Arrigo Arrighetti a Milano, presentazione del libro martedì 29 all’Ordine degli Architetti.

Il civil servant della città di Milano, così si può definire l’architetto Arrigo Arrighetti, di cui quest’anno ricorrono i 100 anni dalla nascita. Operatore capace di mettere la propria competenza professionale al servizio della collettività, all’interno della pubblica amministrazione. La sua attività testimonia l’impegno nel perseguire la qualità del progetto, non solo nel cuore della Milano del boom economico, ma anche ai margini del centro urbano.

Martedì 29 novembre alle 20.30 in via Solferino 17/19 a Milano, presso la sede dell’Ordine degli Architetti di Milano, verrà presentato il nuovo volume “Arrigo Arrighetti a Milano” della collana “Itinerari di architettura moderna” pubblicato dalla Fondazione dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Milano.

L’appuntamento non si limiterà a presentare la pubblicazione fresca di stampa, ma sarà anche l’occasione per raccontare il ruolo, oggi, dell’architetto dipendente della pubblica amministrazione. Una funzione che si lega indissolubilmente alla visione di città pubblica, a partire dall’esperienza dello stesso Arrighetti.

Numerose sono le implicazioni mosse da questo tema con attenzione ai ruoli e alle responsabilità dei funzionari pubblici nel disegno e nella trasformazione della città contemporanea. Così i concetti di spazio, luogo e civitas, aggregazione e conoscenza, assumono valore metodologico anche nelle riflessioni degli ospiti presenti alla serata, con esperienza diretta nel settore pubblico.

IL LIBRO – Il volume della Fondazione dell’Ordine degli Architetti di Milano affronta il lavoro di Arrighetti come opera da considerare nel suo complesso, in confronto con quella di autori molto più noti, a cui è da sempre stata riconosciuta una manifesta autorialità. «Guardare al suo lavoro è utile per riconoscere nella città costruita quel sapere diffuso che in ogni epoca apparenta le figure più note con quelle appartenenti ad un “anonimato” di qualità. L’interesse per Arrighetti è anche dovuto al suo ruolo di progettista all’interno di una amministrazione pubblica in cui ha manifestato la possibilità di progettare con qualità svolgendo un ruolo di funzionario pubblico», spiega Maurizio Carones, vicepresidente Fondazione OAMi. «È un aspetto da sottolineare, quasi opponendolo a quella tendenza, forse oggi fortunatamente un po’ in declino, dell’architetto demiurgo che, con gesti eclatanti, risolve in modo sorprendente problemi che dovrebbero invece essere piuttosto ordinari nello svolgere il nostro mestiere» conclude Carones, direttore della collana editoriale.