Sono 11225 le imprenditrici artigiane nella grande Milano. Rappresentano circa il 16,5% del comparto in provincia. Una su tre di queste è straniera.
“Al di là di questa pillola statistica, le donne artigiane titolari sono mediamente più giovani degli uomini – spiega Marco Accornero, Segretario di Unione Artigiani – aprono la partita Iva intorno a 30/35 anni ma hanno maggiori difficoltà nella gestione dei passaggi generazionali. A meno che non prendano in mano l’impresa di famiglia o abbiano capitali a disposizione da investire, le nuove artigiane iniziano ad operare sul mercato contenendo le spese e spesso, quando le norme lo consentono, adibendo un angolo della casa a postazione di lavoro”.
Elaborando i dati del Registro Imprese della Camera di Commercio, tra le nuove imprese aperte aperte negli ultimi 14 mesi registriamo una prima impennata dei cosiddetti “affitti di poltrona” presso attività già esistenti, come tra le nuove tatuatrici o le onicotecniche che possono iniziare così a lavorare senza sostenere i costi e la burocrazia dell’avvio di un negozio di acconciature o di un salone di bellezza e aiutano i titolari a condividere le spese e quando possibile anche i clienti”.
“C’è tanta creatività e voglia di fare tra le donne milanese, italiane e straniere – continua Accornero – che se ben assistite possono far diventare impresa. Manca forse una dose ulteriore di coraggio e consapevolezza nell’affrontare le spese, la burocrazia e tutto il carico fisico ed emotivo che accompagnano l’artigiano, senza distinzione di genere, per tutta la vita lavorativa. A tutte diciamo che tra bandi, formazione e finanza agevolata le organizzazioni come Unione Artigiani sono in grado di accompagnare le aspiranti imprenditrici dallo sviluppo dell’idea al business plan fino alla gestione di ogni fase della vita dell’impresa anche grazie allo Sportello Rosa attivo presso le nostre sedi (sportellorosa@unioneartigiani.it). Aggiungo che nel mondo degli artigiani, da tempo, a parte qualche mestiere tradizionalmente maschile o femminile – come nell’edilizia di cantiere o nei centri estetici – non si registrano discriminazioni: il cliente bada al rapporto qualità/prezzo e non si domanda a quale genere appartengano le mani che hanno realizzato il prodotto o il servizio da acquistare.”
TABELLA
11225 imprese artigiane femminili sulle globali 67687 attive in Provincia di Milano (pari al 16,55%)
Di queste, 3 339 sono straniere (pari a circa il 30% delle artigiane milanesi attive)
Che cosa fanno le donne artigiane
Servizi alla persona (acconciature/centri estetici/tatuatrici) 4868 imprese
Pulizia 1575
Sartoria, abbigliamento 767
Edilizia, costruzioni 518
Metalmeccanico e manifattura 477
Trasporto 405
Ristorazione 373
Produzione alimentare 254
Informatica/servizi web 233
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