Le fotografie di Salvatore Garofalo in mostra allo spazio MaMo da venerdì 20.

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Inaugurazione Venerdì 20 Settembre ore 18,30/21,00

La mostra sarà in galleria dal 20 settembre al 28 settembre 2019 tutti i giorni dalle 16,30 alle 19,30 la galleria riceverà il pubblico inviare una mail di conferma : galleriamamo@gmail.com

La fotografia, riflesso dell’anima

Mostra personale di Salvatore Garofalo.

Salvatore Garofalo nasce a Palermo nel 1979 è docente di Scienze della Navigazione presso l’ Istituto Nautico Gioeni – Trabia di Palermo. Appassionato di fotografia sin da bambino comincia a realizzare i suoi primi scatti che definisce embrionali e solo in B/N in giovanissima età.

È proprio il B/N che lo rapisce, i colori non lo distraggono dall’intensità elegante di un gesto, di uno sguardo, che solo così percepisce eterno.

Dopo gli studi navali, a soli 18 anni, comincia a viaggiare in giro per il mondo come Capitano di Lungo Corso della Marina Mercantile Italiana, su navi petroliere e da crociera continuando a coltivare la sua passione per la fotografia.

La macchina fotografica diventa una vera compagna di avventure e nella solitudine dei viaggi per mare, nell’esaltazione del mondo che gli si pone davanti sempre differente.

Si confronta, durante i suoi viaggi, con numerosi colleghi appartenenti a diverse nazionalità, anch’essi appassionati di fotografia; diventando per Salvatore la sua scuola di fotografia, dove ogni fotografo coglie, cattura e inquadra il mondo guardandolo con gli occhi della propria cultura e del proprio vissuto.

Da Rio de Janeiro a Dubai, da Mosca ad Istanbul, l’artista cresce e si confronta con la sensibilità artistica di fotografi vietnamiti, indiani e giapponesi, molto vicini alle tematiche della street-foto.

Impara a far sua proprio questa filosofia fotografica, ció che contraddistingue oggi proprio il suo stile in effetti, concentrandosi su soggetti e situazioni, entrando in empatia con essi, catturando il momento favorevole, lasciando tutto nel rispetto del suo stato originario.

Figure in naturale movimento,in relazione al contesto sociale e al luogo in cui esistono; l’esaltazione della spontaneità del personaggio.

Tutto ció evidenzia la sua totale libertà ed umanità nella vita di tutti i giorni.

Si laurea a Napoli nel 2015 alla Facolta di Ingegneria navale e, in questa città che pulsa di occasioni fotografiche, consolida il suo stile.

Nel 2017 torna a Palermo, cercando di fare la somma del suo lavoro e della sua storia fotografica, sviluppa ancora una volta tematiche legate alla fotografia urbana di tipo dinamico, dove i corpi dei personaggi catturati in un momento decisivo carico di pathos, si muovono nello spazio spontaneamente, trasmettendo emozioni e sentimento.

Salvatore Garofalo cattura l’attenzione del fruitore attraverso il gesto, uno sguardo, un movimento e i suoi scatti diventano il riflesso di ció che siamo, siamo stati, e che saremo lasciando lo stesso osservatore la libertà di rivivere la propria esperienza esistenziale.

Uno specchio veicolo di emozioni che vivono liberamente e si trasmettono attraverso il racconto della sua fotografia.

Inaugurazione Venerdì 20 Settembre ore 18,30/21,00

La mostra sarà in galleria dal 20 settembre al 28 settembre 2019

tutti i giorni dalle 16,30 alle 19,30 la galleria riceverà il pubblico inviare una mail di conferma : galleriamamo@gmail.com

La fotografia, riflesso dell’anima

Mostra personale di Salvatore Garofalo.

Salvatore Garofalo nasce a Palermo nel 1979 è docente di Scienze della Navigazione presso l’ Istituto Nautico Gioeni – Trabia di Palermo. Appassionato di fotografia sin da bambino comincia a realizzare i suoi primi scatti che definisce embrionali e solo in B/N in giovanissima età.

È proprio il B/N che lo rapisce, i colori non lo distraggono dall’intensità elegante di un gesto, di uno sguardo, che solo così percepisce eterno.

Dopo gli studi navali, a soli 18 anni, comincia a viaggiare in giro per il mondo come Capitano di Lungo Corso della Marina Mercantile Italiana, su navi petroliere e da crociera continuando a coltivare la sua passione per la fotografia.

La macchina fotografica diventa una vera compagna di avventure e nella solitudine dei viaggi per mare, nell’esaltazione del mondo che gli si pone davanti sempre differente.

Si confronta, durante i suoi viaggi, con numerosi colleghi appartenenti a diverse nazionalità, anch’essi appassionati di fotografia; diventando per Salvatore la sua scuola di fotografia, dove ogni fotografo coglie, cattura e inquadra il mondo guardandolo con gli occhi della propria cultura e del proprio vissuto.

Da Rio de Janeiro a Dubai, da Mosca ad Istanbul, l’artista cresce e si confronta con la sensibilità artistica di fotografi vietnamiti, indiani e giapponesi, molto vicini alle tematiche della street-foto.

Impara a far sua proprio questa filosofia fotografica, ció che contraddistingue oggi proprio il suo stile in effetti, concentrandosi su soggetti e situazioni, entrando in empatia con essi, catturando il momento favorevole, lasciando tutto nel rispetto del suo stato originario.

Figure in naturale movimento,in relazione al contesto sociale e al luogo in cui esistono; l’esaltazione della spontaneità del personaggio.

Tutto ció evidenzia la sua totale libertà ed umanità nella vita di tutti i giorni.

Si laurea a Napoli nel 2015 alla Facolta di Ingegneria navale e, in questa città che pulsa di occasioni fotografiche, consolida il suo stile.

Nel 2017 torna a Palermo, cercando di fare la somma del suo lavoro e della sua storia fotografica, sviluppa ancora una volta tematiche legate alla fotografia urbana di tipo dinamico, dove i corpi dei personaggi catturati in un momento decisivo carico di pathos, si muovono nello spazio spontaneamente, trasmettendo emozioni e sentimento.

Salvatore Garofalo cattura l’attenzione del fruitore attraverso il gesto, uno sguardo, un movimento e i suoi scatti diventano il riflesso di ció che siamo, siamo stati, e che saremo lasciando lo stesso osservatore la libertà di rivivere la propria esperienza esistenziale.

Uno specchio veicolo di emozioni che vivono liberamente e si trasmettono attraverso il racconto della sua fotografia.

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