Primèvo, Alessandra Maisto e Umberto Carotenuto espongono alla Galleria MaMo.

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La Galleria MaMo

 

via Plinio,37 Milano

 

Inaugurazione 28 giugno 2019 ore 17,30-20,30

 

Orari di apertura giornalieri dal lunedì al sabato dalle 16,30 alle 20,00

 

Presenta

 

Primèvo

 

Bi/personale di Alessandra Maisto e Umberto Carotenuto

 

Due artisti a confronto, due anime creative che lavorano con un’unica passione: calda, vulcanica e avvolgente come la loro terra…Due linguaggi creativi differenti, ma accomunati da un grande amore per la storia e che affonda le radici nella realtà culturale, etnografica e popolare del proprio luogo d’origine.

Un incontro alla Galleria Mamo consentirà un confronto, uno scambio per regalarci nuove emozioni.

 

Alessandra Maisto è un artista napoletana, vive e opera a Napoli dove frequenta l’Accademia di Belle Arti, conseguendo la laurea in arti visive. Nello scenario intellettuale ed artistico partenopeo,sperimenterà il linguaggio informale-astratto.La sua ricerca artistica si avvale di simbologie e segni che rivelano una matrice espressiva di tipo spirituale. Attraverso la materia realizza sulla tela stratificazioni materiche tridimensionali che compongono un collage polimaterico in cui stoffe ed elementi scultorei si fondono per regalare,  gesti, suoni e colori. Avvicinare il fruitore alla sacralità delle forme simboliche, appartenenti alla nostra memoria storica è una prerogativa dell’artista; l’opera come un’icona trasmette tutta l’essenza della spiritualità. Al contempo nello spazio della figurazione viene dato spazio a tutta la libertà dell’imprevisto. I materiali diventano parte di un quaderno di appunti, nella casualità del gesto ritroviamo una dimensione surreale in cui sogno e immagini si fondono per dar luogo ad una forma di meditazione iconica. Ogni opera è il risultato di un rito cerimoniale, che evoca nel nostro immaginario le radici antropologiche della cultura Partenopea. Nelle installazioni il passato si fonde con il presente. Le stoffe, che a tratti sembrano diventare sudari, con trame a lisca di pesce, sono in realtà lenzuola per il parto o stoffe per la lievitazione del pane.

Nel suo atelier a Napoli, Alessandra Maisto lavora attivamente facendo dell’arte il suo unico lavoro. Ha esposto a Trapani con una personale, poi a Roma, Firenze, Milano e Napoli.

 

Umberto Carotenuto vive e opera a Napoli, frequenta l’Accademia di Belle Arti di Napoli,scrivendo una tesi di antropologia culturale,”La memoria dell’antico nell’arte”,accompagnata da un progetto artistico in grafica d’arte “Memoria e oblio, suggestioni dalle lettere di Plinio” in cui il filo conduttore è l’influenza che Pompei e la sua arte hanno esercitato sugli artisti sin dalla loro scoperta avvenuta nel XVIII secolo. Umberto è un’artista con una grande conoscenza delle metodologie artistiche antiche, lavora sulla pittura, incisione, privilegiando tecniche come acquaforte e la xilografia, La millenaria storia dei paesi vesuviani, il mistero che emerge dai resti delle antiche città sepolte, lo spirito e la cultura di questi luoghi sono la materia creativa che caratterizza la sua ricerca. Frequenta per diversi anni la “Scuola di pittura Pompeiana”con il maestro Franco Gracco.Il mistero che emerge dai resti delle antiche città sepolte dalle eruzioni lo spirito e la cultura di questi luoghi sono la materia creativa che va a caratterizzare la sua ricerca.

 

La memoria storica degli avvenimenti del passato viene riscoperta, rivisitata e riproposta alla luce del presente ancheattraverso un’attenta ricerca iconografica delle rappresentazioni che, nel corso dei secoli, si sono avute delle eruzioni vesuviane, delle vicende di popoli interi e delle suggestioni ricevute dagli artisti.

 

La ricerca di un’immagine archetipica, quasi primitiva e allo stesso tempo il rimando all’iconografia classica si manifestano nell’energia distruttiva ma catartica dell’elemento naturale, nella raffigurazione di frammenti di uomini e architetture, nella resa coloristica e segnica caratterizzata da colori distribuiti a macchie e strisce materiche, il supporto in tela di juta e la tecnica pittorica conferiscono ai lavori un aspetto che li avvicina agli affreschi sbiaditi ed erosi dal tempo di Pompei e dei diversisiti archeologici.

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