Olimpia torna alla vittoria nel sofferto derby con Cantù.

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L’Olimpia nervosa all’inizio e in difficoltà contro la serata monumentale di Frank Gaines, con problemi di falli un po’ dappertutto, riesce a scavare nell’orgoglio per rimontare i 13 punti di differenza dell’intervallo e vincere aggrappata alla prova sontuosa alla lunga di Mike James e quella dominante di Kaleb Tarczewski dentro l’area. Vlado Micov con le sue iniziative attaccando l’area ha completato l’opera per il 98-91 finale.

IL PRIMO TEMPO – In avvio, l’Olimpia è afflitta da palle perse, contropiedi subiti e in generale non riesce a fermare la transizione di Cantù che vive dei tiri da fuori di Frank Gaines e dei jumper di Davon Jefferson. E’ il playmaker canturino a spaccare subito la partita con 10 punti in meno di cinque minuti per il 14-6 che obbliga Coach Pianigiani a spendere il primo time-out. Al rientro, l’Olimpia alza la pressione difensiva, nonostante il secondo fallo di Nunnally e un tecnico alla panchina, così riesce a correre e dalla transizione arriva il 6-2 che costringe Coach Brienza al time-out. Gaines con un’altra tripla e Carr dalla media rispondono per Cantù firmando il massimo vantaggio (21-12), subito prima di un gioco da tre punti completato da Brooks e una tripla di Jerrells in transizione. Cantù finisce il primo periodo con i viaggi in lunetta (9/11) che la tengono avanti 26-22. Ma l’Olimpia non trova continuità e subisce la transizione di Cantù comandata da Gaines, ispirato su ambedue le estremità del campo. Una tripla e poi una penetrazione con fallo subito da Micov determinano il nuovo massimo vantaggio, con Pianigiani costretto, oltre che al time-out, a richiamare in campo l’asse James-Tarczewski. La risposta è immediata: Kuzminskas segna da tre e poi a rimbalzo, Tarczewski converte un passaggio alley-oop di James, Cinciarini una penetrazione con fallo. Il parziale di 9-0 riporta Milano a meno uno e Brienza ferma la partita. Dopo il time-out, Cantù ha un altro passo, non solo con l’indemoniato Gaines ma attaccando il canestro con aggressività per guadagnare tiri liberi, mentre l’Olimpia è avventurosa in attacco e lenta a rientrare. Gerry Blakes dalla lunetta e poi in solitudine allunga a più 14. Due canestri da fuori di Micov restituiscono un minimo di ritmo a Milano, ma non dura, perché l’ultimo canestro è una tripla aperta concessa ancora a Blakes per il 56-43.

IL SECONDO TEMPO – Kaleb Tarczewski fa la voce grossa dentro l’area, un tap-in e addirittura un floater preparano la rimonta di Milano. James con un gioco da tre punti riduce lo scarto a cinque punti, poi quattro prima che proprio a Tarczewski fischino il terzo fallo. Lo stesso succede a Nunnally, Cantù con una tripla di Carr e poi un’altra di Gaines ripristina 10 punti di vantaggio. Milano fa 6-0 attaccando l’area. Blakes con un tiro libero allenta la pressione su Cantù. Ma James mette dall’angolo la tripla del meno due, la difesa dell’Olimpia è più credibile nel terzo periodo. Nunnally, sempre attaccando il ferro, si procura i due liberi del pareggio a quota 69. Ma il periodo lo finisce meglio Cantù, con due canestri consecutivi di Blakes che chiudono il quarto sul 73-69. Mike James con due iniziative impatta di nuovo la partita, anche se l’Olimpia non trova continuità al tiro e senza quella non prende in mano l’inerzia della gara. Cantù fa 7-0 nel momento migliore di Milano e allunga ancora. Qui, due gancetti di Micov inglobano una maglia di Mike James (gioco da quattro punti) permettono all’Olimpia di superare sull’81-80. Jerrells allunga con un reverse a più tre prima che Gaines con una lunga tripla impatti ancora a 83. Il finale diventa una battaglia, con James e Gaines a scambiarsi canestri, falli, tiri liberi. Mike mette ripetutamente tre punti tra le due due squadre, poi Tarczewski  prima con due liberi e poi a rimbalzo cuce i punti decisivi nel 98-91 conclusivo.

Così Coach Simone Pianigiani ha commentato la partita con Cantù: “È una vittoria che ci toglie dalla pelle un po’ di cattive sensazioni per sconfitte che in realtà fanno parte del gioco. Forse ho spinto troppo, ma era giusto provarci in questa EuroLeague e farlo fino in fondo. Non è che dopo aver giocato grandi gare con Olympiacos e anche a Madrid, forse la nostra migliore, potevamo andare in crisi, ma le sconfitte poi ti lasciano amarezza. Era una partita complessa perché rischiavamo di rimanere un giro indietro e qualcuno di loro ha fatto cose notevoli. Ma volevamo vincere per toglierci certe sensazioni, senza pensare ad altro o fare calcoli. Nel secondo tempo la difesa è stata eccellente, è bello che il pubblico abbia capito il momento e ci abbia aiutato a fare lo sforzo extra che serviva per vincere meritatamente questa partita. Mi sono arrabbiato all’intervallo perché volevo vedere quello che siamo, cioè una squadra che sa soffrire e sa sacrificarsi. Volevo vedere le facce giuste nei primi quattro, cinque o sei possessi. E le facce giuste le ho viste. Di questo sono contento anche se poi hanno allungato e la rimonta l’abbiamo dovuta fare di nuovo”.

Sulla partita di Istanbul con l’Efes: “Se mi avessero detto che ci saremmo giocati la qualificazioni all’ultima partita sarei stato felice. L’obiettivo di questa EuroLeague era fare un passo in avanti netto, guadagnarsi un certo rispetto e questo lo abbiamo ottenuto. Ora proveremo fino in fondo a vincere ed entrare nei playoff: se lo merita il nostro pubblico, la società, se lo meritano i ragazzi per come hanno risposto alle avversità. La partita con Cantù non ci aiuta, perché abbiamo speso tanto, ma volevo vincere per rovesciare le sensazioni di questi giorni. L’Efes ha grande taglia e segna molto con i lunghi. Lì siamo un po’ corti e quindi dovremo fare uno sforzo importante per tenere, poi dovremo ripulire la partita di palle perse e giocare con attenzione. Loro segnano molto e distruibuiscono bene i tiri. Nessuno ci pronostica vincenti, ma ci proveremo. Vogliamo un’impresa: se poi non ce la facessimo ci prepareremo per i playoff”.

Su Nedovic e Della Valle: “Faremo il punto della situazione, lunedì. Nedovic non ha problemi veri, se non quello di non trovare ritmo di presenza in campo. Il mio cruccio è questo, perché poi aldilà di quanto serva, nei playoff si andrà in campo ogni due giorni. Ma per giovedì non credo ci siano problemi. Per Amedeo vedremo tra domani e martedì”.

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