Mario Tozzi e Red Road Project, pittura e fotografia al Museo del Paesaggio di Verbania.

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A Verbania, sul Lago Maggiore sponda piemontese, c’è una meta turistico culturale di grande pregio, il Museo del Paesaggio, una chicca incastonata a pochi chilometri dalla Svizzera, Stresa e le splendide Isole Borromee, sede tra gli altri della Gipsoteca Troubetzkoy e della collezione Arturo Martini, che si prepara ad accogliere i turisti della prossima estate con due eventi particolarmente interessanti.

Omaggio a Mario Tozzi
Museo del Paesaggio – Palazzo Viani Dugnani, via Ruga 44.
Dal 25 maggio al 29 settembre.

Al pittore marchigiano (Fossombrone, 1895-Saint-Jean-Du-Gard, 1979) che a Suna, sul Lago Maggiore ha trascorso gran parte della sua vita, fondatore degli Italiens de Paris insieme a Massimo Campigli, Giorgio De Chirico, Filippo De Pisis, René Paresce, Alberto Savinio e Gino Severin, il Museo del Paesaggio dedica una nuova sezione degli spazi di Palazzo Viani Dugnani, nel quarantesimo anniversario della scomparsa (1979-2019.)
Oltre trenta le opere esposte, che raccontano l’evoluzione dello stile dell’artista, a partire dagli anni Dieci del Novecento, fino alle ultime tele geometriche e stilizzate degli anni ’60 e ’70.
L’esposizione sarà arricchita da un incontro con la storica dell’arte Elena Pontiggia, il 15 Giugno alle ore 17.30 presso la sede della mostra a Palazzo Viani Dugnani.

“The Red Road Project” – un progetto di Carlotta Cardana e Danielle SeeWalker. Un viaggio fotografico tra le riserve indiane dei nativi americani del ventunesimo secolo.
Villa Giulia – Corso Zanitello, Verbania-Pallanza.
Dal 9 giugno al 29 settembre.

Inaugurazione sabato 8 giugno 2019 ore 17.00, alla presenza delle artiste

Il Museo del Paesaggio di Verbania presenta presso gli spazi di Villa Giulia a Verbania Pallanza “The Red Road Project”, un progetto della fotografa Carlotta Cardana e dell’artista lakota Danielle SeeWalker.
La mostra, curata e prodotta da Fonderia 20.9 di Verona, mette al centro il rapporto tra identità della comunità, cultura e paesaggio, nello specifico con una rilettura del complesso legame odierno dei nativi d’America con la loro terra e la cultura tradizionale. Circa 70 opere, tra immagini d’archivio e fotografie realizzate appositamente per il progetto, esplorano e documentano il rapporto tra la cultura tradizionale dei nativi americani e l’identità delle popolazioni tribali di oggi, in un viaggio tra diversi stati USA.

Mario Tozzi
Nato a Fossombrone, nei pressi di Urbino nel 1895, Mario Tozzi cresce a Suna (Verbania), dove la famiglia si trasferisce. Abbandonati gli studi di chimica, il giovane si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove conosce Giorgio Morandi. Dopo la tragica esperienza della guerra, nella quale perde due fratelli, il pittore si sposa e si trasferisce a Parigi, dove inizia a esporre ottenendo un sempre maggiore successo. Nella capitale francese, nel 1926, fonda il gruppo degli Italiens de Paris insieme a Massimo Campigli, Giorgio De Chirico, Filippo De Pisis, René Paresce, Alberto Savinio e Gino Severini. In Italia, nel frattempo, espone alle mostre del gruppo Novecento, alle Biennali di Venezia e alle Quadriennali romane. Dalla fine degli anni Trenta vive un lungo periodo di crisi; riprende l’attività artistica con una mostra presso la Galleria Annunciata di Milano soltanto nel 1958. Nel 1971 si sposta definitivamente da Suna in Francia, dove resterà sino alla morte, avvenuta nel 1979. (www.mariotozzi.it)

Carlotta Cardana (1981,Verbania) è una fotografa che si occupa principalmente di ritratto e documentaristica. Dopo gli studi al DAMS e all’Istituto Italiano di Fotografia, ha lavorato a progetti a Buenos Aires, Città del Messico, Londra, negli Stati Uniti e, ultimamente, in Giappone. I suoi lavori più recenti analizzano l’impatto degli squilibri economici e dell’oppressione sulle comunità. Il suo lavoro fa parte delle collezioni permanenti del Parlamento britannico e della National Portrait Gallery di Londra ed è stato premiato ed esposto all’interno di festival e gallerie in tutta Europa e negli Stati Uniti. Tra gli altri citiamo FOTOGRAFIA – Festival Internazionale di Roma, Noorderlicht Photofestival, il Month of Photography di Los Angeles, Kolga Tbilisi Photo, ImageSingulières, Sete – e pubblicazioni come The Guardian Weekend, The New York Times T Magazine, De Volkskrant, Marie Claire, L’OBS.

Danielle SeeWalker (1983, North Dakota, USA) è un’artista Hunkpapa Lakota, attivista e madre di due figli. Risiede a Denver, Colorado. È anche l’autrice di The Red Road Project. Danielle SeeWalker è membro della tribù Standing Rock Sioux nel Nord Dakota, dove è nata e cresciuta, e discende dal capo Hunkpapa Lakota, Tȟatȟáŋka Íyotake (Toro Seduto).
A causa dello stigma storico spesso associato all’essere nativi americani (in particolare nel Nord Dakota, dove è cresciuta), Danielle da ragazzina si vergognava della sua identità di indiana americana. Questa esperienza ha alimentato la sua passione e dedizione a questo progetto, con la speranza di ispirare i giovani nativi americani e le comunità indigene in generale. Oggi, Danielle studia la cultura dei nativi americani nel 21° secolo e tiene conferenze sull’argomento. Inoltre analizza le questioni storiche e contemporanee relative agli Indiani d’America. Danielle SeeWalker ha una formazione accademica in sociologia, antropologia, psicologia e studi nativi americani presso l’Albright College (BS) e l’Università di Kutztown (MA).

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