L’associazione Ñaño è un’organizzazione solidale con scopo umanitario. Nata a Milano per aiutare i bambini ecuadoriani bisognosi, oggi, al 19esimo anno di attività, si occupa anche di cura degli anziani, di donne e di inclusività ecuadoriana in Italia. La presidente Alexandra Moreno racconta alla Gazzetta di Milano i futuri progetti ed iniziative dell’associazione Ñaño, i quali comprendono ed abbracciano anche il mondo della moda.
 
Alexandra ci racconta l’altra faccia della medaglia dell’Ecuador: quella della povertà. Ci racconta di bambini malati e di quanto una sola pillola per il mal di testa possa essere oro per le famiglie in in condizioni disagiate. Per questo si rivolge agli italiani, incentivando loro a donare alla sua associazione. 
 
Alexandra, potrebbe parlarci dell’associazione Ñaño?
«L’8 maggio l’associazione Ñaño compirà ormai 19 anni. Il progetto nasce dal bisogno di dover aiutare bambini bisognosi in gravi condizioni di salute nel mio paese, l’Ecuador, dove vi è tutt’oggi una scarsa assistenza sanitaria».
 
In che modo aiutate i bambini?
«Noi portiamo le medicine, farmaci, vestiti. In Ecuador anche una pastiglia per il mal di testa è oro, chi non ha soldi non può permettersi di comprare medicinali. Facciamo anche attività in collaborazione con gli italiani, è un progetto che man mano stiamo integrando qui a Milano».
 
Alexandra, ha molti collaboratori italiani, ha trovato un buon appoggio qui a Milano?
«Si molti, soprattutto a Milano. Anche la comunità peruviana è molto presente nella nostra associazione.
Ora ci occupiamo anche di anziani. Gli anziani sono come fiori, secondo me. Hanno dato tanto per la società, in fondo sono i nostri nonni, bisnonni. Ci hanno insegnato molto della vita e non devono essere lasciati soli. 
Portiamo loro sedie a rotelle, eventuali medicinali, tutto ciò di cui hanno bisogno lo mettiamo a disposizione. 
Per questo ci appoggiamo anche ad un’altra associazione “Vista para todos”».
 
Quali sono i vostri canali di mediazione?
«Abbiamo un sito web, YouTube, Facebook ed Instagram. Siamo seguiti da molte persone».
 
Stiamo andando incontro all’iniziativa con l’Ecuador in collaborazione con la Gazzetta di Milano, in che modo appoggiate questo incontro di culture? 
L’Italia è parte della nostra cultura, ha spirito latino. L’Italia è ricca di turismo e cultura come l’Ecuador ed ha il dono «di accogliere tutti gli stranieri. E’ una questione di abbraccio fraterno verso il mondo intero. Siamo partiti da Milano per questo, perchè è la più città inclusiva».
 
Quali sono le tematiche che vorresti trattare all’interno di questa rubrica?
«Sicuramente integrazione, cultura e turismo. Vorrei dedicare uno spazio anche allo stop alla violenza. L’Ecuador è un paese dove si vedono tante cose. Non sono al sicuro ne bambini ne donne, neanche dentro le proprie case».
 
Hai in mente progetti fisici, eventi e fiere?
«Sono in cantiere nuovi progetti importanti. Il primo è Fashion Week Integrazione Culturale, dove saranno ospiti anche rappresentati di altri paesi. A seguire Miss Integrazione, dove avremo modo di dimostrare la nostra inclusione a 360 gradi».
 
Perchè l’Italia?
«L’italia ci ha aperto le porte. Siamo a Milano, città della moda e della multietnicità.
Perchè non sfruttare questa possibilità? Vogliamo puntare all’inclusione non solo dell’Ecuador ma anche di altri paesi».
 
Un messaggio per incentivare a donare?
«Inviterei il mondo intero a contattarci su Instagram, Facebook dal profilo Miss Ecuador in Italia Associazione Ñaño. Più sono le donazioni, più vite salviamo».
 
@associazionenano
@miss_integrazione_in_italia
 
A cura di Ilenia Cavaliere