Autonomie, fumata nera al tavolo di Palazzo Chigi. Zaia furibondo con il M5S. Conte prova a ricucire.

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Veduta di Palazzo Chigi durante il vertice sul tema dei migranti, Roma 10 luglio 2019. ANSA/GIUSEPPE LAMI

È terminato con uno strappo il tavolo a Palazzo Chigi sull’Autonomia. “Inutile sedersi a un tavolo che non funziona, con persone che il giorno prima chiudono accordi e poi cambiano idea e fanno l’opposto”, sottolineano fonti leghiste. “Invece di andare avanti si torna indietro. I 5 Stelle condannano il Sud all’arretratezza”, aggiungono le stesse fonti.
“Al vertice – replicano fonti del Movimento Cinque Stelle – la Lega ha proposto di inserire le gabbie salariali, ovvero alzare gli stipendi al Nord e abbassarli al Centro-Sud. Per il M5S è totalmente inaccettabile”.

Il premier Giuseppe Conte, a quanto si apprende, durante la riunione, per abbassare i toni, avrebbe detto che si va avanti sull’autonomia, ma stando attenti a salvaguardare l’unità del Paese e la Costituzione.

“Siamo davanti a una farsa, un’autentica farsa. Sono stanco di vedere come alcuni vogliono portare l’autonomia verso l’agonia. Sappiano però che, finché ci sarò io, l’autonomia non sarà morta né, tanto meno, le istanze dei veneti”. Così il presidente del Veneto, Luca Zaia, sull’esito negativo del vertice sull’autonomia a Roma.

“E’ scandaloso – osserva – che si continui a prendere in giro i cittadini, non solo i veneti ma anche quelli delle 12 Regioni che hanno avviato passi in direzione dell’autonomia, e che si voglia rieditare il conflitto tra nord e sud”.

“E’ scandaloso – dice – che ci siano persone a livello governativo incapaci persino di mantenere la parola data. Chiedo formalmente ai grillini di presentare subito agli italiani la loro proposta di autonomia. Visto che si sprecano quotidianamente nel commentare la nostra – rileva – diamo per scontato che di autonomia sanno tutto, e quindi presentino immediatamente la loro proposta”. (ANSA)

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