L’Olimpia risorge al PaladelMauro, battuta Avellino in Gara 4, la serie ritorna a Milano.

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L’Olimpia comanda per 40 minuti filati ad Avellino, con vantaggi anche importanti, produce la prima partita offensivamente importante della serie, e la pareggia, riportandola a Milano (gara 5 domenica, alle 20.30 al Mediolanum Forum). Qualche patema solo nel finale, a causa dei tiri liberi sbagliati e qualche momento di confusione. James Nunnally gioca una partita strepitosa, ma tutti portano il mattone giusto, con Jerrells, Kuzminskas e Cinciarini che vibrano zampate importante, mentre Kaleb Tarczewski, rispettato pochissimo dagli arbitri, domina il primo tempo e poi riesce a stare in campo quasi nulla nel secondo. Nonostante questo, l’Olimpia chiude con un 86-80 stretto.

IL PRIMO TEMPO – La partita è nervosa fin dall’inizio, con tanti palloni deviati, contatti e tiri nel traffico. Avellino parte con un quintetto di taglia, con Matt Costello da 5, Udanoh da 4 e Ojars Silins da ala piccola. L’Olimpia però esplora il gioco interno di Jeff Brooks, controlla i rimbalzi difensivi, e scatta 6-0 forzando il primo time-out di Coach Maffzzoli. Il vantaggio tocca i 12 punti, con triple di Nunnally e Cinciarini. Demonte Harper è il primo a mettersi in ritmo, mentre Tarczewski si fa sentire anche a rimbalzo d’attacco. Demetris Nichols, partendo da sesto uomo, mette due triple consecutive dallo stesso angolo e riduce il gap a otto punti. La risposta arriva attraverso un gancio di Tarczewski, poi Nunnally mette la seconda tripla, quella del 23-10. Alla fine del primo quarto è 26-15 Milano. Tre possessi difensivi deboli all’inizio del secondo permettono ad Avellino di rientrare a meno nove, con il time-out di Coach Pianigiani. Due liberi di Nunnally (12 nel primo tempo) e una tripla di Jerrells ripristinano 12 punti di vantaggio per l’Olimpia, poi Kuzminskas mette la tripla del +15 dopo sei minuti. Il margine raggiunge i 17 su un post-up di Nunnally. Milano si abbassa con Brooks da 5 per far respirare Tarczewski (10 a metà gara). A Micov fischiano il secondo fallo in attacco, così Avellino finisce meglio il periodo. Harper segna in penetrazione e all’intervallo è 43-31 Olimpia.

IL SECONDO TEMPO – La ripresa è subito giocata con impeto. Nunnally mette due triple e segna otto punti rapidi, Avellino – che a tratti usa la zona – replica con Harper e Udanoh e il suo micidiale tiro dalla media. Una bomba di Cinciarini scava 17 punti a favore di Milano, quando arriva un antisportivo equivoco fischiato a Tarczewski che produce quattro punti in un possesso solo. Sul rovesciamento di fronte arriva puntuale il terzo fallo in attacco. Filloy con una tripla riduce il divario a 10 punti, poi con un’altra bomba a sette, 54-47 dopo sette minuti. Due liberi di Silins dopo il time-out di Pianigiani riportano Avellino a meno cinque. La replica è forte: due liberi di Brooks, poi Nedovic ha anche due grandi giocate difensive e le trasforma in due canestri di Nunnally. Il 6-0 riporta Milano sul 62-51. Poi ancora Nunnally tocca i 13 punti dalla lunetta in un quarto da 16 punti. Alla fine del terzo, tripla e libero di Harper (nove nel quarto), Milano è avanti 64-55. Ancora Harper all’inizio del quarto, con Avellino che usa due playmaker e Nichols da 4, ricuce a meno sette, subito prima di una tripla frontale di Jerrells e una di Kuzminskas. Una rubata di Jerrells con contropiede incorporato riporta l’Olimpia a più 15. Harper e Sykes, sfruttando anche il bonus bruciato, riportano Avellino ancora a meno 11. Jerrells con un triplone e Cinciarini dalla lunetta fanno respirare Milano subito prima del quinto fallo fischiato a rimbalzo ancora a Tarczewski, di fatto “eliminato” dalla gara nel secondo tempo. Ma Kuzminskas usa ancora il suo gioco in post basso per riaprire 16 punti di margine. Con Tarczewski fuori per falli e Brooks ferito, l’Olimpia deve giocare alcuni possessi con Kuzminskas da centro, così soffre a rimbalzo. Nell’ultimo minuto il vantaggio scende di nuovo in doppia cifra e Coach Pianigiani spende il time-out per riordinare le idee e chiuderla con qualche patema – un fallo tecnico a Nunnally, tre liberi su quattro sbagliati, una palla persa su rimessa -, ma senza soffire troppo.

Così Coach Simone Pianigiani ha commentato gara 4: “Abbiamo giocato una partita consistente, il pubblico ha spinto Avellino in modo impressionante, quindi non era facile. L’approccio è stato decisivo, ma poi non era facile mantenere il vantaggio tutta la partita. Siamo stati lucidi, anche sotto pressione, a fare le scelte giuste andando spalle a canestro quando dovevamo. È stata una gran partita in cui abbiamo mollato solo nell’ultimo minuto e mezzo, in cui siamo stati superficiali, ma è la mia unica recriminazione. D’altra parte per vincere qui, in questo campo, contro una squadra che penso valga molto più dell’ottavo posto, non c’era un’alternativa se volevamo tornare a Milano. Non avevamo Della Valle e per questo Nedovic, che non stava bene, ha voluto tornare in campo. Mi è piaciuto che Mike James abbia voluto prendere l’aereo per essere vicino ai compagni. Lo spirito ho sempre detto che è quello giusto. Ora però abbiamo gara 5, sarà una partita differente e imprevedibile, faremo i conti sui disponibili e vedremo di fare un’altra bella partita. Oggi siamo andati in campo con personalità e gioia perché in questo clima è bello giocare: queste opportunità vanno sfruttate. Non capitano sempre e non capitano a tutti. In gara 5 il fattore campo non conta più. Conteranno le energie, se qualcosa non andasse dovremo inventare qualcosa prontamente. Giocarla però è un privilegio”.

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