili e politici. E lo fanno portando la politica dentro i campi rom.

L’associazione Roma for democracy, con il Movimento Kethane – Rom e Sinti per l’Italia, ha lanciato una serie di tribune elettorali per le elezioni europee del prossimo 8 e 9 giugno 2024, all’interno dei campi rom, per contribuire al dibattito sulle grandi questioni di un’Europa in profonda crisi identitaria, invitando i candidati a un dialogo all’interno dei campi rom e sinti. La seconda tappa, dopo l’analogo evento di Roma del 23 maggio, è il campo rom di via della Chiesa Rossa 351 a Milano alle ore 17 del 29 maggio.

 

A partecipare alla tribuna elettorale saranno Cecilia Strada, per il Partito democratico e Jessica Todaro Bellinati, candidata sinta per Alleanza Verdi Sinistra. I candidati dialogheranno con i giovani residenti del campo, che interverranno alla tribuna con domande e proposte.

 

L’idea alla base delle tribune nei campi è una: portare la politica lì dove la politica di solito non va. E quindi dagli esclusi per eccellenza, per avviare un processo democratico vero, che veda la partecipazione concreta dal basso e non l’imposizione dall’alto di decisioni e politiche non condivise.

 

Introdurrà l’evento Adela Militaru, direttrice di Roma for Democracy Italia. Dijana Pavlovic, portavoce del Movimento Kethane Rom e Sinti per l’Italia, presenterà il manifesto per la rete transnazionale della Fondazione Rom per l’Europa (RFE), con le proposte concrete della comunità rom e sinti per contribuire alla crescita economica e sociale dell’UE.

 

La seconda tappa di questa iniziativa democratica sarà a Milano nel campo di via di Chiesa Rossa, il prossimo 29 maggio, con Cecilia Strada, capolista per il Partito democratico e Jessica Todaro Bellinati, candidata sinti di Alleanza Verdi Sinistra.

 

La comunità rivendica la partecipazione dei suoi elettori rom e sinti al processo democratico, perché l’Unione Europea oggi più che mai non può permettersi di trascurare il potenziale dei suoi cittadini esclusi e delle sue minoranze tenute ai margini.

 

La minoranza rom e sinti ha subito e subisce la segregazione razziale abitativa e scolastica in quasi tutti i Paesi europei. Per fare un esempio: 1 su 3 dei cittadini rom europei vive senza acqua potabile accessibile e senza un bagno in casa. Di fronte a questo quadro, le politiche finora praticate dall’Ue sono state non soltanto insufficienti, ma per la maggior parte del tutto inefficaci perché pensate con un approccio assistenzialista e suprematista.

La non-partecipazione al voto crea un divario tra la politica e i cittadini che non vengono rappresentati e di conseguenza si sentono esclusi e traditi. L’obiettivo è quello di proteggere la democrazia attraverso la partecipazione politica, per non lasciare spazio alle forze anti-democratiche. In questo momento turbolento l’Unione europea richiede il contributo di tutti i suoi cittadini europei, che Rom e Sinti sono pronti a dare, invertendo la tendenza per la quale ormai da decenni le minoranze, oltre a essere facili vittime di pratiche antidemocratiche, sono del tutto escluse dal processo democratico e decisionale, come reso evidente dalla loro totale assenza nelle istituzioni.

 

CHI SIAMO

Roma for Democracy (RFD) fa parte della rete transnazionale della Fondazione Rom per l’Europa (RFE), insieme all’Iniziativa per lo sviluppo dell’imprenditorialità dei Rom (REDI), al Fondo per l’istruzione dei Rom (REF) e all’Istituto europeo d’arte e di cultura dei Rom (ERIAC).

 

Il Movimento Kethane Rom e Sinti per l’Italia è un movimento nazionale di Rom e Sinti nato per dare voce alle nostre comunità e negli ultimi 5 anni rappresenta oltre 12 mila Rom e Sinti sul territorio nazionale.

 

COSA CHIEDIAMO

Il manifesto transnazionale delle Comunità Rom e Sinti, che contano 6 milioni di membri della comunità romanì e che rappresentano la demografia più giovane tra i cittadini dell’UE, propone alcuni percorsi concreti per realizzare appieno il potenziale economico  e contribuire alla crescita economica dell’UE:

  • Incentivi fiscali e sussidiari per stimolare imprenditori che impiegano  gruppi etnici e sociali (tra cui il nostro) che soffrono l’esclusione e soffrono il tasso più alto di disoccupazione e povertà e riduzione delle tasse per i redditi più bassi

  • Programmi di sostegno educativo a lungo termine per i minori delle comunità più povere

  • Formazione professionale sul campo

  • Facile accesso al finanziamento degli imprenditori, con servizi di supporto, formazione, tutoraggio, networking e incubatori di imprese

  • Sfruttare il potenziale dell’imprenditorialità culturale, soprattutto tra le comunità vulnerabili, investendo nell’espansione dell’industria culturale per aiutare le persone a uscire dalla informalità

 

E a livello nazionale i seguenti punti cruciali:

  • Applicazione dell’articolo 6 della Costituzione italiana e riconoscimento dello status di minoranza storico linguistica

  • Riconoscimento del genocidio e inserimento nella legge che istituisce il Giorno della Memoria del Porrajmos e, di conseguenza, inserimento nei libri scolastici della storia di rom e sinti

  • Modifica della legge 337 sullo spettacolo viaggiante

  • Una legge su riciclo e riuso che prenda in considerazione, regolarizzi e sostenga i piccoli operatori

  • Istituire tavoli di coordinamento con i governi locali a partire dal tema dell’housing, stabilendo un sistema di dialogo permanente con le comunità